Parte una petizione dalla Basilicata per convincere il Governo a tornare sui propri passi rispetto alle scelte fatte nell’ultimo DPCM che penalizza fortemente i setytori della cultura ,della ristorazione e dello sport. L’iniziativa è di Luca Braia, consigliere regionale di italia Viva, che , dimenticando che il suo partito ha condiviso in consiglio dei ministri il provvedimento, lo boccia senza appello, sostenendo che non si può far pagare alle categorie che meno hanno inciso nella risalita della curva del contagio il conto più salato, al netto del ristoro promesso che ci auguriamo sia adeguato e immediato. Per Braia, le cose da fare sono altre: ridurre al 50% la presenza delle persone nei mezzi di trasporto pubblico introducendo, in maniera adeguata, la didattica digitale integrata (presenza/distanza) e lo smart working oppure incrementare le corse utilizzando ad esempio i bus turistici o dei gestori privati. Maxi assunzioni nella sanità pubblica di oss, infermieri e medici come anche nelle forze dell’ordine per garantire controlli utili a scongiurare e sanzionare in maniera esemplare le violazioni delle norme e dei divieti di assembramento, “coprifuoco” parziali ad esempio dalle 23 alle 5 del mattino nel periodo di maggior movimento estivo. Sono convinto che avrebbero potuto evitare, insieme a un più responsabile comportamento di noi cittadini, quanto si sta determinando in queste ore e che rischia di sfociare in uno scontro sociale da evitare a ogni costo.
Nel rispetto di tutti, ma consapevole del ruolo istituzionale che svolgo, a prescindere dalle convenienze e appartenenze politiche, chiedo- conclude Braia- sia al Governo nazionale, al Presidente Conte che alla nostra Regione e al Presidente Bardi, di recuperare il massimo della partecipazione, della collegialità e della condivisione, prima di compiere le scelte. Soprattutto in questi delicati momenti in cui si necessita di ampia visione, totale unità e corresponsabilità. Andavano chieste a chi, pur dando sempre disponibilità come noi consiglieri di opposizione, non viene mai coinvolto e ascoltato: eppure potremmo essere utili alla collettività, ognuno nel proprio ambito, per il proprio livello di competenza ed esperienza di gestione e amministrazione. Abbiamo pensato che il Covid-19 fosse un problema lontano da noi e che ci potevamo permettere ogni cosa, anche portare la mascherina solo al braccio. La paura è tornata, i numeri dei contagi crescono, bisogna agire insieme ma con razionalità, determinazione, condividendo tutti, maggioranza ed opposizione, mondo del lavoro, scuola, società tutta e politica, anche la decisione più difficile ma che abbia efficacia almeno scientifica, evitando di far apparire responsabile chi responsabile non è.”