Se fosse solo un problema che riguarda il merito della legge sulla nuova società per le politiche industriali , questo problema è bello e individuato: cancellare dal testo ogni cosa che possa riguardare Matera, in maniera che il Consorzio industriale della città dei sassi possa continuare a vivere esattamente come ha fatto fino ad oggi, facendo anche le cose che la nuova fase richiede, e cioè la gestione della zes, della zona franca e via dicendo. Lasciamo stare le motivazioni addotte prima e adesso sul perchè di questa scelta dei consiglieri materani di quasi tutti gli schieramenti. L’unico motivo vero non detto è che non vogliono un altro ente che finisca col ruotare di fatto su Potenza, rendendo Matera una succursale. Non c’entrano nè i soldi, né il rischio di mettere insieme debiti e crediti dei due consorzi, né il debito che comunque , passando per una liquidazione del Consorzio potentino, non ricadrebbe certo sulla nuova società. Stanno bene come stanno e non accettano novità di alcun tipo. Solo che mentre il consigliere di opposizione, luca Braia, ha detto chiaro e tondo questa cosa, altri consiglieri della maggioranza hanno prima accettato la mediazione offerta dall’assessore Cupparo, sulla garanzia che l’esistente non veniva toccato per Matera, salvo poi scoprire, prima del voto, che tutto questo non bastava e che ci voleva anche l’assicurazione che sulla politica industriale che verrà progettata, l’autonomia di Matera venga comunque assicurata. Dietro questa motivazione che ha un peso politico, visto anche il campanilismo che si è irrobustito nella recente campagna elettorale, si sono nascosti però comportamenti abbastanza discutibili che hanno profondamente turbato il presidente Bardi, per la mancanza di coraggio nel difendere delle decisioni prese assieme e per la mancanza di chiarezza nell’esprimerle in forma istituzionalmente corretta , come ha lamentato l’assessore Cupparo. Convocare una riunione straordinaria del Consiglio in forma urgentissima , sotto la spada di Damocle di servizi che possono venir meno da un momento all’altro fermando la produzione in fabbriche di importanza mondiale , e poi veder naufragare il Consiglio in comportamenti infantili ,tra chi non si presenta, chi si nasconde nelle stanze e chi ha una visita urgente da fare all’ultimo secondo, è evidentemente una situazione insostenibile ed intollerabile per uno che non ammette defezioni nel suo esercito. Ma , è proprio sicuro Bardi, che solo di questo si tratti e che il merito della legge non sia stato preso a pretesto per lanciargli un segnale su una maggioranza che non dialoga, su un decisionismo che tiene fuori gli altri partiti, su una cementificazione degli interessi politici intorno alla colonna di Forza Italia e a scapito degli altri?. C’è nella Lega fibrillazione ,così come c’è tensione all’interno di F.lli d’Italia. In entrambi questi partiti si vorrebbero segnali che certifichino i cambi di equilibrio che sono mutati al proprio interno, sia attraverso cambi nell’esecutivo, sia attraverso il riconoscimento del loro ruolo di interlocutori. E non sono ascrivibili a mere illazioni i segnali di avvicinamento del Sindaco di Viggiano al partito della Meloni , segnali ai quali potrebbe aggiungersi la mano data dal Presidente Cicala, con la sua assenza dall’aula, all’iniziativa contestatrice del consigliere Vizziello, cui si somma il comportamento di Zullino, da tempo ormai considerato corpo estraneo alla maggioranza. Se di questo si tratta , sarebbe stato più giusto dirlo in forma esplicita e diretta, anziché ricorrere ad una tattica ostruzionistica su una vicenda che ha la caratteristica della drammaticità e dell’urgenza, ì atteso il fatto che fermare la StellantiS di Melfi per servizi che non funzionano significa portare la faccia del presidente Bardi sui telegiornali di mezzo mondo. La politica è bella, ma se si pone dei limiti e delle regole. Rocco Rosa
GIOCHI DI PALAZZO DIETRO LA VICENDA ASI
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