IL BINOMIO MUSICA-TELEVISIONE RICONFEZIONATO ATTRAVERSO I TALENT….

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In questi giorni è stata pubblicata la seconda riedizione del Libro di Francesco Tita, Prefazione del Direttore Paride Leporace, già Presidente LFC (Lucania Film Commission)e Presentazione del Prof Bartolo Telesca, docente di strumento musicale, dall’intrigante titolo: “Il Talent show – Dallo svago e disimpegno di ieri al grande circo mediatico di oggi” Il talent show è uno dei tipi di programmi che più ha saputo combinare elementi vecchi e nuovi della televisione italiana. Se non consideriamo le più recenti derivazioni culinarie di queste trasmissioni (in assoluto l’elemento più inedito, vista la grandissima popolarità e l’enorme sdoganamento della cucina in televisione in ogni sua sfaccettatura), i talent non hanno fatto altro che rielaborare, rimodellare e riconfezionare un rapporto che, forse, è esistito sin dal lontano 1954, anno in cui il Programma Nazionale cominciò ad entrare nelle case degli italiani, ossia quello tra musica (soprattutto popolare) e televisione. La musica in televisione ha sempre avuto delle declinazioni e delle sfumature ben diverse, che si sono aggiunte e rimosse nel corso dei decenni: è stata un’istituzione (pensiamo soprattutto al Festival di Sanremo) o, comunque, la modalità di raccontare storie, passioni e sentimenti di un’Italia che sentiva la necessità di disimpegno e svago (Studio Uno, Canzonissima); è stata l’oggetto di disputa e il patrimonio personale (e popolare) con cui ognuno poteva mettersi alla prova in giochi senza esclusione di colpi (pensiamo a Il Musichiere o al più recente Sarabanda, programma di culto dei ventenni e trentenni di oggi); è stata, infine, la protagonista assoluta e straripante di reti televisive che hanno diffuso gusti e consumi globalizzati e indirizzati al pubblico giovanile, creando una generazione sempre più abituata alla resa grafica patinata e laccata del videoclip (le iniziatrici furono Videomusic e Rete A, che si evolvettero in MTV e All Music per poi arrivare alle reti legate alle emittenti radiofoniche). In un panorama così vasto, in cui la musica in televisione ha fatto storia, ha modificato, rappresentato, plasmato e diversificato i gusti di numerose generazioni, il talent come ha riproposto questo indissolubile binomio? Come dicevamo all’inizio, ripescando qualcosa di vecchio e creando qualcosa di completamente nuovo. Di vecchio ha senz’altro riproposto la gara e il meccanismo del gioco, senza cancellare quello dell’interazione con un pubblico in studio/giudice popolare delle esibizioni. Di davvero nuovo, però, cos’ha il talent? Dire che è un programma che diversifica ancora il gusto musicale del pubblico giovane è riduttivo, perché sappiamo ormai che il talent show è un tipo di trasmissione che sa parlare a tutti: è un grande circo mediatico che, più che far soltanto emergere la bravura, la capacità o l’estensione vocale dei suoi concorrenti, fa diventare la musica parte integrante della propria storia personale, delle proprie passioni, della propria vita. La musica del talent ormai non è più uno strumento di diversificazione tra giovani e adulti, ma vuole essere la valvola di sfogo, il punto di svolta di una vita in cui la televisione ha i giusti strumenti e le strategie  appropriate per realizzare i propri sogni nel cassetto. Nessuno canta soltanto per cantare, ma sale sul palco per raccontare al mondo una propria storia alla quale la musica dà forma e colore e dà quel senso di verità e autenticità che ricerchiamo sempre di più nei programmi televisivi. Il talent, perciò, ha modificato il binomio musica-televisione nella direzione dell’espressione dei sentimenti e dei vissuti: la musica trasmette, costruisce e autentica la storia di ognuno, che, grazie a una televisione sempre più amante della realtà e della sua esibizione, vuole trasparire nell’eccezionalità di una vita quotidiana che fa tanto da cornice quanto da protagonista assoluta. Proprio per questo il talent è sia vecchio sia nuovo: nella sua comunicazione estremamente passionale e legata alla narrazione (elementi ormai all’ordine del giorno nei media attuali), riesce a rifondare quell’idea di nazional-popolare che solo la musica, nei suoi 60 anni di riproposizione e presentazione nella TV italiana, ha saputo mostrare fino in fondo.
*Tita dr.Francesco– Autore del Volume: “Il Talent show” Ed. IL SEGNO – Potenza
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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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