I MILLE ANNI DI MELFI, IL MEDIOEVO NORMANNO CONQUISTA IL WEB

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leonardo pisaniLeonardo Pisani

Medioevo, ormai è diventata una moda  rimarcare qualcosa di arretrato, di retrogado con questa parola, che poi connota un periodo storico, che racchiude troppi secoli e troppe situazioni differenti. Senza voler entrare in una analisi del “Medioevo” non è qui il caso di fare storia e non è il mio lavoro, però fatemi dire che dall’anno mille, quello definito periodo oscuro fu un rifiorire di cattedrali e castelli in pietra, si iniziò a condurre sempre più manoscritti, si iniziò a studiare Aristotele,a che grazie agli arabi e nel nostri Sud si formò la prima scuola medica a Salerno, le navi di Amalfi e Napoli andavano verso oriente, si parla greco e arabo e poi dalla nostra Basilicata, partì il nucleo di quello che fu uno dei più innovativi regni di Euroopa, quello normanno degli Altavilla, il cui fulgore continuò con il discendente diretto Federico II. Tempo fa, scrissi “Normandia chiama, Basilicata non risponde” per sottolineare come la nostra regione sia conosciutissima all’estero, per via del Guiscardo, di Boemondo, di Tancredi D’Altavilla e altro,mentre quel periodo fulgido, nonostante gli immani sforzi del mondo accademico,  era poco valutato dal grande pubblico e dal mondo politico-istituzionale.

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 Ora posso dire che qualcosa è cambiato, anche grazie alla tecnologia digitale, alla condivisione favorita dalle nuove tecnologia, come dimostra la innovatita e coraggiosa iniziativa del Comune di Melfi per festeggiare il millenario della Città, iniziata con la costruzione della mura bizantine. Infatti è partito il Secondo Convegno Internazionale per i festeggiamenti del Millenario della fortificazione della Città di Melfi. “Melfi normanna: dalla conquista alla monarchia” è stato il tema della prima   diretta streaming sulla pagina facebook del “Millenario di Melfi 1018-2018”, sul canale youtube e sulla pagina facebook del Comune di Melfi . Tra gli illustri relatori il Presidente del Comitato, Cosimo Damiano Fonseca,  il sindaco di Melfi, Livio Valvano ed  il  Presidente del “Centro Europeo di Studi Normanni – Ariano Irpino”, Ortensio Zecchino.  Un appuntamento interessante, seguitissimo come mi hanno sottolineato il sindaco di Melfi Valvano e il professor Francesco Panarelli, una verà autorità nelle scienze del Medioevo. Linguaggio forbito e allo stesso tempo comunicativo, sia da parte dell’Accademico dei LiNCEI Fonseca che dal già ministro Zecchino, che hanno condotto il partecipante virtuale in un viaggio dell’avventura normanna dalle origini alla formazione del Regno, anche sfatando alcune inesattezze che spesso si sentono e mettendo in discussione anche luoghi comuni, come L’Italia dei Comuni, ideale luogo di libertà, quando invece fu l’Italia del particolarismo territoriale che impedì sino al 1891 la formazione di uno Stato Nazionale, e mettendo in discussione – con garbo- anche le interpretazioni del grande Benedetto Croce.

