I PELLEGRINAGGI E GLI ”EX VOTO”

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ANNA MARIA SCARNATO

Per scarsi due mesi non si potrà ascoltare altro di diverso in tv o leggere dai giornali da notizie riguardanti alleanze politiche per le elezioni del 25 settembre, posizionamenti, collegi, sondaggi. Anche le strade per MT e PZ saranno battute dai “pellegrini” della politica in cerca di “santi” a cui promettere la propria devozione e tutto l’impegno nella competizione elettorale.
E’ tutto un fermento che riguarda il dentro e il fuori casa almeno di chi alla politica e ai suoi sviluppi presta attenzione poiché preoccupato del momento delicato che il Paese sta vivendo e deve ancora affrontare.
E chi pensava che i “pellegrinaggi” esistessero solo per fede religiosa, per chiedere grazie e protezione, affrontando vere imprese da compiere anche scalzi per raggiungere i Santuari, o, in nome della penitenza, per chiedere perdono per essersi allontanati con il pensiero e il corpo dalla preghiera, si sbaglia.
Non è difficile il solo immaginare quello che in tale periodo stia avvenendo segretamente o in modo palese nel campo politico. Un vero “pellegrinaggio” di gente comune ma soprattutto di “ex voto”. Non è impossibile trovarsi personalmente, dietro la porta di politici importanti, a condividere con grande sorpresa spazi fisici di sale d’attesa, per essere ricevuti, con persone che, prima di questo tempo che precede le votazioni politiche, hanno fatto scelte di campo opposto a quello in cui si rivedevano precedentemente, lo stesso del noto uomo politico, e al quale hanno dimostrato ingratitudine, voltando le spalle. Ma succede che, come nelle confessioni, si ricorre al mea culpa, al rinnovo della fiducia, alla riconferma della devozione, al riaffidamento al “Santo”. Quanto coraggio, si immagina, dietro queste scelte a giustifica dell’assenza di un voto passato, di un’amicizia politica negata, di un rapporto con l’opposto!  “Diavolo e acquasanta”. Ma le imprese più esecrabili si compiono, spesso, come mandati, emissari, intermediari di politicanti, da ”gatto e volpe del campo dei miracoli”. E si arriva lì dietro per ”riconsacrarsi”?
Chissà! Certamente ”l’impresa cui s’era Devoto” è compiuta “con anima salda “(D’Annunzio) ……e faccia di bronzo, aggiungeremmo di fronte a tutto ciò.
Ed i politici, oggi, bisognosi di appoggi elettorali, accolgono tutti ”i pellegrini”. Non badano se il facile perdono non richiede penitenza alcuna: va bene anche il voto trasversale. Anzi vale il doppio. Ascoltano il bisogno, oggi, per dimenticarlo già domani. Sperano che le “pecore vengano al pastore”, soprattutto quando nel passato le hanno ben custodite con un’attenta cura politica. Non importa se poi hanno cambiato registro. C’è bisogno di voti e di ex devoti. E “le pecore vanno al pastore” che ben conoscono.  Che c’è di strano in questo? Che esiste l’amicizia vera, un bene però molto raro, che non si deve mai tradire. Che purtroppo in un mondo degli opposti vive e vegeta anche l’amicizia di comodo. E’ difficile questa da combattere. La fede di comodo, nella Chiesa e nella politica.

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