LUCANIA FOOD, SAPORI, TRADIZIONI E ARTE CULINARIA LUCANA

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MARTINA MAROTTA

MARTINA MAROTTA

Da Sant’Antonio Casalini di Bella, su quattro ruote, oltre i confini regionali.

Descrivere le bellezze naturali delle colline che si estendono fra Bella, Avigliano e Baragiano non è semplice: un tripudio di colori, che sia in primavera che in autunno, esprimono il loro massimo splendore. Le pittoresche geometrie dei campi, intervallate da boschi, fanno di questi luoghi una unicità naturalistica di tutto interesse. Ed è in questi bucolici paesaggi che ho incontrato due persone, Antonio e Pasquale Alvino, padre e figlio, che hanno saputo dire fermamente no all’emigrazione verso il nord e sono rimasti qui, in questi luoghi baciati dal sole, per fare impresa utilizzando quanto di meglio la natura può offrire. Oggi sono a Sant’Antonio Casalini, piccola frazione di Bella, dove vivono dalla nascita Antonio e Pasquale con le rispettive famiglie. 

Antonio, di professione cuoco, ma anche socio dell’azienda proprietaria del ristorante Verdi Colli, di cui è legale rappresentante il figlio Pasquale, ha abbinato, riuscendoci in maniera eccellente, la sua esperienza di cucina a quanto la terra, coltivata nel passato anche dai suoi genitori, gli offriva. Con il sacrificio di anni ha aperto una struttura, Verdi Colli, che ha ospitato, fino a pochi mesi fa, feste, matrimoni, celebrazioni, anche di notevole spessore ed importanza. Attualmente il locale ha sospeso l’attività per l’emergenza Covid. Antonio e Pasquale spesso escono dai loro confini per far conoscere, anche fuori regione, le specialità enogastronomiche lucane. Lucania Food, di cui è titolare Pasquale è ormai abbinata alla degustazione dell’Impiccato che altro non è che il caciocavallo fuso dal calore e fatto gocciolare su fette di pane. Su questo poi vengono aggiunte le delizie dell’orto della famiglia Alvino: le confetture, che vengono preparate nei giusti periodi dell’anno personalmente da Antonio e da Pasquale.

La curiosità mi spinge a chiedere allo chef quanto è importante utilizzare prodotti a chilometro zero per la sua attività di ristoratore. “La risposta è molto positiva perché la clientela apprezza la genuinità e la freschezza dei prodotti locali, anche se, specialmente nella nostra regione, il calo demografico sta riducendo tantissimo il lavoro, ovvero c’è sempre meno gente che si sposta anche di pochi chilometri per raggiungere ristoranti o locali con prodotti a chilometro zero. Comunque chi lo fa apprezza molto e sicuramente ritorna”. 

Non posso non chiedere la motivazione del passaggio dalla ristorazione fissa allo street food, una tipologia di ristorazione molto più faticosa rispetto a quella classica. “Tutto è cominciato per gioco e per la voglia di uscire fuori da Sant’Antonio Casalini. Mio figlio fu invitato alla sagra del pecorino di Filiano, da quell’evento abbiamo partecipato ad altre sagre o feste realizzate in Puglia, Basilicata, Lazio, Campania ed altre regioni italiane e per meglio farci conoscere abbiamo pensato di portare e preparare in loco la bruschetta con l’Impiccato, ovvero un formaggio scaldato sulla griglia sopra il quale vengono spalmate le confetture. Abbiamo curato molto anche la presentazione dei prodotti senza tralasciare nessun particolare della scenografia.” E continua, “spesso i clienti, una volta provato l’Impiccato con le confetture, mi chiedevano i barattoli di quest’ultime da portare a casa. Non è facile trovare marmellate non solo di frutta ma anche di ortaggi fatti con le antiche ricette della mia anziana mamma, che esaltano i sapori genuini dei prodotti delle nostre terre lucane. Vista l’elevata richiesta mi sono rivolto ad un laboratorio specializzato che ha elaborato le mie confetture utilizzando le mie ricette ed i miei prodotti”.

Altra specialità che Lucania Food usa per accompagnare le bruschette è il vino di Visciole, ovvero di ciliege. “É un vino di ciliege” dice Antonio “prodotto con le Visciole, una pianta il cui frutto è una via di mezzo tra la ciliegia normale e la ciliegia utilizzata per l’amarena, ma molto più dolce. Adesso sono piante quasi del tutto scomparse anche se in passato erano coltivate in molti paesi della Basilicata.”

Pasquale ed Antonio hanno saputo portare le tradizioni lucane nelle sagre che hanno ospitato Lucania Food, tradizioni che, come già dicevo, a casa Alvino sono state tramandate di generazione in generazione. 

Nel 2010 Antonio Alvino ha rappresentato, con la sua cucina e con la sua professionalità, la regione Basilicata alla Prova del Cuoco ed anche in quell’occasione non mancarono gli apprezzamenti per la genuinità della cucina lucana che Antonio seppe egregiamente preparare. 

