I COLPEVOLI RITARDI DELLA SANITA’ REGIONALE

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Il fenomeno dello spopolamento della Basilicata può essere un’arma per combattere il covid, ma non riusciamo ad appropriarcene . Cinquecentomila persone sono un quartiere di Milano e una Regione che voglia tenere sotto controllo la situazione avrebbe tutte le possibilità di farcela. Non ci siamo riusciti sinora per due motivi: l’assurda perdita di tempo per l’acquisizione dei cromatografi necessari ad analizzare i tamponi del sistema pubblico al punto da rendere inutile l’amplificatore  offerto dalla Protezione Civile, e la mancata ricerca di un accordo con le strutture private in maniera che queste si muovessero in sintonia con le esigenze del pubblico. Oggi riusciamo a fare millequattrocento tamponi al massimo, rispetto ai 3000 che sono indicatI come livello ottimale,ma oltre la metà sono fatte dai sei laboratori privati che hanno fiutato il business e si sono mossi per attrezzarsi. E quello che avviene davanti ai laboratori privati, con gente che fa la fila dalla mattina alle cinque, è qualcosa  che non fa onore alla sanità lucana.  Perchè il pubblico non si sia datato per tempo dei cromatografi è storia di ordinaria burocrazia. Ci si è mossI tardi quando le case produttrici erano già piene di ordini e si è fatta la gara al miglior offerente, quando ormai le ditte offerenti non avevano nessuna intenzione di  farsi la guerra per una fornitura minimale. Non contenti di una gara andata deserta, anziché operare per chiamata diretta come la legge e l’emergenza suggerivano, si è ripetuta la gara, con esito altrettanto negativo. Così che si sono persi quei mesi di tempo per organizzarsi in vista dell’autunno. Né migliori fortune si sono avute dal versante della organizzazione burocratica per tenere sotto controllo i contagiati e i loro possibili contatti, con le ASL che faticano a mappare il rischio e arrivano tardi a circoscrivere l’incendio. Sapendo le difficoltà proprie di una risposta burocratica, bisognava anche qui chiamare una ditta a fare il lavoro del pubblico, perché questo ormai è come un vecchio elefante, sordo e cieco. Con questo racconto di partenza, c’è poco da stare allegri, eppure qualcosa bisognerà fare con tutta urgenza. La prima è che in attesa che il pubblico si doti delle strutture che mancano, si trovi un accordo con le strutture private per la parte che riguarda il solo processamento. Questo consentirebbe al Dipartimento di aprire, come è assolutamente necessario, più centri di prelievo, anche sotto forma di drive in, dislocati nelle cinque aree omogenee della regione, mentre i privati , tutti od alcuni, potrebbero fortificare la parte laboratoristica per dare una risposta veloce in termini di esito della analisi. Contemporaneamente , le due Asl, anche con l’aiuto di call center privati , dovrebbero organizzare il tracciamento delle frequentazioni avute dai contagiati e metterli sull’avviso per tempo.  Ma questa sono cose che vanno fatte subito , prendendosi la responsabilità di decidere in nome dell’urgenza. Così’ come è giusto , sulla base di un protocollo terapeutico concordato, dare un’occhiata al magazzino farmaceutico del settore pubblico e provvedere all’approvigionamento per tempo dei medicinali occorrenti per tutto l’inverno. Non vorremmo che anche qui ci TROVASSIMO CON GLI SCAFFALI VUOTI. Questa pandemia riguarda l’intero pianeta, nel quale noi siamo un puntino quasi invisibile. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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