IL BENEAUGURANTE SALUTO DEI LUCANI AL GENERALE BARDI

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Il popolo lucano si è espresso come più chiaro non poteva: chiudere con una esperienza di centrosinistra che ha deviato dalla sua missione di servizio, ha litigato per tutta la legislatura e , debordando a voce alta sui giornali e in tv, non è stata capace di sentire i mormorii che arrivavano dalla piazza . Il paradosso è che il giudizio negativo non viene dalle politiche fatte, soprattutto in questi cinque anni, nei quali a mio parere sono stati messe pietre d’angolo in molti settori, ma dai comportamenti di casta che , all’inizio della legislatura precedente, avrebbero dovuto cessare e che invece sono continuate in forma più personalizzata.  Non c’è bisogno di ricorrere a Machiavelli per  ricordare che il popolo adora il Re ma odia la corte, giustifica il Re nelle sue debolezze ma è spietato contro le debolezze della corte. E la corte, sotto forma di molti consiglieri litigiosi e pretenziosi e di una alta dirigenza che, nei posti di comando, è riuscita, salvo poche lodevoli eccezioni,  a farsi casta nella casta, ha determinato l’affossamento del Re.  Ora questo concetto si ripropone per il nuovo corso politico, determinato dal cambio di scenario,  nel senso che la coalizione di centrodestra  ha vinto sugli stessi temi che avevano decretato il successo del precedente governatore e cioè basta col clientelismo, basta con i  privilegi, sì al bene comune.  Il neo governatore Bardi, che ha avuto il merito di fare una campagna elettorale non gridata , ha puntato sulle stesse parole d’ordine di cinque anni fa: meritocrazia, trasparenza, funzionalità.

Poiché non c’è lucano che, indipendentemente  da come ha votato, non desideri  che  queste promesse diventino  impegni di lavoro concreti, vorrei sottolineare brevemente quali sono i passaggi a livello incustoditi  cui il Presidente dovrebbe prestare attenzione.

Punto primo: il potere che deriva dalla conduzione della regione non è una torta da spartire secondo l’apporto di ciascuno, ma una barca che deve essere guidata da mani esperte e da competenze certe, indipendentemente dagli sforzi fatti da ciascuno in campagna elettorale.  Si vince per servire una regione e non servirsi di essa. Non sarebbe un bell’inizio se si cominciasse a premiare gli sconfitti e a recuperare gli insoddisfatti secondo logiche partitocratiche.

Punto secondo: l’alta dirigenza non deve rispondere a criteri di fedeltà ma a criteri meritocratici. Trovino i partiti insieme al governatore persone di grandi capacità manageriale e si affidino loro enti e dipartimenti con un atto di indirizzo preciso: dimezzare i tempi delle pratiche entro un anno; semplificare  le leggi, motivare il personale,  conquistare la soddisfazione dei cittadini per i servizi prestati. Prendere la classe dirigente come quote di potere  partitico è  un errore da evitare.

Punto terzo :  la Basilicata ha problemi che non possono essere risolti nella logica partitica romana , ma debbono essere affrontati  come lucani, al di là dell’appartenenza. Si apra un confronto fecondo e  strutturato con i parlamentari della regione per la condivisione delle grandi scelte che interessano la Basilicata, in maniera da porre le condizioni per un lavoro di squadra a Potenza come a Roma.

Il neo governatore ha dalla sua non solo il fatto di essere svincolato da logiche elettorali , ma anche l’autorevolezza di grande servitore dello Stato che è stato abituato a dire l’ultima parola. Non cambi pelle, ascolti tutti e poi decida da solo. E sopratutto si organizzi con una struttura di vigilanza permanente sul funzionamento della burocrazia e degli enti. Spesso le cambiali in bianco non vengono onorate. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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