Luca Braia lancia il sasso e non nasconde la mano. Lui ci crede ad un replay a livello regionale dell’operazione Draghi, una sorta di governo di salvezza del Paese nel quale ci sono tutti i politici volenterosi ed i migliori tecnici disponibili sul mercato. E forse non sbaglia nel definire la situazione regionale peggio di quella nazionale, con un Governo che è oggettivamente in affanno, con un equipaggio che litiga e con cambi di casacca funzionali a trovare nuovi equilibri personali e di gruppo. Ma l’accostamento con il quadro nazionale finisce qui, nell’analisi della situazione di fatto. per il resto le situazioni divergono completamente in moltissimi punti. Il primo è che di innestare dei tecnici nell’esecutivo, non c’è proprio alcuna possibilità,perchè per come si è incastrata la situazione con la sostituzione in consiglio degli attuali assessori,l’ultima cosa che si può pensare è di fare una giunta esterna . Se poi pensiamo al valore degli innesti di competenze portate nel passato, i numerosi esempi negativi chiuderebbero immediatamente il discorso. Messe insieme le due cose, il solo modo per rinsaldare una maggioranza, lì dove essa dovesse continuare a scricchiolare, non è una operazione del tutti insieme, ma un allargamento mirato all’ingresso solo di Italia Viva, considerata ormai fuori dallo schieramento di sinistra e in decisa virata verso i lidi berlusconiani, i soli capaci di salvare una pattuglia di deputati e senatori che Renzi ha lasciato col sedere per terra. In questi mesi assisteremo alla lenta evoluzione di una maggioranza di centro destra che si rafforza proprio al centro a danno di Salvini, stretto tra la mora di una posizione radicale della Meloni che gli toglie voti e di una posizione dialogante di Berlusconi che gli toglie la parola. E’ anche probabile che il tentativo fatto da Salvini di tenere tutta la lega unita, accedendo alla tesi di Giorgetti, abbia solo posticipato il cambio di leadership e che uno egli effetti del Governo Draghi sarà proprio l’inizio della resa dei conti in casa leghista. Ma , tornando alle cose di casa nostra, la richiesta di Luca Braia a Bardi di battere un colpo non è destinata ad avere risposta immediata, a meno che la situazione in Consiglio non diventi ingestibile, a partire dai nodi ancora irrisolti che tengono fermo il Consiglio regionale. Piuttosto è consigliabile per lo stesso Bardi iniziare a uscire dal guscio in cui la maggioranza lo ha cacciato e guardarsi intorno alla ricerca di coinvolgimento e di una partecipazione alle scelte. Il modo migliore è far lavorare in Consiglio sulle grandi questioni, con discussioni aperte, oggettivamente rivolte a raccogliere le buone proposte e la più ampia adesione alle grandi scelte che ci attendono, stimolando il ruolo di compartecipazione delle minoranze e non acuendo il ruolo dell’opposizione a tutti i costi. Il petrolio, la riconversione energetica, le infrastrutture, le riforme, il piano strategico, la medicina sul territorio, il piano sanitario sono traguardi che oggettivamente sembrano montagne per questa maggioranza, insormontabili se essa si ostina a campare alla giornata, non circondandosi di figure forti in chiave consulenziale, di esperti in chiave operativa, e di un clima più favorevole in termini dialettici e collaborativi con quella parte di opposizione che può portare l’esperienza del passato. Poi i mesi a seguire confermeranno la propensione di Renzi ad andare a rinforzo dei vincitori, atteso che di sinistra aveva solo la maschera e, quindi, il via libera ad una operazione per portare altri due ( forse tre) consiglieri nella maggioranza .Rocco Rosa