greenswitch, i fossi li scropriamo dopo

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Hanno inaugurato in pompa magna la greenswitch di ferrandina e aperto le porte alla speranza di una impresa che vuole lavorare nella chimica verde e che , nei pian previsti per ottenere il contributo regionale deve assumere 30 persone al posto dei dodici che erano rimasti appesi al fallimento ex mithen. Però la partenza , se ha registrato un parterre di rilievo, da Braia a Cifarelli, a Chiurazzi, non è delle migliori perché la storia della caratterizzazione dei terreni non è superata e quel sito è tutt’altro che bonificato. La cosa che non torna è che mentre la società attacca i giornali per aver ostacolato l’insediamento, andando appresso alle teorie del dr.Abiusi, il coordinatore dell’osservatorio ambiente e legalità, questi si è visto confermare dal ministero esattamente i dubbi che aveva posto già dal 2011 e che cioè che è obbligo della società procedere alla caratterizzazione del sito nella parte che può riguardare l’inquinamento profondo e l’eventuale coinvolgimento di falde. Una cosa che bisognerà fare e per il quale il ministero ha fissato tempi precisi. L’equivoco sul quale volutamente non si fa chiarezza è che mentre per la matrice suolo la Provincia ha potuto concedere l’autorizzazione ambientale , per quella che riguarda il sottosuolo il Ministero ritiene che vada fatta la caratterizzazione riguardo al possibile intercettamento di falde acquifere con tutti i lavori di disinquinamento connessi. E’ tutto a posto? Può darsi ma lo si deve dimostrare e sono cose che non si possono bypassare. Con quali soldi si faranno? Con soldi privati evidentemente , giacchè nel piano finanziario presentato non esiste questa voce, né può entrare nel progetto cofinanziato dalla regione essendo il terreno fuori dalla zona Sin oggetto di bonifica pubblica. Rispondendo ad una interrogazione dell’on.Placido, il Ministero ha detto che le cose stanno esattamente nei termini contenuti nella lettera di Abiusi del 2011. Però tutti fanno a gara nell’ignorare queste cose. Speriamo che non trovino niente sotto e che il tutto si possa riassumere nei costi delle operazioni di carotaggio e di accertamento della qualità del terreno sottostante a strati più profondi. Ma con quello che la Mithen faceva e con quello che la società Lucana resine si è messo a fare, c’è poco da sperare. Per cui è certamente legittimo l’interrogativo che la stampa si pone su come si finanziano opere con interpretazioni a macchia di leopardo delle leggi. Puoi riorganizzare la fabbrica ma non puoi fare nessuno scavo del terreno, ha detto la provincia. Già, ma a fabbrica in esercizio, poi deve scavare e, se Dio non voglia, trova qualcosa, deve rifare tutto. Ognuno può gettare i propri soldi dalla finestra, ma quelli pubblici debbono essere spesi per arrivare al risultato e non per ..(s)coprire i fossi. Rocco Rosa

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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