I PRIMI INSEDIAMENTI FRANCESCANI IN BASILICATA: POTENZA, VENOSA E… GISMONDO DA MELFI

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Il libro “Francesco e Federico, due giganti allo specchio” nei primi mesi del prossimo anno avrà una nuova edizione riveduta e ampliata. Troveremo nuovi approfondimenti sulla presenza francescana in Puglia e Basilicata tra XIII e XV, in particolar modo nell’arte e troveremo una monografia su Frate Elia. La seconda edizione di Vito Telesca è scritta con la collaborazione di Ruggiero Doronzo, autore tra gli altri di un libro sugli affreschi della chiesa di San Donato a Ripacandida.

VITO TELESCA

Da uno stralcio del libro, concesso dagli autori in anteprima per i lettori di Passaggio a Sud-Talenti Lucani, sulla prima presenza francescana in Basilicata, leggiamo come “nella parte centro-orientale dell’attuale Basilicata si segnala la presenza delle prime comunità di frati Minori a Potenza, a Melfi, a Venosa, a Montepeloso (Irsina), a Matera, a Senise e forse anche a Ripacandida. Senza addentrarci nei miracoli qui compiuti dopo i primi passaggi “senza fissa dimora” tra il 1216 e il 1217, fu soprattutto con il generalato di frate Elia (1232-1239) che i francescani “lucani” iniziarono ad avere sedi più stabili e riservate: “i fratres qui stant apud ad serviendum vel laborandum”. Sedi che, seppur non identificabili ancora in conventi veri e propri, erano adiacenti a cappelle o chiese dedicate al Santo di Assisi e videro un grande sviluppo subito dopo la costruzione della grande Basilica di Assisi, comunque nella seconda metà del Duecento.

Possiamo notare che vi era una comunità di minori nelle campagne boscose intorno a Melfi e sul Vulture, o la presenza di una chiesa dedicata al Poverello proprio nella città melfese. Un’altra importante fonte, ovvero il Dialogus de gestis sanctorum Fratrum Minorum, attribuito a Tommaso da Pavia, e databile per la metà del XIII secolo, riporta notizie agiografiche su frate Gismondo da Melfi, vissuto in eremitaggio in un luogo deserto detto “Silva de Melfia”, dove morì (1241) e dove in grande umiltà fu inizialmente sepolto dai frati, per trovare poi definitiva tumulazione nella chiesa del monastero di Santo Stefano de Ripa.

C’era inoltre (e lo afferma Tommaso da Celano raccontando del miracolo consumatosi in Venosa) una chiesa dedicata al Santo nella città di Orazio. Miracolo che potrebbe essere datato comunque prima del 1253. Importante la presenza dei frati Minori anche a Potenza. Qui si segnalano ben due miracoli, il primo attestato dal Celano e che riconduce ad una presenza francescana davvero antichissima, se è vero che il canonico della chiesa Madre Ruggero, “entrò a pregare per la sua salute in una chiesa in cui si trovava l’immagine dipinta del beato Francesco”.

Questo dettaglio ci conferma la presenza della devozione a Potenza verso l’Assisiate già intorno al 1240. L’altro miracolo potentino risale sempre al XIII secolo, ma non è presente nel Trattato di Tommaso da Celano poiché avvenuto qualche tempo dopo la stesura del suo importante documento. Il miracolo è stato scoperto nel 1928 dallo storico francescano Michael Bihl che nella sua “Legenda Sancti Francisci Neapolitana. Supplentur ex eademaliqua in Vita II” (in Archivum franciscanum historicum) pubblicò un atto notarile datato 1278, scritto per conto del giudice reale dal notaio della città di Potenza. Nel documento si cita un miracolo eclatante compiuto sempre per intercessione di San Francesco. Avvenne a Potenza nell’aprile del 1274. Da questo episodio, come da altri racconti, riusciamo a comprendere come a Potenza si segnalò subito l’organizzazione di un buon numero di frati, l’espansione della prima comunità francescana, ma anche una ripresa delle attività edili a seguito del terribile terremoto che devastò Potenza un anno prima, nel 1273. Il convento definitivo venne fondato nel 1265 e subito dopo ci fu l’edificazione

della chiesa attuale nel 1274, evento favorito anche dall’estinzione degli Hohenstaufen con la morte di Manfredi di Svevia, figlio di Federico II, e la successiva ascesa di Filippo D’Angiò, che favorì lo stanziamento e la diffusione dei frati Minori nel Regnum. Il convento francescano di Potenza si segnalò come tra i più importanti della Provincia francescana tanto da essere teatro, nel 1534, di un Capitolo provinciale”.

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