GUARDIE MEDICHE. NON PRENDIAMO FISCHI PER FIASCHI

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Da tutto quello che emerge sui media, l’opinione pubblica  lucana si sta facendo l’idea che in Basilicata i medici di continuità assistenziale siano stati riempiti di soldi per cose che non hanno fatto. Nulla di più sbagliato e converrà chiarire alcune cose.

il dr.santangelo audito in IV commissione regionale

Dal 2000 in basilicata, come in altre regioni,  i contratti con le guardie mediche sono stati sempre fatti a livello regionale, con una commissione che riuniva i dirigenti di tutte le Asl, prima sette e poi cinque. In quei contratti, l’applicazione era, come in tutti i contratti, per una parte disciplinata a livello nazionale e per una piccola parte lasciata alla contrattazione decentrata,che doveva riguardare problematiche specifiche incontrate dai medici nell’esercizio della loro funzione di guardia medica locale. Molte regioni ( Basilicata, Abruzzo, Molise, Campania, hanno accorpato questa corresponsione addizionale in una voce generica considerata indennità di rischio aggiuntiva per una serie di motivi che riguardavano a) le difficoltà nel raggiungere i paesi in condizioni difficili ( neve, situazioni di emergenza, condizione dei locali, mancanza di una protezione adeguata ( vedi i vari casi di cronache), tutte cose che il sistema sanitario regionale non era in grado di predisporre come precondizione di lavoro. Dal 2000 si lavorava così , dando ai medici un forfait e dicendo loro “ organizzatevi da soli” .

il dr.giordano

Era il principio delle sedi disagiate , mutuato da tanti e tanti accordi nazionali nella Pubblica istruzione , nella difesa, nella sicurezza , nella organizzazione statuale. Non secondario era poi il fatto che, mancando una rete protettiva generale da parte del sistema sanitario, in molti paesi non c’era la emergenza pediatrica e una madre con un bambino piccolo non poteva aspettare di recarsi il giorno dopo da un pediatra in un altro comune ma ovviamente faceva ricorso ai medici della guardia medica: responsabilità aggiuntiva che in tante altre regioni, vedi Emilia Romagna, trentino, non c’era , essendo lì la sanità organizzata già da allora sul territorio in maniera capillare.

Nel 2008 la contrattazione nazionale pone l’accento sulla esigenza di prestazioni aggiuntive come materia di contrattazione decentrata. Molte regioni l’hanno delegata alle singole Asl o a livello provinciale, ognuno cercando delle applicazioni aggiuntive connesse alla specificità del territorio. Così  In Emilia si sono fatte contrattazioni decentrate in ogni provincia , chi ponendo l’accento sulla emergenza turistica, chi ponendo l’accento sulla necessità di fare rete, chi sull’implementazione del sistema digitale, tutte cose che in Basilicata non facevano parte di una realtà sanitaria già evoluta in termini organizzativi, e la cui mancanza contribuiva a mantenere uno status di estrema precarietà nel lavoro di guardia medica.  Così che è apparso logico e produttivo, confermare il concetto di lavoro  in condizione di disagio, corrispondendo un modesto 0,50% rispetto al compenso orario già percepito dal 2000.

il dr.dilillo

Perché si è arrivati alla mobilitazione della corte dei Conti. Perché la corte dei Conti di Napoli ha fatto un rilievo su questo compenso non specificato ( che a Napoli era di 0,88% in più) e siccome allora la sanità campana era commissariata da Roma, il commissario preposto non ha trovato nulla di meglio che ordinare la restituzione di quello che era stata corrisposta aprendo due falle contemporaneamente: una che quel gesto ha legittimato l’agire della Corte dei Conti, l’altro che ha fatto muovere l’organismo di controllo erariale per danno erariale anche in Abruzzo e Molise, le stesse regioni che, avendo problemi come i nostri, si sono mossi come noi.

Ora, che il Consiglio regionale di Basilicata voglia rivedere il tutto per dare forza ad un diritto, è cosa sacrosanta e meritoria.

il dr.filitti

Ma se vuole contribuire a risolvere il problema non è nello spazio di azione fra Giunta e Consiglio, ma in una iniziativa che punti a motivare il sacrosanto diritto a considerare che la sanità nei paesi e nelle città lucani, molisani , abruzzesi e campani  non è ancora in grado di garantire ad un medico di guardia di svolgere il proprio compito in un sistema protetto, in locali adeguati, contando su una organizzazione efficiente, in  posti dove non prende né il telefono, né internet, e dove la vigilanza pubblica è inesistente e quella privata non è attivata.

Questi medici i soldi li hanno guadagnati tutti. Ma la Magistratura contabile non va a vedere come, e se, li hanno guadagnati. Fa prima a dire che non ne avevano diritto. Poi sta agli altri provare il contrario. No, non è una questione locale. E’ una questione nazionale. Si mettano insieme le quattro regioni, e magari si scoprirà che altrove si è dato di più, molto di più, pretendendo di meno, molto di meno.  Ed è in questa mancanza di iniziativa nazionale da parte dell’Assessore Franconi che si crea lo spazio per una polemica politica della vicenda. rocco rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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