La nuova convenzione in preparazione per i medici di famiglia è foriera di molte novità che contribuiranno sicuramente a rendere migliore il rapporto con l’utenza e allo stesso tempo a porre in fase operativa la nuova organizzazione territoriale, soprattutto per quanto riguarda l’aggregazione degli studi e le prestazioni che i medici debbono offrire nelle case di Comunità e nei distretti. Ministero e Regioni hanno concordato un testo da sottoporre alla trattativa , ma sulla organizzazione del servizio non sembra ci siano molte distanze. Quello su cui si discute è il vile danaro, e in particolare la remunerazione aggiuntiva per il servizio nei presidi pubblici . Una prima novità riguarda il fatto che gli studi professionali dei medici di famiglia dovranno essere collegati tutti in rete in maniera da garantire lo scambio delle informazioni riguardo allo stato di salute, ai farmaci e ai bisogni particolari di singoli paziente. Il monte orario di lavoro settimanale sarà di 38 ore così ripartite
Ciascun MMG assicura l’apertura dello studio 5 giorni a settimana nella fascia oraria 8,00-20,00, con due fasce mattutine e due pomeridiane. Lo studio deve essere aperto preferibilmente dal lunedì al venerdì ed obbligatoriamente il lunedì.
Il MMG per le visite ambulatoriali svolge, in rapporto al contesto epidemiologico, sino a 20 ore settimanali (per il medico massimalista) e deve garantire, comunque, una presenza non inferiore a:
5 ore fino a 500 assistiti;
10 ore tra 500 e 1.000 assistiti;
15 ore tra 1.000 e 1.500 assistiti
Oltre questo lavoro di assistenza sanitaria diretta, i medici di medicina generale lavoreranno anche per le strutture deputate al servizio territoriale e precisamente, come si è detto, per i progetti di salute che ciascuna Casa della Comunità promuove e realizza, in particolare per i soggetti fragili e per gli ammalati cronici .
E’ importante porre l’accento sulla obbligatorietà delle rete tra gli studi medici e le strutture pubbliche, considerata questa modalità di interscambio informativo il motore di tutto il sistema territoriale ,con caratteristiche organizzative uguali per tutte le regioni e modalità di espletamento del servizio concordate a livello di singoli Distretti.
Insomma da una parte i medici hanno vinto la loro battaglia di rimanere liberi professionisti non dipendenti del servizio sanitario, dall’altro il servizio sanitario potrà avvalersi comunque delle loro prestazioni per finalità di cura nei territori, a partire dai centri più distanti e periferici.