GP CINA, HAMILTON VINCE E LA FERRARI SBAGLIA, MA NIENTE PANICO

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Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

La cattiva notizia: la Ferrari si è suicidata. La buona notizia: la Ferrari c’è. Questo il verdetto del GP di Cina che si è corso ieri e ha visto Lewis Hamilton trionfare davanti a Sebastian Vettel e Max Verstappen. Fino all’ultimo una spada di Damocle è rimasta sospesa sopra la gara, per via di frizioni con le autorità locali che avevano spinto all’annullamento delle prove libere del venerdì.

Quando si sono spenti i semafori, la pista era umida. Tutti i piloti sono scattati indossando le gomme verdi, le intermedie: una mescola che la Pirelli ha pensato per le condizioni né asciutte né bagnate. L’unico ad azzardare le gomme d’asciutto è stato Carlos Sainz jr, su Toro Rosso. La scelta dello spagnolo ha pagato, complice anche la sua vetture in gran forma che gli ha assicurato la 6^ posizione dietro i tre top team.

Le Ferrari partivano 2^ e 4^, rispettivamente con Vettel e Raikkonen. Il tedesco non ha avuto il solito spunto allo start ma ha resistito all’attacco di Valtterri Bottas, che partiva 3°. In questo modo ha però chiuso la porta a Kimi Raikkonen, che è scivolato dietro la Red Bull di Daniel Ricciardo. E quando il team dei bibitari ha bluffato, mandando sulla piazzola i propri meccanici con diversi giri d’anticipo, la Ferrari ci è cascata e ha richiamato ai box il suo alfiere tedesco.

Giov3Sebastian Vettel è passato sulle gomme d’asciutto troppo presto rispetto agli altri e la scelta non ha pagato perché la pista non si era ancora asciugata abbastanza. Dopodiché Giovinazzi si è schiantato sul rettilineo principale, provocando l’entrata in pista della Safety Car: tutti hanno creduto che Vettel avrebbe guadagnato la prima posizione. Tuttavia Charlie Whiting – saggiamente, secondo tutti gli addetti ai lavori e anche chi scrive – ha preferito evitare che le macchine corressero sul rettilineo di partenza finché non fosse stato sgombrato della C36 dell’italiano. Così ha dirottato tutto il trenino in pit-lane, azzerando il potenziale vantaggio di Seb.

Da questo punto in poi non c’è più stata storia per il primo posto, con Lewis Hamilton indisturbato davanti a fare il bello e il cattivo tempo con le gomme Soft. Il suo compagno, Bottas, si è gettato in testacoda in regime di Safety Car (un errore grossolano) e quindi ha liberato il campo per il secondo posto di Vettel. La vera lotta si è accesa tra Kimi Raikkonen e le due Red Bull, che lo avevano sopravanzato ai box e avevano montato le gomme SuperSoft, meno durevoli ma più prestazionali.

Al primo errore strategico col #5, il muretto del Cavallino Rampante ne ha aggiunto un secondo col #7: benché il finlandese si lamentasse delle gomme ormai troppo fredde rispetto alle condizioni del circuito, gli strateghi in rosso hanno preferito ritardare il suo rientro ai box. Così facendo hanno permesso alle Red Bull di recuperare terreno dopo la loro seconda sosta e quindi rimanere davanti a Raikkonen nel momento in cui è stato richiamato anche lui. Montare le gomme SuperSoft è stata la mossa con cui hanno provato a rattoppare lo sbaglio, ma per il finnico non ci è stato nulla da fare e si è dovuto rassegnare alla quinta piazza finale.

cin2Vettel ha chiuso a una manciata di secondi da Lewis Hamilton, vincitore indisturbato di questa edizione del GP di Cina (la sua quinta affermazione nella terra dei mandarini). Altro motivo di polemica è stata l’incapacità di Raikkonen, a inizio gara, di sorpassare Daniel Ricciardo. La sua titubanza ha rallentato anche Vettel, sottraendogli il tempo necessario per ripescare Hamilton e costringendolo a inventarsi due sorpassi mozzafiato, prima ai danni del suo compagno di squadra in un tornantino, e poi sull’australiano della Red Bull con cui non ha esitato a toccarsi.

Superba la performance di Max Verstappen, che ha rimontato oltre 10 posizioni (già al primo giro era in zona punti) e ha sverniciato Daniel Ricciardo a inizio gara. Si è difeso al limite quando il compagno di squadra ha provato a restituirgli il favore nelle fasi finali del GP, mandando in visibilio tutti i telecronisti. Male invece Antonio Giovinazzi, il suo alter ego a detta dei media inglesi: il pilota tricolore incassa due crash sullo stesso rettilineo e non conclude la gara. Almeno però risponde con umiltà alle domande della stampa (un ulteriore punto a suo favore – che alimenta le speranze di chi lo vorrebbe al posto di Wehrlein in Sauber ancora per un po’).

In definitiva, possiamo dire che la vittoria di Melbourne non è stata un’anomalia. La SF70H è una buona vettura, che riesce a reggere il passo della W08 Hybrid ma che non ne è superiore. Bisogna sperare in un buon sviluppo di stagione e senz’ombra di dubbio, se non sarà Bottas a contestare la leadership di Hamilton, l’unico altro candidato all’iride è Sebastian Vettel. Difficile trarre un giudizio sul compagno Raikkonen (pare che avesse anche dei cali di potenza durante la gara), benché Sergio Marchionne abbia già duramente criticato il finnico. Un dato è certo: al #7 mancano gli spunti e i colpi di genio che sono venuti in mente a Vettel in queste due gare. E speriamo che dipenda tutto dalla macchina. Perché per battere Hamilton – un animale da gara che non ha sbagliato nulla ieri – avere un team-mate competitivo non sarebbe male.

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Sull' Autore

Direi di scrivere soltanto questo: "Potentino, classe 1997. Mi sono laureato in giurisprudenza a Pisa".

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