GIUSEPPE TOLVE: LO PSICOLOGO DELL’EMERGENZA

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di Lucia Lapenta

Ci sono ferite che lasciano il “segno”, anche una volta che si sono rimarginate. Sono come solchi profondi che il tempo ricopre, ma che rimangono nella memoria e sono pronti a riaffacciarsi in superficie, ogni volta che una nuova “scossa” smuove il terreno.

Giuseppe Tolve, potentino del 1982, sa bene quanto sia complicato intervenire e gestire un trauma come quello provocato da un sisma, che mostra squarci anche a distanza di molti anni. Laureato con lode presso la facoltà di Psicologia dell’Ateneo romano La Sapienza, dal 2011 è tra i cinque soci fondatori dell’Associazione Psy+Onlus, con sede a Roma, impegnata nella diffusione di buone pratiche in psicologia e psicoterapia, intervenuta durante il terremoto dell’Agosto 2016 ad Amatrice.

Ricordando l’appello accorato del “Fate presto” del Presidente Pertini, quando ci fu la devastante scossa dell’80, Giuseppe insieme ai suoi soci (ora divenuti oltre 50), si è mosso subito: “Siamo partiti immediatamente come volontari, a poche ore dall’evento perché – spiega il giovane psicologo e psicoterapeuta di orientamento psicodinamico che nonostante non abbia vissuto in prima persona il terremoto dell’Irpinia del 1980, ne ha compreso la tragicità attraverso i racconti dei suoi genitori, dei parenti e dei nonni, vissuti a lungo nei prefabbricati di Bucaletto –  in questi casi, muoversi tempestivamente, è davvero essenziale. In particolare, in aree come quelle dell’entroterra laziale che, per orografia e demografia, sono molto similari a quelle della Basilicata: centri dispersi tra le montagne, con una popolazione prevalentemente anziana”.

Essere presenti, nel più breve lasso di tempo, in situazioni critiche come queste non significa solo condividere il senso di smarrimento, di paura e di angoscia con le persone colpite, ma anche e soprattutto intervenire fattivamente, non solo una volta che la tensione dei primi tempi si è spenta: “Il momento più complesso – spiega Tolve che ha conseguito il diploma di specializzazione presso l’IREP (Istituto di Ricerche in Psicoterapia Psicoanalitica) di Roma – si presenta dopo quella che può essere definita la fase acuta. E’ nel momento in cui si realizza davvero cosa è successo che arriva la depressione e bisogna stringersi ancora di più attorno alle popolazioni. E bisogna farlo, non direttamente in veste di clinici, ma di persone con degli strumenti in grado di gestire lo stress, condividendo i vissuti, e mettendosi a loro servizio con azioni utili al potenziamento delle comunità”.

Prossimità, immediatezza, semplicità e aspettativa: sono queste le parole chiave che muovono questa giovane associazione che si è data concretamente da fare con il progetto di sostegno psicologico di Intersos, allestendo campi, spazi di accoglienza per le persone più fragili, laboratori, aree di gioco per i bambini e che, ancora oggi e per i prossimi 18 mesi, si occuperà, anche attraverso il progetto D.O.N.N.E, delle popolazioni della comunità montana del Velino.

“Si tratta – conferma Giuseppe che ha condotto parte dei suoi studi tra Parigi e Belgrado – dell’acronimo inglese Do not negate equality, ovvero ‘Non negare l’uguaglianza’: un progetto finanziato da Intesa San Paolo, in partenariato con Action Aid, che abbiamo avviato nel campo di Accumoli per contribuire a sensibilizzare sull’argomento della parità di genere ma, in particolar modo, a sostenere l’imprenditorialità femminile”.

Facendo leva sulle loro abilità di ricamo e cucito hanno chiesto alle aziende di maglieria di fornire loro tutto il necessario: lana, tessuti, strumenti per la lavorazione a maglia…: “Dopo un primo intervento di supporto psicologico di emergenza – evidenzia Tolve che, dopo la maturità scientifica ha scelto di dedicarsi alla psicoterapia per una forte attitudine personale al contatto umano – dopo la prima scossa nelle zone limitrofe di Accumoli, abbiamo proseguito il nostro intervento sulla costa adriatica, a San Benedetto del Tronto, dove i terremotati sono stati sfollati per essere ospitati nelle strutture alberghiere della zona. Con il laboratorio “Accumoli in gomitolo”, le donne stanno tornando ad impiegare il loro tempo e a essere motore imprenditoriale”.

Non solo aiuto psicologico, dunque, alle vittime del sisma ma anche ai loro soccorritori, oberati da livelli di fatica e di stress emotivo importanti; non solo interventi volti a condividere i vissuti e l’elaborazione delle componenti emotive dell’esperienza; non unicamente spazi a misura dei più piccoli con materiali ed attività didattiche, utili a fornire occasioni di elaborazione non verbale, consulenze alla genitorialità: “Le azioni di Community Empowerment  avviate quattro anni fa conclude Giuseppe Tolve che con la sua Associazione non si è fermato nemmeno durante il lock down, rimodulando gran parte dei servizi in modo digitale – stanno riportando le comunità a riprendere una vita serena, a ravvivare le consuetudini, tipiche dei loro territori: il cibo (l’amatriciana), i costumi popolari (con l’attività di ricamo), le usanze folcloristiche come quelle del il Pianta Maggio (molto simile al nostro Maggio di Accettura),  la tradizione canora e musicale (la banda di Accumoli)”.

L’attenzione mediatica si è spenta, ma in realtà, queste popolazioni hanno ancora bisogno di aiuto. La ricostruzione degli edifici è partita, ma le macerie provocate dal sisma sono ancora sotto la cenere e nuovi eventi sismici potrebbero riaprire le vecchie ferite. Il lucano psicologo sarà pronto ancora una volta ad intervenire!

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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