I CAVOLI AMARI DELLA TRATTATIVA CON ENI

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Si passa al secondo tempo della trattativa petrolifera. Dal tavolo con la Regione si alza la Total e si siede l’Eni. Non è la stessa cosa per Bardi, per una serie di motivi: primo perchè la Total è all’inizio della produzione e ogni giorno che passa perde milioni; secondo perchè l’Eni gioca in casa, conosce le regole e trova il modo per imporre quelle che le danno maggiore vantaggio. Si muove così bene che non si sa mai dov’è che si decide, se a Roma o a Milano oppure a Potenza. Terzo, perchè il quadro è cambiato per la azienda petrolifera italiana e sta già riconvertendo il proprio business, altrove e , quarto perchè lo sfruttamento a Viggiano oggettivamente non può andare oltre le quantità trattate e quindi tutto questo interesse a mollare più di quanto già fatto non c’è. Partiamo dalle quantità. Difficilmente l’Eni riuscirà a contrattare una produzione superiore agli 80mila barili al giorno. Si è accorto che sopra quella soglia l’impianto , abbastanza datato, va in affanno , produce fiammate inquinanti e rilascia gas maleodoranti che i cittadini della valle conoscono bene. Dopo la batosta giudiziaria , la società petrolifera ha capito che non può continuare a tirare la corda e ha cominciato a mettersi a posto con un impianto di depurazione in loco che, questo sì, è moderno e riesce a riciclare nel sistema produttivo le acque di risulta , evitandone le dispersioni nella rete idrica superficiale. Putroppo la soprintendenza si è accorta solo ora che l’impianto è in zona boschiva ( zona Parco) e nega l’autorizzazione. Bisognerà capire quale è l’interesse della gente: se la salute umana viene prima dI tutto oppure dopo la burocrazia.  La trattativa con l’Eni è complicata e bisognerà partire ricordando alla società milanese le cose che si era impegnata a fare e che non ha fatto. C’erano quattro centri di ricerca che l’ente petrolifero doveva attivare con il CNR. uno di questi era a Metaponto e riguardava la ricerca sull’acqua ( produzione di idrogeno e altro). Lettera morta. C’era  anche se non ricordiamo male la realizzazione a Viggiano di una sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia,  per lo studio dei terremoti indotti e l’osservazione dei movimenti sotterranei.  E poi ci sono i danni ambientali che bisognerà quantificare ad iniziare dalla offerta fatta dall’Eni per il ristoro e che sono rimasti in sospeso.  Su tutto però pesa l’esigenza di uscire dalla gabbia delle royalties e di creare un percorso virtuoso nel quale Eni ripartisce parte dei profitti dei prossimi dieci anni in azioni di sviluppo. C’è una idea di transizione energetica che potrebbe portarsi avanti e che già aveva visto la precedente Giunta impegnarsi in questo senso: un grande progetto ( magari insieme ad Asi e Sel) per produrre energia da fotovoltaico, sottraendolo al profitto dei privati e mettendolo a disposizione della comunità lucana che si vedrebbe affrancata dalla bolletta energetica. E infine c’è la proposta della Uil sulla creazione del Fondo sovrano, uno strumento finanziario nuovo capace di aiutare lo sviluppo dei territori.  Quello che ci si aspetta al nuovo Governo regionale è di non cedere di un millimetro rispetto all’atteggiamento che dal disastro in poi la Giunta precedente ha tenuto . E la migliore posizione di attacco  è il coinvolgimento del territorio in ogni sua espressione, civica, sindacale, istituzionale. Un modo per dimostrare che le stellette poggiano anche sul consenso della comunità lucana. rocco rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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