Ci spiega  il sindaco Livio Valvano: “ fino alla fine del mese di febbraio la Città di Melfi ha l’onore di ospitare un rilevantissimo convegno internazionale di studio. Un approfondimento scientifico che offre almeno due elementi di particolare valore. In primis l’eccezionalità della partecipazione di 22 studiosi, autorevolissimi accademici di valore internazionale. Il secondo elemento è dato dalla centralità della città di Melfi nella rilevante fase storica della conquista dei Normanni in Italia, di maggiore interesse per la comunità locale e per chi in un modo o nell’altro è un ammiratore del nostro bellissimo territorio, del suo paesaggio e della sua gente. È questa la seconda tappa del cammino intrapreso con la costituzione del Comitato Nazionale per le celebrazioni del millenario della fondazione della città fortificata di Melfi, 1018 – 2018.  Un cammino che parte dall’emanazione del Decreto del Ministro dei Beni, Attività Culturali e del Turismo, n.566 del 20/12/2017 e che vede il contributo di illustri personalità. – “È  una grande opportunità per Melfi e la Basilicata, un viaggio a ritroso nel tempo verso la Melfi nel mezzogiorno d’Italia oggetto di attenzione da parte degli “uomini del nord”, i Normanni. Un momento caotico della storia d’Europa e dell’Italia. L’Italia meridionale, naturale snodo tra l’Europa e l’Oriente, assumeva il ruolo di territorio strategico. Un ruolo capovolto quello del Sud del Paese rispetto al presente che ha probabilmente inciso nei suoi caratteri identitari, mantenendo nel suo dna culturale una maggiore vocazione cosmopolita. Mi piace pensare a un Sud del Paese diverso che anziché ra-ssegnarsi diventi capace di ri-assegnarsi nel futuro un ruolo altrettanto rilevante come accadde mille anni fa, superando le attuali barriere geografiche, politiche e infrastrutturali. Sarà nuovamente possibile spostare nell’Italia meridionale l’epicentro dello sviluppo guardando all’area del Mediterraneo, vivendo l’essere parte di una comunità internazionale come una grande opportunità anziché con il terrore di un rischio mortale, come qualcuno strumentalmente vuole farci credere. L’Europa che guarda al continente africano e al medio oriente come naturale area di sviluppo civile e sociale, comprendendone le diversità culturali che oggi rappresentano un rischio. Nella storia il Sud e, nel suo seno, la città di Melfi hanno giocato il ruolo di crocevia di eventi di particolare rilevanza per il successivo evolversi dell’organizzazione dei popoli sul territorio italiano ed europeo. Non possiamo certo adagiarci sull’idea di un passato che ciclicamente ritorna, ma possiamo studiarlo per comprenderne meglio le relazioni tra cause ed effetti, per mettere in circolo stimoli culturali – ha concluso Valvano – così da avere qualche strumento in più per iniziare a ipotizzare visioni e strategie per il nostro futuro”.

La prima relazione storica è stata affidata al Presidente del “Centro Europeo di Studi Normanni – Ariano Irpino”, Ortensio Zecchino: storico e politico italiano, specialista in storia del diritto medievale. Cofondatore e presidente (fin dal 1991) del Centro europeo di studi normanni ed è direttore delle collane Fonti e Studi sulla civiltà medievali dell’editore Laterza. Dal 2002 è presidente del comitato di redazione dell’Enciclopedia Federiciana, opera tematica dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani (presso cui è stato anche membro del comitato scientifico interamente dedicata all’imperatore Federico II di Svevia).

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Ecco i prossimi appuntamenti: 12 dicembre Roberto e Ruggero: da Melfi a Palermo, le basi per il Regno Salvatore Fodale  (Università di Palermo); 19 dicembre Dall’impero bizantino al Regno Altavilla : eredità, trasferimento e rielaborazione di tecniche di governo Annick Peters-Custot  (Université de Nantes), Donne e strategie matrimoniali, Amalia Galdi (Università di Salerno)  9 gennaio I concili melfitani  Giordano Monzio Compagnoni (Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica sacra – Milano) Il Papato e la conquista  Nicolangelo D’Acunto (Università Cattolica di Milano) 16 gennaio I luoghi della conquista  Piero Dalena (Università della Calabria), Melfi nella conquista normanna    Victor Rivera Magos (Università della Basilicata), 23 gennaio Melfi nel Regno  Amedeo Feniello (Università dell’Aquila), La facies urbana di Melfi normanna   Stefano Borsi (Università Vanvitelli), 30 gennaio Territorio e monachesimo  Francesco Panarelli Università della Basilicata), L’architettura sacra  Luisa Derosa (Università di Foggia), 6 febbraio Processi di incastellamento nel territorio lucano  Arch. Francesco Canestrini (Soprintendente Basilicata); Il castello e le mura di Melfi; Francesca Sogliani  (Università della Basilicata) / Gino Crisci (Università della Calabria), 13 febbraio La documentazione melfitana in età normanna   Donatella Gerardi (Università della Basilicata)La diocesi di Melfi Isabella Aurora (Università della Basilicata) , 20 febbraio Gli ebrei a Melfi in età normanna: luci e ombre  Giancarlo Lacerenza (Università L’Orientale di Napoli)Monetazione e ritrovamenti di età normanna  Lucia Travaini (Università di Milano)/Giuseppe Sarcinelli (Università del Salento), 27 febbraio Melfi nella cronachistica di età normanna  Fulvio Delle Donne (Università della Basilicata), I Normanni nella letteratura  Raffaele Nigro

 

 

 

 

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