Il candidato Sindaco della Lega dovrebbe mandare un biglietto di ringraziamento a De Luca che con il suo ritiro dalla competizione gli ha spalancato le porte di una vittoria forse anche al primo turno. De Luca si è ritirato quando ha visto che l’acqua non andava in discesa e non gli andava di rimanere impantanato in una situazione dalla quale poteva uscire bagnato. Forse con Caiata le possibilità di farcela c’erano, ma, venuta meno anche questa opzione , il rischio di uscire perdente da uno scontro si era fatto alto. E a lui non ha voluto mettere nel conto questa eventualità. Quello che appare incredibile è che nessuno degli esponenti di primo piano si sia adoperato più di tanto per convincere Zingaretti che De Luca era non solo una carta vincente, ma una opzione coerente con un percorso di allargamento al centro che il Pd aveva fatto, sottraendolo alla influenza della destra e portando dentro il centrosinistra una componente moderata, cattolica, dotata di un consenso proprio e guardata con benevolenza dalla Chiesa. Quella stessa che non vuole Salvini e combatte, con le armi che può la sua politica xenofoba. E’ bastato lo spauracchio di qualche minacciato dissenso interno, frutto di rancori e di vendette che sul piano eprsonale possono trovare giustificazione ma che su quello politico non possono avere udienza, perchè ognuno si girasse dall’altra parte, alzando bandiera bianca ancora prima di combattere. Eppure uno che vuole essere riferimento politico di una comunità non può lasciare che il capoluogo cada nelle mani degli avversari senza neanche alzare un dito. Che dicono i parlamentari su questo fatto? E’ stato solo un discorso a due tra Zingaretti e Speranza, oppure hanno appoggiato anche loro una soluzione miope e illogica che cancella il Pd dalla mappa del capoluogo? Perchè , a meno di miracoli, la situazione è diventata squilibrata al massimo e il centrosinistra non solo non è competitivo con la destra, al cui supporto sono andati molti consiglieri ed assessori resi liberi da de Luca, ma rischia di portare anche il risultato eclatante di un sorpasso a sinistra che alle regionali è mancato giacchè sotto il simbolo del Pd non correva Pittella, il vero detentore di consensi in un partito che ormai è terra arsa. Non solo ma la dissidenza interna ai cinquestelle si prepara ad infliggere il coltello nella piaga appoggiando da una parte la candidatura leghjista e dall’altra quella di Possibile. Tutto fuorchè il Pd. Insomma se per ricominciare bisogna toccare il fondo, il Pd ha trovato a Potenza la strada giusta per arrivarci di fretta. Rocco Rosa
GUARENTE APRE LE PORTE AI FEDELISSIMI DI DE LUCA
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