GIUSEPPE FORLENZA, UN MEDICO LUCANO AL SEGUITO DI NAPOLEONE

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Se si visita la National Gallery di Londra  può capitare di ammirare un dipinto di Jaques Antoine Vallin (1791-1831) con la semplice didascalia Dr Forlenze, a tale semplicità invece vi si contrappone la straordinaria vita di colui che è noto come Joseph Nicolas Blaise Forlenze , considerato tra i più grandi oculisti tra il 1700 ed il 1800, con enormi contributi al progresso dell’oftalmologia, tanto da essere insignito delle onorificenze di Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore e di Cavaliere Onorario dell’Ordine di San Michele e San Giorgio. Celebre nel periodo napoleonico per le sue operazioni alla cataratta, Forlenze era uno stimato uomo di scienza in tutta l’Europa, non solo in Francia, sua Patria di Adozione, dopo approdò dopo una raminga vita tra viaggi e studi tra Italia. Malta, Grecia, Francia ed Inghilterra. Ma era italiano, anzi lucano essendo nato a Picerno, in provincia di Potenza il 3 febbraio 1757. Giuseppe Nicolò Leonardo Biagio Forlenza era figlio di  Felice e Vita Pagano, e figlio d’arte : suo padre e i suoi zii Sebastiano e Giuseppe erano barbieri-chirurghi e flebotomisti di fiducia dei baroni Capece Minutolo di Ruoti. Venne mandato a frequentare il catechismo a Ruoti – sempre in Basilicata-  in una scuola fondata dalla nobile famiglia e qui conobbe il principe Ferdinando Capece Minutolo, il quale rimase sorpreso dall’interesse del giovane per gli studi.

Essendo la sua famiglia in situazione economica precaria, il principe assegnò al giovane Forlenza  un vitalizio per poter continuare gli studi nella Capita del Regno Napoli, dove seguì corsi di chirurgia e, poi  viaggi d’istruzione in Sicilia, Malta e alcune isole della Grecia.  Forlenza emigrò in Francia, divenendo allievo del celebre  Pierre Joseph Desault. Continuò l’esperienza nella medicina con un soggiorno di  due anni in Inghilterra, lavorando al  St.George’s Hospital di Londra, diretto da John Hunter, e viaggiò anche in Olanda e Germania. Poi il ritorno a Parigi dove  Desault lo indirizzò nella specializzazione in oculistica e, ben presto, Forlenza intraprese una brillante carriera.

Il lucano non si limitò solo alla pratica medica ma anche allo studio : Importanti furono soprattutto le sue osservazioni sui ciechi nati, sulla pupilla artificiale e sulle cataratte. Nel 1797, praticò un intervento oculistico presso una casa di riposo di Parigi, davanti ad una commissione nominata dall’Istituto e alcuni membri del governo, oltre alla presenza di studiosi francesi e stranieri. Nel 1798, ricevette l’incarico di chirurgo-oculista presso l’Hôtel des Invalides e l’Hôtel-Dieu di Parigi, curando i soldati  che avevano contratto malattie agli occhi durante la Campagna d’Egitto di Napoleone Bonaparte. Nel 1801, chiese ed ottenne il permesso del Ministero degli Interni francese di ispezionare  gli ospedali della repubblica, operando per tutte le malattie della vista. Inoltre ebbe tempo anche di dedicarsi  Nel 1806, Forlenza fu  nominato chirurgo oculista dei licei, delle scuole secondarie, degli ospizi civili e di tutti gli stabilimenti di beneficenza dei dipartimenti dell’impero francese. Tra i suoi pazienti, vi furono personalità di spicco come il giurista Jean-Étienne-Marie Portalis, ministro dei culti francese, e il poeta Denis Lebrun-Pindare che, in segno di riconoscenza, gli dedicò alcuni versi nell’ode intitolata Les conquêtes de l’homme sur la nature. La sua attività medica si estese oltre i confini francesi, recandosi in Inghilterra e nella natia Italia, effettuando, gratuitamente, interventi chirurgici in diverse città come Torino, in cui curò alcuni non vedenti della “Casa dell’ergastolo”, e Roma, ove operò il cardinale Giuseppe Maria Doria Pamphilj, e fu onorato pubblicamente da Carolina di Borbone, duchessa di Berry.  La sua  “Considérations sur l’opération de la pupille artifici elle”, pubblicata nel 1805, è considerata una delle opere fisiologiche più importanti del tempo.  Dopo una lunga e onorata carriera, Forlenza morì la sera del 22 luglio 1833, colto da un ictus mentre si trovava al “Cafè de Foy” di Parigi, un locale che frequentava spesso.

Opere

Considérations sur l’opération de la pupille artificielle (1805)

Notice sur le développement de la lumière et des sensations dans les aveugles-nés, à la suite de l’opération de la cataracte (1817)

La figura di Forlenza è stata recuperata dallo storico ed archeologo Gerardo Salinardi con una pubblicazione dal titolo: “Da Picerno a Parigi – Giuseppe Nicolo’ Leonardo Biagio Forlenza (Chirurgo Oculista 1757-1833), e ultimamente

L’Associazione culturale “Recupero Tradizioni Ruotesi”    ne ha riproposto la ristampa.

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