C’è un ruolo storico che si profila per i Sindaci lucani in questo nuovo post terremoto che la Basilicata è costretta a fronteggiare, con risorse proprie che diventano sempre più scarse, una spesa storica che non arriva a livellare il costo dei servizi e trasferimenti che , in mancanza di una forte iniziativa pubblica, rischiano di essere dirottati verso le Regioni che sanno più spendere. E questo ruolo storico, direi da patrioti, riguarda la capacità di farsi trovare pronti alla chiamata della ripresa, con gli uffici capaci di coniugare efficienza e trasparenza. Se c’è una gara virtuosa in cui i Sindaci di questa regione possono e debbono spendersi questa è la capacità di rivedere i tempi di risposta, di tagliarli, accorciarli in tutti i settori fino a fare del Comune un alleato vero dello sviluppo. Che si tratti di pratiche edilizie, oppure di concessioni per il posto pubblico, o di autorizzazione ad una apertura, ogni primo cittadino deve spendersi per risposte urgenti, se non immediate, ricorrendo ad ogni soluzione che consenta all’imprenditore, al cittadino, all’artigiano,al commerciante di vedere nell’amministrazione comunale un’amica che gli da una mano. Questa gara virtuosa dovrebbe essere pubblica e visibile e al posto dei selfies autocelebrativi dovrebbe consistere in atti deliberativi del Comune in cui si fissano i tempi dei singoli procedimenti, prendendo ad esempio le best practices più efficaci. In questo senso l’Anci dovrebbe poter recuperare un ruolo attivo di coordinamento, lavorando con il livello nazionale per portare avanti una opera di semplificazione che parta dal basso e che individui soluzioni idonee anche per il legislatore nazionale. Poiché la prima risposta è “ non abbiamo personale”, si trovi un modo per responsabilizzare , anche normativamente, le professionalità private affinchè certifichino la correttezza, la validità e la legittimità di singoli atti, in maniera da accelerare tutta quella imponente macchina autorizzativa che si muove con la lentezza dell’elefante e arriva qualche volta a destinazione trovando la stazione vuota. Parliamoci chiaro, la macchina amministrativa degli Enti locali è riuscita in questi anni a perdere anche terreno con quella statale, al punto che certe riforme ( motorizzazione, catasto) appaiono un modello di modernità rispetto alle prassi ancora presenti negli enti locali. Perchè si è sempre parlato di semplificazioni ma mai qualcuno le ha messe in atto? Perchè la cattiva politica vive ancora di intermediazioni: una telefonata all’ingegnere per portare avanti una pratica, oppure una chiacchierata con l’impiegato per risolvere una questione controversa. Queste pratiche dal punto di vista elettorale sono più produttive dei selfie. Solo che in questo secondo dopo terremoto, ci sarà necessariamente una selezione darwiniana degli amministratori. tra chi è una spiga carica di chicchi di grano e chi è un modesto filo di paglia. Rocco Rosa
I SINDACI LUCANI NEL DOPO TSUNAMI
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