La perdita del Comune di Albano da parte di Rocco Guarino ha portato anche alla perdita del ruolo di presidente della Provincia di Potenza, carica per cui si dovrà rivotare, verso la metà settembre. Rocco Guarino , socialista, usciva da una primitiva intesa del centrosinistra , epoca Pittella, nella quale il Pd di allora (2018) aveva riconosciuto l’esigenza di guardare con una certa attenzione agli alleati compagni di viaggio. La sua riconferma, in epoca più recente, è stata invece l’effetto di un successo di lista dei partiti intermedi del centrosinistra cui il Pd si è dovuto piegare. Oggi , questo Pd, ridotto a 20 mila voti ponderati per la provincial ( su 38 mila del centrosinistra e contro o 35 mila del centrodestra), ha per forza di cose un ruolo da co-protagonista e deve per forza trovare un accordo su un candidato comune. Una buona strategia politica dovrebbe vedere la generosità del Pd nel favorire anche questa volta una candidatura dei minori, come premessa per la costruzione di quel campo largo che è nelle aspirazioni di Letta, e che non può farsi all’insegna del “faccio tutto mi”, ma tra quelli che detengono questi ventimila voti nel potentino ( i vari Pittella, , Margiotta, Lacorazza) prevale la considerazione che i tempi sono magri e che bisogna pensare prima alla propria sopravvivenza. Così che il rischio che si corre è che si facciano accordi sottobanco, magari ricorrendo al solito giochino di scegliere il candidato non di partito e di metterci sopra il cappello, facendolo passare per un atto di generosità verso gli alleati. Qui, un segretario che abbia l’autorevolezza di fare gli interessi di partito, dovrebbe fare il contrartio, e cioè dare la propria disponibilità ad una scelta autonoma del candidato da parte dei minori, cercando così di recintare già da subito una area di centrosinistra che oggi non c’è e dalla quale molti, a cominciare da Italia Viva, stanno prendendo le distanze. E questo specularmente apre I giochi del CentroDestra che sulla carta non ha I numeri per farcela da solo, anche se unito ( 35 mila voti divisi fra lega 13 mila, forza Italia 11 mila e Fratelli d’Italia 11mila) ma che potrebbe scompaginare gli asset del centrosinistra, precostituendo possibili alleanze elettorali anche perchè i tre partiti sono così l’un contro l’altro armati che la soluzione più indolore sarebbe quella di fare un investimento comune per rinforzare la coalizione. Non va dimenticato che le liste di centro,insieme fanno 9000 voti ponderati, e che non sono disposte ad assecondare gli appetiti del Pd, dopo che questi ha sperperato elettoralmente il patrimonio di tutto il centrosinistra. E’ vero che il Pd è ancora il più forte del centrosinistra ma oltre a dimezzarsi sul piano numeric ha perso qualcosa che si chiama autorevolezza di guida.
I GIOCHI DELLA POLITICA INTORNO ALLA ELEZIONE DELLA PROVINCIA DI POTENZA
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