
ANGELA MARIA GUMA
Da domenica 30 giugno è in visione a Pignola nella bellissima Chiesa di San Rocco un’interessantissima mostra dal titolo “I Santi della porta accanto” che si propone di celebrare il percorso di vita di molti giovani dei giorni nostri, affascinati dal Cristo e che hanno fatto della loro vita un dono d’amore. La mostra, concepita in occasione del Sinodo dei Giovani, ha avuto come promotore il Centro Culturale San Paolo ed è ospitata nei luoghi più svariati d’Italia, dalle scuole, alle parrocchie e agli ospedali. Da qualche mese è in Basilicata e grazie alla collaborazione tra l’Azione Cattolica Diocesana ed il locale Centro Culturale San Paolo può essere richiesta da parrocchie o gruppi e associazioni interessati. L’allestimento consta di 32 pannelli di solido cartone autoportanti e presenta la storia di testimoni del vangelo di cui alcuni già beati, altri Servi di Dio, altri ancora giovani “normali”, ma esemplari per la qualità della loro fede. La presentazione di ognuno viene fatta con un ritratto artistico, una breve biografia, una frase incisiva scritta o pronunciata dalla persona stessa e un QR code che rimanda a siti e libri per approfondimenti. Le figure individuate sono italiane, europee, ma anche del Sud del mondo, proprio per dare un’idea globale della santità giovanile, che tocca anche le cosiddette “periferie”. Vengono descritti volti noti e meno noti, giovani e ragazze appartenenti a diversi percorsi ecclesiali, a testimonianza della varietà e della ricchezza del tessuto ecclesiale e del laicato di oggi. All’interno della mostra si possono individuare cinque sezioni caratterizzate dall’uso di diversi colori: il viola indica credenti di diversi continenti che hanno dato prova nel loro quotidiano di una vita conforme ai principi evangelici, il verde presenta testimoni di santità nella malattia, il giallo i testimoni che nella professione e nell’integrità della testimonianza evangelica sono da definire giganti della fede come il giudice Rosario Livatino, il colore arancio è riservato ai martiri nella missione ed infine il blu, ai giovani “normali” come Carlo Acutis che però si sono distinti per la qualità della loro fede e della carità vissuta, diventando così testimoni credibili da raggiungere la via verso la Santità. Il significativo allestimento quindi si propone di far conoscere storie di giovani cattolici “contagiose” perché hanno preso sul serio il Vangelo e lo hanno provato a vivere, con radicalità, gioia ed entusiasmo, secondo la loro specifica vocazione (sacerdotale, religiosa, laicale, coniugale…).
Per valorizzare il significato della mostra e la sua valenza non solo culturale, domenica 7 luglio è stato organizzato dall’Azione Cattolica Parrocchiale di Pignola un momento di riflessione che ha visto due significative testimonianze. La prima è stata quella di Giancarlo Grano, Consigliere diocesano di Azione Cattolica che nel descrivere la mostra ai presenti ha sottolineato che l’obiettivo è stato quello di stimolare in primis i giovani a una sempre maggior consapevolezza della chiamata alla santità. Infatti, nel suo entusiasmante intervento ha precisato che il cuore della Chiesa è pieno di giovani santi, anche se poco conosciuti, i giovani “normali” che però si sono distinti per la qualità della loro fede e della carità vissuta, diventando così testimoni credibili. Di essi – anche a distanza di anni – è rimasta una traccia indelebile nelle rispettive comunità di appartenenza. L’aspetto straordinario è che lo hanno fatto nella loro realtà locale, nella professione, nello studio, nella vita affettiva, nell’impegno pastorale, culturale, sociale, a servizio della Chiesa e della società.
La seconda parte dell’incontro è stata caratterizzata dalla presenza del giovane Marco Rafaniello che ha fornito una significativa testimonianza coinvolgendo i presenti in un’esperienza sensoriale per far comprendere come la condizione del non vedente possa essere un cammino di crescita nella fede che può trasformare la vita nella comprensione della vera luce quella dello Spirito, la sola in grado di garantire la serenità di una condizione di vita non di disabilità ma di diversa abilità. La serata, molto partecipata, ha rappresentato una tappa del cammino di catechesi che l’AC Parrocchiale ha avviato con il Settore Adulti. L’obiettivo è crescere insieme nel cammino di fede.