GIORNATA MONDIALE DEI BAMBINI, PAPA FRANCESCO: “IMPARIAMO DA LORO”

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Lidia Lavecchia

Si tiene da oggi  a Roma la prima “Giornata Mondiale dei Bambini”, organizzata dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione e dal coordinatore della GMB, padre Enzo Fortunato. L’incontro internazionale, voluto fortemente da Papa Francesco, punta a mettere al centro i più piccoli e il loro futuro.  

Durante la conferenza è stato presentato l’inno della GMB “La novità del mondo” scritto da don Marco Frisina che verrà cantato da oltre mille bambini del Piccolo Coro dell’Antoniano e dei Cori della Galassia dell’Antoniano diretti da Sabrina Simoni. All’evento inaugurale dello Stadio Olimpico di sabato 25 maggio sono confermati: l’attivista Licypriya Kangujam, Carlo Conti, Gianni Morandi, Lino Banfi, Mr.Rain e Beret. 

«Abbiamo scelto di aprire la prima Giornata mondiale dei bambini, che si terrà il 25 e 26 maggio a Roma, allo stadio Olimpico per non dimenticare come lo sport può essere – facendo nostre le parole di papa Francesco – un modo per generare comunità, creare socialità e far nascere amicizie. – Dichiarano padre Enzo Fortunato e Aldo Cagnoli coordinatore e vicecoordinatore della Giornata. 

Lo sport è un importante alleato educativo, uno “strumento di pace” se riusciamo nell’esperienza dell’integrazione. È per questo motivo che dallo stadio Olimpico di Roma, uno dei luoghi simbolo dello sport italiano e internazionale, vorremmo far alzare la voce di migliaia di bambini provenienti da ogni parte del mondo, per ricordare agli adulti impegnati a “fare la guerra” che lo sport allena i valori dell’essere donne e uomini “di buona volontà”, perché “se il mondo dello sport trasmette unità e coesione può diventare un alleato formidabile nel costruire la pace”.  

I bambini rappresentano lo spirito di speranza che la Chiesa vuole restaurare nel contesto dello sport. Sono il futuro, la speranza per un mondo migliore, attraverso lo sport apprendono valori fondamentali come il rispetto, l’onestà e la cooperazione. La Chiesa vede i bambini non solo come destinatari di messaggi di speranza, ma anche come agenti di cambiamento, capaci di diffondere questi valori nelle comunità in cui vivono. Investire nell’attività fisica dei bambini significa investire nel loro sviluppo complessivo, fisico, mentale e spirituale, contribuendo così a creare una comunità giusta e solidale. 

«I bambini sono “La novità del mondo”, la speranza e la gioia. Nell’inno i bambini cantano “siamo noi la speranza”, sono loro i protagonisti del futuro con cui gli adulti sono chiamati a dialogare per costruire un mondo nuovo e far rifiorire la gioia per tutti» ha dichiarato Don Marco Frisina, autore dell’inno della Giornata Mondiale dei Bambini. 

Si stima che le presenze supereranno le 100mila presenze con bambini provenienti da oltre 100 Paesi tra cui Afghanistan; Argentina; Brasile; Cina; Congo; Corea del Sud; Egitto; Eritrea; Etiopia; Haiti; India; Iraq; Israele; Nigeria; Palestina; Russia; Siria; Somalia; Stati Uniti d’America; Ucraina; Uganda; Venezuela. 

Oltre 100 treni sono stati messi a disposizione dal Gruppo FS Italiane per permettere a circa 34mila persone di raggiungere la Capitale. 

Oltre 20 milioni di visualizzazioni previste per la diretta mondiale attraverso i canali di diffusione della TV Vaticana e lo streaming sui principali portali di informazione nazionali ed internazionali. Oltre 3.000 diocesi a livello globale coinvolte. 

“I bambini ci insegnano che abbiamo bisogno gli uni degli altri” Dichiara Angelo Chiorazzo, fondatore della Cooperativa Auxilium, che fa parte del comitato organizzatore dell’evento. “Sarà un modo per riportare all’attenzione di tutti, i bambini, spesso dimenticati. Loro ci insegnano che abbiamo bisogno di amore e di capacità di perdono”, sottolinea, ricordando che oggi nel mondo vengono uccisi più bambini che combattenti, basta vedere quanto sta succedendo attualmente in Medioriente. 

I bambini, infatti, sono le prime vittime della guerra. 

Secondo il rapporto ANSA sui dati della Protezione dell’infanzia, nella Striscia di Gaza durante i sei mesi di guerra sono stati circa 26mila i bambini uccisi o feriti; in Ucraina, secondo l’UNETCHAC, il Centro per i bambini armati, sono stati uccisi o feriti 503 bambini. Anche le scuole negli edifici pubblici sono state gravemente danneggiate, interrompendo l’orario scolastico e ritardandolo.
 Secondo l’UNICEF, la povertà colpisce attualmente un bambino su tre, ovvero circa 663 milioni di bambini.  

Inoltre, più di 385 milioni di bambini vivono in condizioni di estrema povertà e guadagnano meno di 1,90 dollari al giorno. Secondo l’Unicef, in Italia 1,4 milioni di bambini vivono in condizioni di povertà estrema, con variazioni negative dei valori al Sud.
La maggior parte dei bambini nel mondo non ha accesso alle medicine, a un buon alloggio, ai beni di prima necessità, al tempo libero e alle opportunità educative: questa situazione è inaccettabile, anche alla luce della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e la Dichiarazione generale n. 19 sulla spesa pubblica per la realizzazione dei diritti dei bambini e dei giovani, che mira a proteggere i bambini da abusi e minacce.  

Un messaggio importante che vuole mettere il bambino al centro del mondo. Due giornate importanti per ricordare a noi tutti e al mondo che i bambini rappresentano la vita, le risorse, le idee e il futuro di tutti noi. Solo se riusciremo a tornare al bambino, vederlo, ascoltarlo, celebrarlo, imparare da esso, potremo essere degli adulti migliori. Siamo qui per dare un senso alla nostra vita, ma questo è un compito difficile. Ripartiamo dal nostro bambino interiore, prendendoci cura dei bambini oltre noi stessi. 

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