GERMANIA SPAVALDA

0

Rocco SabatellaROCCO SABATELLA

Mancano poche ore al grande appuntamento di Bordeaux che vedrà di fronte l’Italia e la Germania per i quarti di finale dell’ Europeo francese che conosce già la prima semifinalista che sarà il Portogallo vittorioso ai rigori sulla Polonia. In una gara che è stata vivace solo nel primo tempo, mentre nei rimanenti 75 minuti ha prevalso più il timore di perdere che la volontà di vincere. Con le due formazioni impegnate più a conservare il possesso di palla che ad alzare i ritmi e attaccare con convinzione. Spettacolo molto deludente sul piano del gioco e il Portogallo in paradiso, ossia in semifinale dove aspetta la vincente di Belgio-Galles, senza eccessivi meriti.  Nel ritiro azzurro di Montpellier Conte e i suoi ragazzi hanno lavorato nella più assoluta tranquillità e serenità. Contrariamente a quanto è successo nel clan tedesco visto che dal momento in cui si è conosciuto il nome dell’avversario per i quarti, tutti i giorni i giocatori tedeschi impegnati nelle conferenze stampa quotidiane invece di occuparsi prevalentemente di questioni tecniche, hanno incentrato i loro discorsi sul fatto che non capivano il perché la Germania dovesse temere l’Italia. Una litania ripetitiva che per i campioni del mondo in carica, oltre che per i padroni economici dell’Europa, non sarebbe dovuta proprio esistere. Invece averne quotidianamente sempre parlato e discusso, dimostra esattamente il contrario. E cioè che nell’ambiente tedesco di Low tutta la storiografia dei precedenti fra le due nazionali, qualche grattacapo psicologico ha creato sicuramente. La verità e che l’Italia del calcio, indipendentemente dalla valutazioni di natura tecnica, rimane la vera ossessione dei tedeschi.Del resto ciò si può anche spiegare visto che la formazione di Low è nettamente favorita dai pronostici ed anche il gruppo dei  giocatori la pensa in questo modo pienamente fino a correre il rischio di essere troppo spavaldi ed anche sprezzanti. Ma i favori del pronostico erano tutti per i tedeschi anche nel 2006 perché giocavano in casa, nel 2012, nel 1974 e nel 1982. E in Germania sanno esattamente come queste sfide sono andate a finire. Diverso il clima che si respira nell’ambiente azzurro dove Conte ha impiegato questi giorni a preparare al meglio la sfida preoccupandosi solo di trovare le giuste contromisure allo squadrone tedesco. E non e’ abitudine di Conte recriminare perché non potrà fare affidamento su Candreva, Thiago Motta e quasi sicuramente De Rossi per il quale si aspetta l’immediata vigilia della partita per capire se si può verificare un miracoloso recupero. Il fatto che gli azzurri non abbiano nulla da perdere da questa sfida, non significa assolutamente che l’ Italia abbandoni le velleità di vittoria. Chi la pensa in questo modo e credo che siano davvero pochi, evidentemente ancora non conosce Conte che vive il calcio con un pensiero fisso e dominante: la vittoria tanto da chiamare sua figlia con questo nome. Qualcuno giustamente potrà obiettare: non c’è nessun allenatore al mondo che non abbia gli stessi desideri del Ct della nostra nazionale. E’ vero anche questo. Ma la differenza sta nel modo di preparare le sfide. Perché se gli azzurri professano ambizioni positive per l’incontro di stasera, è perché grazie al lavoro di Conte hanno ormai acquisito la piena consapevolezza dei propri mezzi, hanno metabolizzato il messaggio del tecnico che con il lavoro ogni impresa è possibile e infine si rendono perfettamente conto che la preparazione tattica della partita per come è portata avanti da Conte che non trascura il minimo particolare, è una ulteriore garanzia per fare diventare ottima la prestazione. Non sappiamo se tutto ciò basterà per superare un ostacolo molto duro rappresentato dalla formazione migliore che c’è all’Europeo: ma Conte ha ripetuto sempre che l’Italia non dovrà avere nessun rimpianto e nessuna recriminazione perché avrà dato veramente tutto in campo. E state sicuri che anche con la Germania la squadra di Conte è attrezzata per fare cose extrastraordinarie.

Condividi

Sull' Autore

Rocco Sabatella...

Lascia un Commento