Un onesto tentativo di affrontare l’incresciosa questione dei giornalisti della Regione , obbligati dalla Corte dei Conti a restituire parte degli emolumenti incassati negli ultimi dieci anni per via di un contratto giornalistico applicato dalla Regione e ,dopo vent’anni, dichiarato illegittimo, è stato fatto dal Consiglio regionale di Basilicata che, all’unanimità, ha approvato un ordine del giorno , primo firmatario Braia e sottoscritto anche da Polese, Cifarelli e Sileo, inerente i giornalisti degli Uffici stampa della Giunta e del Consiglio regionale della Basilicata. In quel documento, constatato l’assoluta buonafede dei giornalisti che sono stati chiamati a firmare all’epoca il contratto, si chiede al Governo regionale di affrontare la questione, in sintonia con quanto hanno fatto altre Regioni che si sono trovate nella medesima situazione. E in sintonia, sopratutto, col nuovo contratto per le Regioni e gli Enti locali che di fatto riconosce il TFR arretrato e consente agli stessi giornalisti di percepire la differenza stipendiale come assegno ad personam. Qui in Basilicata l’Esecutivo si è ,abbastanza supinamente, attestato sulla richiesta della Corte dei Conti di incassare il non dovuto, senza nemmeno far presente ai Magistrati contabili l’evoluzione che il tema ha nel frattempo avuto a livello nazionale, a partire dalla stessa sentenza della Corte Costituzionale che demandava appunto a nuove norme contrattuali la possibilità di salvaguardare le situazioni esistenti. Sarebbe opportuno che la stessa Corte dei Conti, che prima in Italia ha avuto il merito giuridico di vedersi riconosciuto dalla Cassazione la nullità del contratto anomalo, facesse un approfondimento su come le altre Regioni hanno puntato alla salvaguardia del percepito , semplicemente per una questione di opportunità e di eguaglianza, e anche per non offuscare la sua iniziativa con il sospetto di un ingiustificato accanimento. Tornando alla decisione del Consiglio, l’impegno richiesto alla Giunta, dall’assemblea, all’unanimità, è teso a convocare un tavolo tecnico per istruire il tema dal punto di vista tecnico e giuridico; a sospendere le azioni di recupero, perlomeno fino al giudizio di primo grado previsto per il 23 maggio del 2023 davanti al giudice del lavoro; ad applicare il nuovo contratto dei giornalisti della pubblica amministrazione approvato il 7 aprile scorso da Aran, FNSI e sindacati, validato dal Governo e dalla Corte dei Conti, così come fatto in altre Regioni italiane, a garantire identico trattamento economico anche ai giornalisti che sono rimasti fuori da quanto previsto nei contratti nazionali del settore. Nel dispositivo si fa riferimento a quanto messo in atto dalla Regione Basilicata sulla base della legge 150/2000, in virtù della quale “si è dotata di un proprio strumento normativo, la legge regionale 7/2001, applicando il contratto di lavoro giornalistico FIEG-FNSI, ritenuto più idoneo per assicurare un servizio di informazione istituzionale, capillare e tempestivo, nell’interesse della comunità”. Nell’Odg si precisa che “i giornalisti degli Uffici stampa della Giunta e del Consiglio regionale, su esplicita richiesta della Regione, hanno esercitato nel 2001, l’opzione per il contratto giornalistico così come espressamente previsto dalla legge regionale 7/2001; a seguito di quella opzione ai giornalisti nel 2001 è stato corrisposto il tfr e contestualmente gli stessi hanno firmato contratti giornalistici individuali che attualmente risultano disapplicati; il dirigente generale dell’Ufficio del personale della Giunta, per adeguarsi ai rilievi della Corte dei Conti, ha comunicato ai giornalisti degli Uffici stampa che, già dal prossimo mese di luglio 2022, sarà applicata una trattenuta in busta paga e sono previste altre future modalità di recupero; vi sono tra l’altro anche giornalisti, che pur svolgendo lo stesso ruolo, non sono stati mai equiparati ai loro colleghi”. Tra l’altro non è secondario che la stessa Corte dei Conti, senza un giudizio di responsabilità che magari avrebbe chi quella legge l’ha applicata, si riduca a considerare i giornalisti non come vittime ma come artefici di una illegittimità. Questa è una anomalia, da qualsiasi aprte la si veda.