ESPEDITO MOLITERNI
E’ un tempo difficile, lo è sempre di più; i principi educativi che abbiamo ricevuto dai nostri genitori, dai maestri, dai professori, oltre a quel bagaglio culturale acquisito anche a seguito delle frequentazioni e del confronto con i nostri coetanei, seppur di idee, valutazioni ed indole diversi, a volte addirittura inconciliabili, da un po’ di tempo entrano in conflitto con fatti, immagini e commenti, di cui difficilmente ne riconosciamo le ragioni e la legittimità e che quotidianamente riempiono i canali di informazione, generando inquietudine e smarrimento in molti di noi, cresciuti e maturati in contesti molto diversi dall’attuale.
E’ un turbamento profondo che nasce e pervade i valori fondanti della nostra coscienza civica e del nostro umano sentire, tanto da doversi chiedere se è cambiato radicalmente il mondo, se la Storia, anche moderna e contemporanea, non abbia insegnato nulla, se a sbagliare è chi ha sempre ritenuto che i principi di giustizia, solidarietà e sussidiarietà debbano essere alla base di un società che si possa definire civile o, infine, se siano nel giusto coloro che, della sfida a questi principi, ne fanno il loro programma politico, ben consapevoli di pervadere e persuadere vasti strati di popolazione.
E’ quanto accade da qualche tempo, con un’accelerazione decisa in queste ultime settimane.
Dal punto di vista politico, le conseguenze sono evidenti; se fino a poco tempo fa, la lotta politica è sempre stata fra formazioni politiche di diversa ispirazione, oggi assistiamo, a livello globale, al tentativo di una certa destra estrema di superare i principi e le regole della stessa democrazia. Come? Comunque con il consenso popolare e riducendo il potere degli organismi istituzionali dello Stato deputati al controllo. “ Ci pensiamo noi”, “Non perdiamo tempo in inutili e sterili controlli”, “Il popolo ha bisogno di regole e risposte immediate”, “ Gli aiuti a chi produce” “ Via i migranti dai nostri confini”, “Basta con i diversi, costruiamo una società di soli uomini e donne”. Questi gli slogan che quotidianamente ci vengono proposti, in un contesto informativo/narrativo che si vuole far passare come democratico, ma che in realtà maschera molto bene riecheggianti dottrine nel tempo non molto lontane e di cui in questi giorni si celebrano le nefandezze. Il problema è che tanta gente, in molti casi la maggioranza, ci crede e li fa propri. Quello che sta avvenendo in Europa e negli Stati Uniti è notorio, tanto per limitarci ai soli Paesi occidentali.
In tale contesto si inseriscono due fatti esemplari, di seguito riportati.
Le immagini relative a quel identificato torturatore libico, colpito da mandato di cattura internazionale, detenuto per qualche giorno nelle carceri italiane, poi rilasciato e addirittura fatto accomodare in un aereo di Stato per essere trasportato in Libia, dove è stato accolto da una folla festante come se fosse un eroe, sono di questi ultimi giorni.
Non entrerò nel merito delle questioni e dei cavilli giuridici, in quanto privo di competenza, ma certamente sorgono interrogativi sull’opportunità politica di fare accomodare quel signore su un aereo di Stato e riportarlo in Patria. Forse per consentirgli di continuare nel suo lavoro, a quante pare molto efficace per contrastare l’arrivo di migranti in Europa ed in Italia?
Forse si crede che i lager in cui vengono costretti i poveri migranti che giungono in quelle aree dopo mesi di stenti nell’attraversamento dei deserti, siano una misura sufficiente per farli desistere dal loro proposito di lasciare la loro terra per cercare un posto, anche se lontano, dove sfamarsi e vivere in pace?
Forse si crede che le torture e le bastonate loro riservate in quei lager siano misure da farli desistere dal cercare benessere e salute a loro sconosciuti?
Evidentemente per qualcuno sono misure efficaci per liberare il nostro bel mondo occidentale da questi “barbari” che provengono da terre lontane e che portano malattie, delinquenza e inquinano la razza. Così è per tantissimi, molti governanti compresi. E per loro tanto basta.
L’altra istantanea di questi giorni proviene dagli Stati Uniti; ci racconta la deportazione dal suolo americano di un certo numero di migranti che, incatenati, come se avessero commesso crimini orrendi, si apprestano ad entrare nella pancia di un anonimo aereo, questa volta con destinazione sconosciuta, contrariamente al trattamento riservato al torturatore libico.
Forse verranno condotti in strutture analoghe a quelle libiche per subire gli stessi trattamenti? Forse sono destinati in qualche zona di confine, magari meglio se desertica, ed abbandonati alla loro sorte?
Non mi è e non ci è dato saperlo, ma siamo perfettamente consci dei proclami del nuovo presidente che ha promesso deportazioni di massa dei migranti, dopo essersi guadagnato la rielezione grazie anche all’impegno promesso ai cittadini americani di liberare il suolo natio da questa “feccia” dell’umanità; ed è stato votato anche per questo.
Questi gli ultimissimi accadimenti.
Come accennavo all’inizio di queste brevi riflessioni, non ho certezze su quello che sta avvenendo in Italia, in Europa e nel resto del mondo, ma è certo che le fortune politiche di certa parte sono costruite in gran parte sulla pelle di poveri disgraziati, quelli che genericamente sono definiti migranti, costretti a sfuggire alla fame, alla distruzione ed alle guerre nei loro territori, per dare un avvenire ai loro figli nei Paesi dove credono di poter trovare benessere; sanno che il loro viaggio è difficile e pieno di insidie, ma mai potrebbero immaginare che sulla loro pelle tanti politici costruiscono le loro fortune elettorali e, cosa più grave, che tanta gente, considerata civile, dà mandato a questi politici perché li respingano nei loro territori.
In altro periodo storico, certamente non lontano, in quanto contemporaneo, le immagini che ho precedentemente evocato avrebbero provocato dibattiti, interrogazioni, discussioni, prese di posizione in ogni ambito politico e sociale. Oggi, niente di tutto questo, tranne poche meritevoli eccezioni, a cominciare dal Santo Padre Francesco.
I più, ma per fortuna non tutti, non commentano e preferiscono rifugiarsi nel disimpegno totale, nella non conoscenza, così graditi al Potere che li premia inondando i loro neuroni con le trasmissioni ed i notiziari delle tv generaliste, ormai quasi tutte orientate ad offrire programmi e notizie dispensate come “oppio”; ma per fortuna non è sempre così.
Il mondo sta cambiando? Stanno prevalendo intolleranza, arroganza ed una nuova classe politica allergica alle regole democratiche?
Forse sì.
Sicuramente la grande assente è l’umanità, un sentimento che progressivamente sta abbandonando il sentire, i comportamenti, le valutazioni di buona parte della società rispetto a quello che accade, con riferimento in particolare ai più deboli ed indifesi; purtroppo il cinismo si sta impossessando non solo delle coscienze dei decisori ma anche di quelle di una buona parte dei comuni cittadini.
La solidarietà, la comprensione, l’indulgenza, il rispetto della vita altrui sono le uniche armi davvero efficaci per interrompere questa pericolosa deriva sociale e politica cui stiamo assistendo. Non perdiamo la fiducia e la speranza, si è ancora in tempo.