I DUE VOLTI DEL CHIAROSCURO

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Giovanni Benedetto

“In una terra di luce e di magia, di vita vissuta tra stenti e duro lavoro nelle masserie, lontano da centri urbani, i giorni trascorrono lenti scanditi dai raggi del sole. Straordinariamente bella questa terra, bella e magica dove la magia non è solo la declinazione di una cornice di paesaggi naturali ma di una cultura popolare fatta di magia bianca e magia nera, di riti che facendo leva sull ignoranza assicurano la guarigione

con pozioni magiche, cerchi concentrici disegnati coi polpastrelli sull’ arco delle ciglia e bisbigli incomprensibili.

Ricette di infusi tramandate negli anni di conoscenza di erbe , di sacro e profano… È questo il contesto in cui viene assassinato il piccolo Franchino, un bimbo di appena otto anni. Senza colpa alcuna, senza motivo, così, per un destino imperscrutabile, per la fatalità di un incontro non previsto ed imprevedibile. Nel romanzo girano immagini di personaggi che, dotati di poteri magici, riescono a guardare nella vita degli altri, a conoscerne i segreti, altri che invece i segreti li devono mantenere nel tempo, altri che vagano nella storia di un mondo della mente attraverso i labirinti dei chiaroscuri non potendo sfuggire alla loro tridimensionalità. Per la maggior parte si trovano allineati con tutto ciò che viene relegato nell’angolo delle sensazioni non articolabili, non controllabili sfuggenti ed incomprensibili come le formule delle ‘masciare’. Affascinati e trasportati dalle luci che bucano i rami degli alberi giocando con i raggi del sole del tardo pomeriggio e con i primi segni delle tenebre del tramonto. È l’eterno contrasto tra luce ed ombre in quella solitudine che dà l’impressione di essere triste e nello stesso tempo di essere sereni per sempre”.

È una recensione del libro, ” I due volti del chiaroscuro“, di Salvatore Molinari, appena pubblicato in libreria e su tutti gli store online di Amazon, Ibs, Mondadori e Feltrinelli.

Salvatore Molinari, lucano di Albano di Lucania e ingegnere di professione con la passione della scrittura.
Dopo gli anni delle scuole superiori lascia la sua terra per raggiungere Milano dove si laurea al politecnico in ingegneria elettronica.
Ritorna al sud per esercitare la professione e poi entra nel mondo della scuola dove insegna fisica e matematica presso un liceo scientifico di Bari.
Nonostante si sia stabilito in Puglia con la famiglia, è sempre tornato nel paese nativo che rappresenta il suo luogo preferito per staccarsi dai ritmi quotidiani che impone la grande città e rifugiarsi in cima al monte San Leonardo al cospetto delle dolomiti lucane.
Luogo adatto sia per rigenerarsi che per riappropriarsi del proprio tempo, per riflettere e domandarsi quali sono i valori della vita per i quali vale davvero spendere le proprie energie intellettive e adeguare conseguentemente le proprie azioni.

Con la quiescenza tralascia i suoi  interessi per la tecnica e l’elettronica  e coltiva a tempo pieno la sua passione di sempre: la scrittura.
Si cimenta con la stesura di libri che riportano spesso sintesi di pezzi di vita, idee che passano improvvise per la mente, sensazioni che  colgono l’autore dopo aver ammirato un paesaggio o vissuto situazioni particolari.

Dello stesso autore sono stati pubblicati altri due romanzi : “La scomparsa di Novella Tammone”  e “Trinciato forte


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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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