
Armando Tita*
Nel mentre il Capogruppo Napoli apre ufficialmente la crisi alla Regione Basilicata, Noi, uomini di buona volontà, continuiamo ad essere propositivi. Da “secoli” le nostre PMI lanciano tanti SOS sulla totale assenza di Tecnici e di Figure specializzate. Esiste ancora una politica formativa regionale in grado di dare immediati riscontri alle nostre PMI? La Regione Basilicata con il suo Dipartimento Formazione è in grado di organizzare e di formare figure specialistiche come nei vecchi corsi IFTS “ full immersion “di 800 ore, svolti d’intesa tra Regione, Ministero del Lavoro, dell’Istruzione e Istituti Tecnici e Professionali . La Regione Basilicata ha mai recepito la legge 15 luglio 2022 n. 99, Legge di Riforma dell’ IFTS? Ha mai ipotizzato, in tal senso, “Linee Guida” o Protocolli d’intesa con i Ministeri dell’Istruzione, del Lavoro, dell’Università e della Ricerca? Ha mai istituito il “Sistema Terziario di Istruzione Tecnologica Superiore” di cui sono parte integrante gli Istituti Tecnici, ai sensi e per gli effetti della surrichiamata Legge 15 luglio 2022 n. 99? Promuovere l’occupazione giovanile non è solo un mero slogan ma una vera condizione tangibile e palpabile per rafforzare lo sviluppo di una economia lucana ad alta intensità di conoscenza, in coerenza con i parametri europei. Qui non si scherza più, non bastano più gli slogan e i meri propositi di buona volontà della “Citta dei Giovani”, qui si deve produrre SOSTANZA, non vacuità e fuffa, caro Assessore Cupparo e caro Sindaco Telesca. Negli anni scorsi abbiamo apprezzato le timide aperture della CISL (Enrico Gambardella) e della UIL di Vincenzo Tortorelli concernente gli “I. F. T.S.”
Un’apertura seria e propositiva , fuori dai vecchi schemi, fuori dal solito cliché, fuori dai desueti e noiosi “tabulati” di natura sindacale. Vincenzo Tortorelli, segretario regionale UIL, ha voluto perspicacemente avventurarsi nel campo della formazione specialistica rivolta ai giovani lucani. Era la prima volta che un dirigente sindacale lucano si muoveva nel complesso pianeta dell’alta formazione con concrete proposte, affidabili e innovative mutuate sull’orientamento e sui nostri vecchi protocolli d’intesa. Noi funzionari FSE del vecchio conio che abbiamo presieduto per un lungo decennio (1999/2010)centinaia di Commissioni “ IFTS” (L.144/99 art.69) lo abbiamo condiviso in pieno. Erano i corsi “IFTS” con migliaia di partecipanti provenienti dagli ultimi anni degli Istituti Tecnici e Professionali, sia nel sistema delle Nuove tecnologie che nell’Agroalimentare. Avevamo constatato tanto impegno e tante progettualità “distribuite” tra docenti e allievi preparatissimi. Avevamo sempre sognato una seria politica attiva del lavoro con interventi formativi caratterizzati da competenze verificabili e “certificate” sul campo. Non abbiamo mai amato le politiche passive e il bieco “sussidistan” con i logori provvedimenti assistenziali secolari. Ci siamo battuti per tre decenni contro la formazione fine a se stessa. Non abbiamo mai amato gli infiniti lavori socialmente “inutili”(carenti di obiettivi e di seria progettualità), i cantieri forestali improduttivi, le secolari cig “in deroga” e la marea di corsi di formazione “marchiati” con furbizia con la cosiddetta “occupabilità”, mai realizzata. Abbiamo sempre rivolto la nostra attenzione al tasso di coerenza fra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi . In questa direzione abbiamo realizzato i mega Progetti di formazione sull’artigianato, sulle PMI e sulla Forestazione produttiva(settori strategici, in quel tempo, per l’economia della Basilicata). Abbiamo realizzato i primi corsi antincendio per proteggere boschi e “vocazioni forestali” della montagna interna lucana (“vocazioni“ riprese successivamente dall’Assessore Braia, sulla scorta delle nostre pregresse progettualità), dall’Innovazione alla formazione professionalizzante, tutti corsi rigorosamente finalizzati alle assunzioni sia presso le Comunità Montane, sia presso le nostre aziende . Oggi tutto ciò è evaporato per la brutale cancellazione delle Comunità Montane e di tutti i seri progetti formativi finalizzati all’occupazione concreta. Non è stato semplice far “ rientrare” nelle aule e nei laboratori formativi e aziendali settemila addetti forestali e oltre duemila giovani contrattisti . Tutto, caro Vincenzo, nella consapevolezza di verificare la fattibilità di certi progetti pubblici (la forestazione produttiva) e di dare le giuste certezze agli imprenditori lucani sprovvisti di figure specializzate, carenti di specifiche esperienze formative e soprattutto privi di capacità a destreggiarsi nel complicato mondo delle “burocrazie” ministeriali ed europee. Abbiamo esaltato le potenzialità dei nostri imprenditori proteggendoli dalle fragilità iniziali con riconoscimenti dovuti (…nominati migliaia di formatori tecnico-pratici), sostenendoli con efficaci supporti didattici, formativi e manageriali, grazie agli stage presso Aziende di successo del Nord Italia…da Bologna a Modena, da Padova a Treviso, dall’Assolombarda all’Agenzia del Lavoro di Trento . Su queste basi dovrebbe nascere la nuova progettualità dell’IFTS RIFORMATO con tanto “Orientamento” e tanti Itinerari Metodologici ,riconosciuti, nel recente passato come “Buone Pratiche” dai vari Centri di Eccellenza, dall’Isfol alla Banca Dati della Camera dei Deputati, dall’INAPP(Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche)alla prestigiosa Biblioteca di Montecitorio, dalla RSO di Milano alla Bocconi. Politiche di Orientamento e Buone pratiche da “imitare” e fare proprie, cari Cupparo e Telesca. Siamo stati, caro Vincenzo, gli unici a fornire alle ”risorse locali”( imprenditoria minore e giovani professionisti ) il buon manuale per nuotare, stanchi come eravamo di lanciare in continuazione il mai cessato “salvagente”, tanto amato dalla politica politicante. Caro Vincenzo richiamare empiricamente l’assenza di qualsiasi forma di sensibilità e di serio coordinamento in materia di formazione professionale specialistica ti fa onore. Noi funzionari del vecchio conio che abbiamo vissuto amaramente anni di emarginazione e di solitudine emblematica che il CENSIS definirebbe “proliferazione senza condensazione”, abbiamo apprezzato i tuoi richiami”. In questa ottica, caro Vincenzo, vanno perfezionati i percorsi dell’IFTS, vanno riscritte le regole della Formazione professionale e delle Politiche giovanili e vanno recepite le richieste/rivendicazioni delle varie rappresentanze …dai Forum Comunali al Forum regionale, dalle Consulte Studentesche alle Associazioni, così bistrattate, così ignorate, così sottovalutate. Caro Vincenzo vorrei riportare alla tua memoria lo sciopero generale del lontano 30 Novembre 2004, quando le Giovani Generazioni credevano nel Sindacato e partecipavano alle belle manifestazioni dell’epoca, lo ricordo, ancora oggi, con tanta commozione, lo striscione di quei ragazzi e ragazze di vent’anni fa (oggi quarantenni): “Rispetto e Dignità…Noi giovani lucani siamo in un deserto di desolazione”. Deserto di desolazione non ancora RIMOSSO.
*Sociologo e saggista
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