E’ una realtà che si va costruendo quella dei verdi in Basilicata. Con pazienza e determinazione, ma soprattutto con l’apporto di energie giovani e fresche, impegnate nell’innovazione sociale e tenacemente convinte che la transizione ecologica non è un argomento da salotto, ma una linea da attraversare con la forza degli esempi. Vale per tutti lo sfogo del premio Nobel, il fisico Parisi,quando ha commentato che è più facile vincere un Nobel che convincere il proprio condominio a mettere il fotovoltaico. E qui, in questa terra del fossile, dove l’interesse di compagnie petrolifere nazionali ed internazionali si concentra nel succhiare i pozzi fino all’ultima goccia, parlare di energia alternativa è come gridare contro vento, con pochi che riescono a sentirti e molti che speculano su sugegstioni e miraggi. Ma questo sforzo dialettico e di presenza sul territorio non è stato vano, se alla conta dei voti di queste elezioni, i verdi lucani hanno ottenuto il miglior risultato tra le Regioni del Sud. Di questo si è parlato ieri alla conferenza stampa tenuta dai verdi a Potenza , con i candidati impegnati nella tornata elettorale, a partire dai due più rappresentativi, il consigliere nazionale dei verdi Donato Lettieri e l’ex assessore regionale all’ambiente, Francesco Pietrantuono per proseguire con Mangieri, Carella,e Chiappetta, tutti protagonisti di risultati importanti. Riassumendo i fatti salienti di questa consultazione, la considerazione che accomuna gli interventi , di ieri è che proprio i risultati di territori simbolo, come Corleto, la Val d’agri, Maratea ,Melfi e Lauria, denotano il malessere per una politica dell’energia che non parla al futuro ma gestisce il passato. Battaglie come l’idrogeno nelle aree industriali, come le comunità energetiche, l’eolico non indiscriminato, sono state percepite proprio da quelle comunità più attente al problema della transizione energetica, come è il caso di Melfi con la Stellantis che passa all’elettrico in un’area industriale che non si è data ancora una fonte energetica pulita. O come il caso di Maratea, dove il candidato dei verdi, Manuel Chiappetta, ha messo in risalto l’insipienza e l’inconsistenza di una Amministrazione che sta vedendo passare l’autobus il PNRR senza che muova un dito per candidare progetti di miglioramento urbano e di sostenibilità ambientale. E stiamo parlando di una perla del Mediterraneo! Insomma un buon risultato, che rappresenta solo la bandierina di partenza di un movimento che Giovanni Mussuto ha saputo costruire con forze fresche e piene di passione, Il prossimo passo –è stato detto- è una sorta di costituente ambientale per la Basilicata, un manifesto aperto a tutte le forze che vogliono seriamente affrontare il cambiamento ecologico, economico e sociale della Basilicata, valorizzando le risorse dell’agricoltura, del turismo, della cultura, dell’innovazione tecnologica ed industriale. Nessuna chiusura in vista delle regionali, ma nessuna intenzione di fare da spettatori a intese che non partano dai problemi posti dai verdi in Basilicata. E’ finita un’epoca in cui alcuni decidevano ed altri venivano coinvolti a cose fatte. E la stagione che si apre deve portare parole di verità sul futuro di questa nostra regione. Rocco Rosa
I VERDI: ALLEANZA LARGA CONTRO LA DESTRA DEL FOSSILE
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