In un momento storico così delicato Antonio mi dice che “sarebbe molto importante avere cospicui aiuti, specialmente in questo periodo di elevata crisi, dagli enti preposti, locali, regionali e nazionali. Aiuti che potremmo utilizzare per non far perdere le nostre tradizioni culinarie e, nello stesso tempo, non perdere quanto la terra lucana può offrire”.

Anche ad Antonio chiedo di svelarmi qual è il suo sogno nel cassetto. “Nei mesi scorsi avevamo iniziato la costruzione di una nuova struttura più ampia di Verdi Colli ma per la profonda crisi economica abbiamo dovuto sospendere anche questa realizzazione. Mia madre da poco ha festeggiato i novant’anni, ha lavorato una vita intera ed è stata sempre al mio fianco in ogni occasione. Vorrei poter ultimare quanto prima questa nuova struttura per vederla felice perché so che ogni nostro successo è sempre stato un traguardo raggiunto anche per lei”. 

Per contattare Lucania Food e sapere in quale sagra sarà presente (non appena la crisi covid lo permetterà) bisogna visitare la pagina personale su www.mercatinitalia.com dove sono disponibili anche i recapiti di questa eccellenza della cucina itinerante lucana. 

Lasciamo Antonio, suo figlio Pasquale e sua mamma Annina mentre il sole tramonta dietro i monti dell’Appennino Lucano ed i campi di questi luoghi si tingono di soffusi colori dai toni pastelli. Buon cammino.

 

Martina Marotta

Foto 1: A destra Antonio Alvino

Foto 2: L’Impiccato

Foto 3: Le confetture

Foto 4: Il vino di visciole

Foto 5: Lucania Food   ( COPERTINA)

Le fotografie sono state fornite da Lucania Food

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Sull' Autore

Martina Marotta è nata nel 1997 a Prato, città dove vive. Ha frequentato il Liceo delle Scienze Umane “Rodari” di Prato. Nel 2020 ha conseguito la Laurea Triennale in Progettazione e Gestione di Eventi ed Imprese dell’Arte e dello Spettacolo (Pro.Ge.A.S.) presso l’Università degli Studi di Firenze con una tesi sulla etnomusicologia lucana. Nel 2023 ha conseguito la Laurea Magistrale in Comunicazione Pubblica, Digitale e d’Impresa – Media Digitali, presso l’Università degli Studi di Perugia con una tesi sulla politicizzazione della corruzione su Facebook. Fin da giovanissima (7 anni) ha scritto in versi ed in Prosa persino sui muri di casa. Partecipa ai primi concorsi letterari quasi per gioco ed ancora prima di compiere i diciotto anni era stata premiata più di 350 volte (vincendo in Italia ma anche in Australia, Grecia, Svizzera). Ha scritto il suo nome negli albi d’oro dei più prestigiosi concorsi italiani. Seconda classificata al Festival Europeo della Poesia ad Atene. Premiata più volte “alla carriera” già dall’età di 12 anni. É accademica in più Accademie Letterarie italiane ed estere. Oltre 150 antologie letterarie hanno pubblicato sue poesie. Le sue liriche sono state recensite dai più quotati critici letterari. A febbraio 2010 pubblica “L’Arcobaleno della III A” (Attucci Editrice). Nel 2011 è nominata Alfiere della Repubblica dal Presidente Napolitano. A dicembre 2011 le viene conferito il Gigliato d’Argento dal Comune di Prato. Ad ottobre 2013 il suo secondo libro: “io spero che …” e pochi mesi dopo le viene conferita, in Svizzera, la laurea H.C. In letteratura dell'emarginazione. Premiata dal Presidente della Camera e dal Presidente del Senato, nel 2013, per meriti letterari. Si occupa di pittura, musica (suona flauto traverso, chitarra, tastiere, altri stumenti a corda), fotografia. Volontaria della Croce Rossa Italiana dove ricopre più ruoli anche a livello regionale. Da gennaio 2025 è Presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Alfieri della Repubblica Italiana (A.N.A.R.I.). Collabora con varie testate giornalistiche e partecipa come inviata al festival Internazionale di Giornalismo di Perugia nel 2022 e 2023. Sempre nel 2023 il suo terzo libro di poesie, Un Diamante fra le stelle (attucci editrice), dedicato a sua madre recentemente scomparsa. Il libro contiene, oltre alle poesie, anche 50 foto naturalistiche ad altra risoluzione. In uscita, nei prossimi mesi, altri due libri, uno sulla emigrazione italiana in Brasile ed un secondo (in Italiano, Inglese, Persiano) sulla condizione delle donne in Afghanistan con la commovente intervista ad una giornalista afghana attualmente profuga in Europa. Da oltre un anno Martina sta promuovendo il suo libro “Un Diamante fra le stelle”con un Tour letterario che farà tappe in Italia ed in Europa. Maggiori informazioni sul sito www.martinamarotta.it

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