GIORNI DI MEMORIA

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GERARDO ACIERNO 

 

 

LE COSE DI CASA …                 

 

                                                                

Giorni di memoria

 

 Pomeriggio.

Un fiaccante grigiore autunnale spalma di noia le ore di un uomo, solo, in un alloggio di una città del nord. Nella penombra e sui i muri della stanza egli bracca pensieri mutevoli e controversi. La pennichella che ritarda, però, gli regala una curiosa sensazione: le cose della stanza assumono forme diverse! I bicchieri diventano fiori, i libri si trasformano in castelli di sabbia e la poltrona di ciniglia torna ad essere la mongolfiera dei suoi giochi bambini. L’uomo sente gonfiare dentro di sé una serenità sconosciuta e allora si accuccia perbene nel suo immaginario pallone e si lascia andare in quello che reputa un piacevole sogno.

Ritornano, così, certe notti della sua infanzia,  quando se ne stava con la testa ficcata sotto il cuscino, gli occhi serrati, a pregare per i canti blasfemi dell’ubriaco sotto casa, per lo straziante latrare dei cani nei vicoli, per l’ultima bestemmia del cantiniere impegnato a mandare a dormire gli ultimi tiratardi. E il ricordo della chiesa del suo paese, laggiù al sud, sulle colline boscose del Potentino. Una cappella francescana, con i muri segnati dalla muffa, i banchi scheggiati, gli inginocchiatoi gementi d’antico, i candelabri tremolanti, le borbottanti giaculatorie di anziane signore. Il parroco distribuiva carezze e consigli, le suore i sorrisi, il sagrestano i mugugni. E in alto, l’abbraccio infinito dell’enorme Crocifisso di legno. Che anno era?

     Questi rimbalzi di memoria lo aiutano per un po’ ad allontanarsi dal suo presente, contrassegnato da uno stucchevole alternarsi della luce del giorno con le ombre della notte. Ma un tuono rovinoso lo ricaccia nella grotta delle paure, delle ansie sfibranti. Si accosta alla finestra dalla quale è solito liberare lo sguardo verso il piatto e nebbioso orizzonte e improvvisamente si sente disperso nella tempesta che tutto inghiotte. L’uomo ora è intimorito. E’ una bestiolina bagnata. Il resto delle sue cose –libri, bicchieri, poltrona, sogni e quant’altro – evapora lentamente come gli ultimi bagliori dei lumini del piccolo camposanto del suo borgo, là dove riposa la sua famiglia e tutta la sua storia. Giù, al sud.   

     Qui a nord, oggi, due novembre, piove a dirotto e l’uomo, come se fosse un fantasma, una figura eterea, non scorge nulla di sé, né del presente né del passato, in questa stanza che sprofonda inesorabile nel buio della sera padana.  Il temporale, distante e cupo, continua a crescere d’intensità.

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  1. Certe notti, nel rincasare a un’ora tarda, sotto la pioggia sottile, rasentando porte di botteghe da tempo serrate e muri sbrecciati, ti sembra di ascoltare voci fanciulle, squillanti e lontane. Ti fermi, pianti lo sguardo nel profondo di un angolo del portale più importante della ‘cundana’ e senti: ‘..tatì !… tatì !’…

Sorpreso e incuriosito, corri a casa, apri il dizionario del dialetto paesano che il buon Nuccio Rizza ha redatto per tutti noi e leggi:

tatì: parola convenzionale con la quale si dà il via al gioco del nascondino”. Contento, ti avvicini alla finestra e dietro i vetri appannati ti metti a sussurrare ‘tatì!’. Una, due, dieci volte fino a quando t’accorgi che ritorna la luce del giorno, le ombre sfumano, la pioggia cessa e il sole infilza le balconate, illuminando ancora una volta tutto quel meraviglioso ‘gioco’ che chiamiamo VITA. 

Tatì !’: buona giornata e buona fortuna.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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