La toppa che il consigliere comunale Giannizzari ha voluto mettere alla decisione del Governo di scippare i fondi per le periferie è peggiore del buco che il governo ha creato. Ha detto che il progetto per il risanamento di Bucaletto non è stato ritenuto idoneo , ed ha detto un a bugia, per il semplice fatto che il piano non è stato rivisto o modificato ma semplicemente spostato di tre anni nella scaletta dei finanziamenti. Con grave nocumento per quei Comuni che nel frattempo erano andati avanti e che avevano anche assunto degli impegni. Da qui le proteste dell’Anci e delle Regioni ai quali pure il Premier Conte aveva promesso di rivedere la questione. Oggi a Giannizzari risponde l’assessore Pergola sostenendo che proprio la qualità del progetto ha permesso alla città di Potenza di competere con i comuni di tutto il territorio nazionale aggiudicandosi il “finanziamento massimo di 18milioni di euro” per la rigenerazione urbana del quartiere di Bucaletto (con l’ottimo punteggio di 55 punti) frutto della partecipazione e della collaborazione preziosa dell’Università degli Studi della Basilicata, dell’Ordine degli Ingegneri, di Legambiente, di Associazioni del mondo dell’assistenza sociale e sportiva e di imprese. Voglio solo ricordare che dal punto di vista urbanistico il progetto è stato valutato positivamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in quanto rispettava tutti i criteri e le caratteristiche tecniche stabilite dal bando e anche durante l’illustrazione avvenuta nelle commissioni consiliari preposte con la presenza dello stesso consigliere non erano state sollevate osservazioni visto il risultato che l’Ufficio Urbanistica è stato capace di raggiungere a costo zero per l’amministrazione. Per questo risulta singolare che oggi si parli del punteggio quando il comune di Potenza è tra i 120 comuni selezionati ed ha già avviato le procedure di sgombero delle aree come previsto nel cronoprogramma grazie all’intesa raggiunta con la Regione Basilicata per il sostegno dell’autonomia abitativa destinata agli abitanti di Bucaletto, sostegno che rimane confermato come stabilito nella riunione che si è tenuta ieri presso la Regione Basilicata alla presenza del Comune e dell’Ater. L’intervento approvato e già avviato include interventi significativi per migliorare la vivibilità del quartiere come la sostituzione di prefabbricati fatiscenti con edifici ad alta efficienza sismica ed energetica, la realizzazione di un edificio polifunzionale-culturale, la realizzazione di una struttura socio-sanitaria, attivazione di servizi di comunità, realizzazione di un centro di aggregazione, orti urbani, centro sportivo, emeroteca della memoria, miglioramento delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie, realizzazione di una nuova viabilità, ecc. Invito i rappresentanti locali del Movimento 5 Stelle e della Lega a non inventare scuse su aspetti tecnici superati brillantemente dall’amministrazione comunale per non scontrarsi con i propri rappresentati di governo e di prendere una posizione di salvaguardia di un intervento così importante per la nostra città. Il principale nodo da sciogliere è “quando” e “come” verranno date le risorse per avviare la riqualificazione di Bucaletto. Per questo l’Assessorato all’Urbanistica continuerà a lavorare in sinergia con l’Anci, con gli altri comuni d’Italia e con Regione Basilicata per garantire il rispetto degli impegni presi dallo Stato nei confronti della nostra comunità. La riqualificazione di Bucaletto rappresenta una vera e propria emergenza sociale che per la prima volta vede la possibilità di un passo avanti verso la riqualificazione edilizia e sociale del quartiere. Un buon amministratore deve affrontare le criticità, non deve girare la faccia dall’altra inventando inesattezze e deve impegnarsi per la sua comunità prioritariamente indipendentemente dagli aspetti politici che possono mortificare un territorio e soprattutto i cittadini che vivono in quel territorio” conclude Pergola.
E L’ANCI NON MOLLA
Manteniamo la rottura delle relazioni istituzionali” fino a quando il Governo ripristinerà il fondo per le periferie. Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, durante il festival Urbact, tornando sul del taglio di 1,6 mld operato dal governo al bando periferie. “I fondi statali che ci sono stati tolti ci hanno impedito di intervenire sulle fragilità delle nostre città e siamo stati costretti ad interrompere come ANCI le relazioni istituzionali. – ha detto Decaro – Ho dovuto garbatamente rispondere ad una lettera del ministro per i rapporti con gli Enti locali che la nostra posizione resta tale sino a quando non saranno mantenuti gli impegni del Presidente del Consiglio, per intervenire sulla presunta incostituzionalità degli 800 mln che erano stati stanziati dalla vecchia legge di bilancio e per intervenire in un decreto a sanare lo scippo, il furto con destrezza che i comuni hanno subito con l’emendamento notturno approvato in Senato. Sino ad allora noi non parteciperemo alla Conferenza unificata”. “Capisco i problemi che creiamo al Governo nella presentazione dei decreti senza un interlocutore privilegiato, che sono gli 8mila Comuni del nostro Paese, capisco che si creano problemi anche nei Comuni, però è questione di principio: – ha concluso – c’erano dei fondi stanziati con un contratto e una convenzione sottoscritta dai sindaci e dal Segretario Generale alla Presidenza del Consiglio e ci sono due impegni del Presidente Conte che ad oggi non sono stati mantenuti. Per questo manteniamo la rottura delle relazioni istituzionali”.