GP MALESIA, SE LA FERRARI PIANGE, LA MERCEDES NON RIDE

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Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

Il GP di Malesia regala una coppa in più a Max Verstappen. Buona notizia per la Ferrari, che vede Lewis Hamilton chiudere soltanto 2° e rosicchiare a mala pena 6 punti a Sebastian Vettel. Il weekend del cavallino Rampante è stato disastroso: la macchina, velocissima a Sepang, ha dato continui problemi di affidabilità al motore che hanno costretto Vettel a partire 20° e Raikkonen a non prendere nemmeno il via (nonostante la seconda casella in griglia di partenza).

La gara di Sepang dimostra come il mondiale sia adesso tutto in salita per la Ferrari, che però ha ancora chances di farcela grazie alla gran macchina preparata dai tecnici di Maranello. La SF70H affidata alle mani di Seb e di Kimi ha dimostrato, sull’asfalto malese, di poter battere le rivali Mercedes. In nemmeno un giro il #5 era riuscito a rimontare otto posizioni e ha concluso la gara sulla quarta piazza, medaglia di legno che vale oro colato.

Il propulsore di Vettel aveva dato problemi al termine delle ultime prove libere, costringendo il tedesco a installare una nuova unità prima delle qualifiche. Eppure l’incidente a Singapore aveva permesso a quel motore di risparmiare chilometri! Anche la quarta unità però non ha funzionato, probabilmente per un errore di montaggio: morale della favola, Vettel non è riuscito a impostare un tempo. La Ferrari ne ha approfittato per montare un quinto motore e scontare qui tutte le penalità per i componenti in eccesso che rischiavano di arrivare nei GP successivi. Ma è stata una magra consolazione, rispetto alla possibilità di vincere e accorciare  il distacco.

Le Red Bull sono riemerse sull’asfalto malese e dimostrano, in questo finale di stagione, di aver condotto un ottimo lavoro di sviluppo. A pieno titolo terza forza del mondiale e capaci di infastidire il duo Mercedes-Ferrari, i bibitari hanno avuto quasi gioco facile nello scalzare prima Lewis Hamilton e poi Valtterri Bottas nelle tortuose curve del circuito asiatico.

In discesa invece le Mercedes W08 Hybrid, che pure erano state accreditate come le favorite per la vittoria. Lewis Hamilton e Valtterri Bottas hanno comunque resistito – finché hanno potuto – agli attacchi delle Red Bull, ma devono ringraziare i problemi di entrambe le Ferrari. L’impressione è che il Cavallino abbia perso due importanti occasioni (qui e a Singapore) per imporre sigilli preziosi in ottica iridata. Bisogna adesso vedere se le prossime piste avvantaggeranno i teutonici e ridaranno smalto alle W08 Hybrid, che comunque conducono con 34 lunghezze di vantaggio in graduatoria piloti grazie a Lewis Hamilton.

Un altro elemento a favore di Stoccarda è l’incidente post-gara di cui è stato protagonista Vettel con Stroll. In curva 5 infatti si sono ritrovati affiancati, e mentre Vettel stringeva, Stroll allargava. Il giro d’onore per il Cavallino si è trasformato in un mezzo incubo, dall’assurdità inaudita: la vettura rossa ha visto una ruota posteriore divelta e pare che la Scuderia abbia inviato a Maranello la trasmissione per dei controlli. Tra soli 7 giorni si correrà il GP del Giappone e se il cambio andrà sostituito, Vettel incorrerà in una penalità di 5 posizioni sulla griglia di partenza.

L’obiettivo mondiale diventa sempre più sfuocato ma la Ferrari non deve demordere. Con 5 gare alla fine è ancora tutto possibile, anche perché la SF70H è in una chiara fase di crescita e anche le Red Bull sembrano intenzionate a fare bottino di punti. Bisogna però smettere di pasticciare e riprendere la concentrazione necessaria a portare a casa i risultati. Il che, dopo un doppio incidente fatale a Singapore e un crash assolutamente privo di senso a Sepang, sembra ben lontano dal verificarsi…

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Sull' Autore

Direi di scrivere soltanto questo: "Potentino, classe 1997. Mi sono laureato in giurisprudenza a Pisa".

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