I SOLDI CI SONO, LE REGOLE NO. SI AFFACCIA IL RISCHIO DI UNA DERIVA AFFARISTICA

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Portato a casa il risultato di un intervento europeo coraggioso e che per la prima volta parla il linguaggio della solidarietà vera tra popoli, adesso all’Italia tocca dimostrare che le resistenze e le preoccupazioni di alcuni dei partners europei  erano ingiustificate e frutto di  pregiudizio. Ma se di fronte agli altri è stato giusto e doveroso difendere l’autonomia e la dignità del proprio Paese, tornando a casa, certe cose bisogna pur dirsele tra le mura domestiche. E che cioè non ce la passiamo bene in quanto a comportamenti  morigerati. rispettosi delle leggi, rivolti al bene comune , ancorati al principio del buon padre di famiglia. Al contrario , siamo purtroppo in una situazione storica nel quale  la politica ha perso il suo carattere di nobiltà ,la sua funzione di servizio ed è diventata strumento rapido di ascesa di persone abbastanza disinvolte e abbastanza spregiudicate . E siccome i comportamenti negativi hanno preso esempio dall’alto, molti settori di attività si sono imbastarditi insieme alla politica, confondendo i ruoli , abdicando a valori e sconfinando nell’arbitrio e nella discrezionalità . Come si faccia a trasformare in eroi queste “sporche canaglie” italiane è il quesito al quale nessuno si preoccupa di rispondere. Non solo lo si ignora, ma addirittura lo si sgrava di quelle poche regole che ancora ne tenevano a freno la discrezionalità, ne limitavano l’abuso, nel  tentativo di difendere il cortile assediato della legalità.  Tutta la nuova procedura sugli appalti sembra un invito ad agire nella discrezionalità e senza paura delle conseguenze di decisioni che possono apparire arbitrarie o non motivate, come se operassimo in un monastero di francescani scalzi e non in un paese nel quale non passa giorno senza che qualcuno venga preso con le mani nel sacco. Per velocizzare le opere, sveltire la macchina amministrativa, c’erano altre opzioni che potevano farsi che non quelle di spargere discrezionalità e diluire responsabilità. C’era da responsabilizzare le professioni nella certificazione autorizzativa, da potenziare e centralizzare le stazioni appaltanti, fare norme per la tenuta degli albi delle imprese , fare norme per una rotazione dei fornitori, togliere il massimo ribasso, pretendere le polizze per il buon esito dei lavori, fare norme per il collaudo delle opere in maniera da evitare commistioni tra amministrazione e impresa appaltatrice. Niente di tutto questo: fate quel che volete purchè con rapidità. Così è successo per il terremoto dell’Irpinia, dove l’unico e solo provvedimento serio, rimasto figlio di madre vedova, fu l’ordinanza 80 di Zamberletti che diede direttamente i soldi ai cittadini: ognuno si trovò l’impresa più seria, il progettista più preparato e nel giro di pochi mesi la Basilicata e l’Irpinia fu un unico grande cantiere. La stessa cosa non successe lì dove operava il pubblico, con le aree industriali , le infrastrutture e gli incentivi,  con leggi e circolari che assecondarono, accelerandola, la deriva avventuristico- affaristica delle due regioni. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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