Lo sconvolgimento politico registrato alle regionali sta dispiegando i suoi effetti anche sul nuovo appuntamento elettorale della città capoluogo. Tra voglia di rivincite, delusioni personali, e alleanze in forse, è sempre più difficile tirare le redini di una posizione comune sia nello schieramento di destra che in quello alternativo. A destra, la decisione romana di riconferma del sindaco uscente non è stata digerita da tutti e ha allontanato la possibilità di una convergenza più ampia rispetto al perimetro classico dei tre partiti alleati a Roma. In queste ore si sta cercando di mettere in piedi una forza alternativa di centro, che vede insieme Azione, Italia Viva, noi Moderati e gli spezzoni ex dc, con l’intento di mettere insieme almeno due liste intorno ad un candidato comune. Se è nota la posizione di Cannizzaro che in tempi non sospetti ha preso le distanze da Guarente, è meno chiara quella di Azione e di Italia Viva sui quali pesa il dubbio che l’idea di andare da soli al primo turno possa essere un espediente tattico per pesare di più nella distribuzione degli incarichi a livello regionale. Una lettura più benevola potrebbe però far pensare ad un tentativo di Pittella e di Polese di recuperare un ruolo di equidistanza tra le due coalizioni, in linea con la posizione nazionale dei due partiti e in sintonia con le ripetute affermazioni di una convergenza di necessità con Bardi in ragione di una legge elettorale che penalizzava le posizioni autonome. E’ chiaro che la convergenza su Guarente al secondo turno diventa la prova del nove per una tesi o per l’altra. Non se la passa meglio il centrosinistra dove ancora una volta i nomi escono prima di un confronto tra i partiti che dovrebbero comporre l’alleanza. Il Pd ha fatto quello dell’avv. Vincenzo Telesca nome di sicuro spessore , mentre la sinistra ha reso pubblico il proprio gradimento per un volto femminile e una donna di grande prestigio professionale e cioè l’avv.Pignatari. Con il che mettendo le basi per una corsa a due o a tre che potrebbe riservare sorprese rispetto al nome del possibile sfidante di Guarente, ove si arrivi al ballottaggio. Riunioni dopo riunioni, si sta ripetendo , nel centrosinistra, il copione delle elezioni regionali dove tra fughe in avanti, reazioni e ritorsioni, si sono adoperati in molti per costruire una pesante sconfitta. Da registrare anche legittimi tentativi di andare da soli da parte di alcuni candidati , come Smaldone, che portano la bandiera di una lontananza dai partiti tradizionali e di una assoluta ed esclusiva aderenza ai temi propri della città capoluogo. Piccole scintille rosseggianti in mezzo ai fuochi fatui della partitocrazia. Rocco Rosa
I FUOCHI FATUI DELLE ELEZIONI A POTENZA
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