hashtag: #unocontrotuttinonvale!

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L’hashtag che sta spopolando i social, almeno sui profili che siamo abituati a vedere qua e la nei commenti al vetriolo contro tutte le forze politiche tradizionali è: #unocontrotuttinonvale.

Sono i sostenitori e gli attivisti a cinque stelle sicuri che i risultati elettorali siano falsati da una legge elettorale che consentirebbe ai partiti di coalizzarsi, non tanto per provare a governare insieme tenendo dentro tutte le esperienze politiche, quanto per vincere contro quella che sarebbe l’unica forza in grado di cambiare, in meglio, si intende, il paese.

Un complotto, ardito da navigati politici, ai danni della democrazia diretta. Politici navigati che avrebbero approfittato, appunto, di leggi elettorali votate nell’occasione per sconfiggere il Movimento nelle competizioni elettorali regionali.

Come in Abruzzo così in Sardegna, infatti, le coalizioni, al netto della vittoria finale, si sono divise circa l’80% dei voti. Sarà anche questa una delle ragioni che hanno spinto nelle ultime ore il Capo politico del Movimento, il vice premier Luigi Di Maio, a immaginare un percorso diverso per provare a vincere le elezioni, cioè quello di allearsi con liste civiche affini a quelle del movimento che, di fatto, per come si compongono, sono liste civiche a tutti gli effetti. Ci saranno? Lo vedremo nelle prossime competizioni elettorali. In quella di cui ci stiamo occupando, il Movimento, forte del suo 41%, corre da solo come nel resto d’Italia.

Certo, sarebbe il caso di migliorare anche il metodo di selezione della classe dirigente che probabilmente consegnerebbe, sul fronte esperienziale, una maggiore garanzia di governabilità. Ma questi sono pareri che attengono scelte politiche indiscutibili.

Il candidato scelto per guidare la pattuglia pentastellata in via Anzio è Antonio Mattia, imprenditore potentino alla prima esperienza politica, ma con idee molto chiare su come cambiare la Basilicata partendo dall’allargamento della composizione della giunta da 5 a 8 componenti, previo modifica dello statuto regionale. Mattia si sta spendendo con molte energie sul territorio nella ricerca di un consenso basato sulla concretezza. Ha già annunciato la creazione di 60.000 posti di lavoro nel periodo di governo, che, sostenuti dall’imminente reddito di cittadinanza, porterà benessere e sviluppo a tutti i livelli e per tutte le classi sociali. Gli esperti sono all’opera per capire come, ma i più informati dicono che sarà così. Fidiamoci.

Il tour di avvicinamento alla data elettorale del Movimento, è iniziato da mesi e, a differenza degli altri partiti politici, ad onor del vero, ha già toccato tutti i comuni della Basilicata. In questo percorso, grazie all’ascolto e al confronto con le popolazioni, è stato elaborato un programma elettorale. Programma presentato successivamente agli elettori nel secondo giro di visite programmate nei comuni.

Lo spiegamento di forze che ha accompagnato il lungo tour del movimento è stato notevole, financo la visita del Primo Ministro Conte a supporto della campagna elettorale Grillina. Ci aspettiamo visite ancora più importanti, se mai ve ne fossero, oltre alla oramai concittadina Barbara Lezzi. Del resto il Movimento non dovrebbe avere nulla da temere rispetto alle coalizioni avversarie visto la pattuglia di parlamentari schierata sul territorio, due deputati e tre senatori tra cui il potentissimo senatore Petrocelli in grado di orientare un cospicuo numero di voti. Non meno potente la collega della Camera, onorevole Mirella Liuzzi anche lei al secondo mandato vicina al vice premier Di Maio che potrebbe essere a breve in Basilicata per sostenere la squadra del suo Movimento. Certo che le défaillance del sistema perfetto del blog di Casaleggio, relativamente a De Bonis e a Caiata, potrebbero far registrare un deficit di consenso che, come in Sardegna e in Abruzzo, potrebbero portare il Movimento a scontare un deficit di voti per accedere da vincente in Consiglio Regionale. Ma il 41% delle politiche scorse, dovrebbe tranquillizzare i candidati rispetto alla vittoria finale.

Il Movimento punta sul programma. Programma interamente incentrato sulla svolta. “Una regione protagonista nello sviluppo del Sud e degli scambi nel mediterraneo con l’Europa e i Paesi asiatici” dice Mattia, “una regione che, finalmente avrà un’identità esclusiva grazie alla valorizzazione dagli asset fondamentali quali l’acqua, il patrimonio naturalistico, l’agricoltura, il turismo, la cultura, la manifattura di qualità legata al territorio”. “Una regione che – secondo le intenzioni di Mattia – finalmente, sarà in grado di parlare con i petrolieri a cui chiederà la rimodulazione contrattuale o, in alternativa, scrive Mattia “bloccando qualunque nuova concessione o permesso petrolifero e, se gli impianti petroliferi già attivi dovessero rimanere aperti, trasformando l’attuale incubo nigeriano in cui è precipitata la gestione degli impianti petroliferi in una sostenibilità norvegese tesa a minimizzare gli impatti ambientali e a massimizzare i benefici economici”. Nelle fila del Movimento, non mancano gli esperti in materia per aver avuto in passato, prima della folgorazione grillina, rapporti con le multinazionali del petrolio.

A loro sarà certamente affidato il compito di strutturare una proposta che medi tra le istanze intransigenti della base pentastellata, alquanto critica nei confronti del movimento, e le compagnie petrolifere giacché i contratti in essere difficilmente potranno essere ritoccati.

Il tutto sarà affidato ai consiglieri che saranno eletti a Matera tra: Gianni Perrino,
Grazia Maria Donvito,
Giovanni Lasalandra,
Pina Trabacco,
Tiziana De Palo,
Pasquale Doria,
Giuseppe Di Cuia e a Potenza tra: Antonio Mattia, oltre che a presidente candidato anche come consogliere, Gianni Leggieri, consigliere uscente, Pierluigi Scaldaferri, Gabriele Di Stasio, Luigi Marsico, Antonella Lepore, Carmela Carlucci, Gino Giorgetti, Cristiano Fittipaldi, Francesco Romano,Teresa Lettieri. Giovina Di Palma, Giovanna Gatta

Giuseppe Digilio

 

 

 

 

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