c’è una possibilità per il Pd di arrivare primo partito, questa è affidata a Gentiloni. Ieri sera ha dato risposte importanti per chi capisce il detto e non detto del linguaggio politico. Non ha detto che sarà il Premier del dopo elezioni, né della transizione, ha detto che lavora per far vincere il Pd e il Centrosinistra. Che ha chiamato “di governo” perchè la sinistra intendesse. Abbiamo un leader che non ha giocato la sua carta personale in funzione del “ dopo” ma che si vuole impegnare “prima” e in funzione del 4 marzo, rivendicando quello che il Centrosinistra ha fatto in questi quattro anni e quello che lui, Gentiloni ha saputo fare in continuità con il Governo Renzi. L’impressione che ha lasciato il suo pacato ma incisivo intervento è che vuol dare una mano per tirare il centrosinistra dal baratro in cui le lotte personali l’hanno cacciato, provando a recuperare tutto quello che è recuperabile. Un Centrosinistra forza tranquilla che fa argine contro i populismi e che non vuole far perdere agli italiani quello che sinora si è conquistato in termini di uscita dalla crisi e di miglioramento delle condizioni socioeconomiche del Paese. Chi aveva intenzione di speculare su un dualismo Renzi /Gentiloni,, nel senso di due volontà che non convergevano, o che si distanziavano, ha avuto una profonda delusione perché quel discorso era esattamente quello che Renzi auspicava che facesse e cioè nessuna corsia preferenziale di dialogo e che Gentiloni e il Pd sono una sola cosa. Una squadra forte, molti goals importanti fatti nella direzione di diritti civili, nell’uscita dalla crisi, nello sforzo di far ridiventare l’Italia un Paese normale, togliendogli di dosso molti pesi ( banche, Ilva, Alitalia) che si portava addosso. Certo , per un presidente del Consiglio, non è facile dividere le due cose, da persona che parla a nome del Paese a persona che parla a nome di un partito o di uno schieramento. Ma bisogna trovare ogni occasione utile per mandare avanti l’immagine di Gentiloni come rappresentane di uno schieramento che sta tentando una rinascita. E se da qualche parte capissero che più che le ambizioni personali o le sinecure parlamentari conta il coraggio di togliere il Paese dalle mani di avventurieri finanziari o di un Movimento che ancora non conosce il peso di una responsabilità di guida di un paese e che rischia di sperimentarlo a danno dello stesso, allora potremmo parlare di un nuovo inizio, o meglio di una storia che riparte dagli errori fatti. Renzi allenatore, ha ancora molto da dire, rispetto a Renzi capitano e centravanti. Giuseppe Digilio
GENTILONI E’ UN’ALTRA STORIA
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