L’esclusione dalla partita dei sottosegretari della Basilicata è un fatto molto grave. Essa certifica , se ce ne fosse bisogno, l’irrilevanza della nostra regione nel quadro di Governo di destra ed è la conferma che, ormai, il nostro territorio è visto solo come donatore di sangue per il Paese. Sorprende il voltafaccia di Berlusconi per l’on.Moles , dopo che pubblicamente aveva annunciato che, in cambio del sacrificio per far posto alla Casellati, il deputato lucano di Fiorza Italia avrebbe mantenuto l’incarico di sottosegretario all’editoria. E’ la conferma che, ormai, in Forza Italia c’è una forte guerra intestina e che lo stesso leader nazionale è visto adesso come un impedimento all’evoluzione del partito. Ne vedremo delle belle tra qualche mese, quando il dissanguamento del partito avrà raggiunto livelli da precoma. Anche nella Lega le promesse al vento di Salvini si sono evaporate, lasciando la formazione lucana con il sedere per terra. Vengono fiuori le considerazioni che gran parte degli opinionisti hanno fatto alla vigilia del voto. E che cioè il combinato disposto della riduzione dei parlamentari e dell’invadenza romana nello scegliere i candidati per l’uninominale, non rispettando l’appartenenza al collegio elettorale, hanno determinato un vulnus costituzionale nella rappresentanza democratica, con regioni che vedono ridimensionato il proprio peso decisionale nell’attività legislativa e di governo. Un fatto clamoroso che obbliga tutti i lucani a reagire ,se non contro una legge iniqua, almeno contro l’arroganza dei vertici romani. Non è una questione di poco conto ed è necessario che in tutti i partiti si apra la questione dell’intoccabilità del rapporto tra territorio e gli uomini che da esso traggono rappresentanza. Vorrò vedere la Casellati al giro di boa della autonomia differenziata, altra mazzata in vista per il Sud, se si alza per pretendere che, prima dell’autonomia, si votino i Lep, cioè i livelli essenziali di tutte le prestazioni, in maniera che il Sud abbia quello che per decenni gli è stato negato. Ma, più di tutto, la questione è diventata vitale per l’intera politica lucana che deve dire da subito e con voce unitaria, a prescindere dai partiti, che la Basilicata non consentirà più rappresentanti non di diretta espressione del territorio. Nè sarebbe sbagliato un pronunciamento unanime del Consiglio regionale sull’obbligo di rappresentanza diretta dei lucani, in maniera da preparare un primo cartello di avvertimento. Rocco Rosa
GOVERNO, COME VOLEVASI DIMOSTRARE: LA BASILICATA A PANE ED ACQUA
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