
PIETRO SIMONETTI
Molta “ammuina”si registra in regione, in attesa di definire liste e candidati presidenti, così come accadeva sui legni della règia marina borbonica durante il contrasto alla spedizione in Sicilia di Garibaldi . Nella fase di una acuta grave crisi sociale,economica ed identitaria in Basilicata si vive alla giornata,qualche volta anche fatta di poche ore. Ovviamente la realtà economica,sociale,insomma il fatto, non è considerato. Molto meglio l’annuncio,la previsione,l’auspicio,il falso plateale nutrito di “gratis” Dentro la lotta,all’ultima delibera,determina,decreto in particolare della Regione,si decidono mini bonus, avvisi,gare, avvisi a future e non certe risorse statali o europe. mentre quelle gia’disponibili non vengono utilizzate ed i progetti finanziatisegnano il passo , vedi Pnrr o POC.
La struttura regionale si affanna a giustificare i ritardi ed a promuovere gli insuccessi come nel caso della diminuzione dei flussi turistici della regione nel suo complesso rispetto al 2018 .
Anche di fronte ai dati economici e sociali di Censis e e del Sole 24 ore,dopo quelli di Banca Italia,nessuna presa d’atto dei gestori della comunicazione della Regione,ormai attrezzati con una filiera di strumenti e risorse che superano la spesa per attività culturali. Giocattoli costosi con molta spesa e poca resa.Basta vedere quanti utenti ha Basilicatanet oggi rispetto al passato.
Al motto di “tutto va bene”,anche l’evidente aumento della povertà’ certificato da tutti,e del precariato,del disastro nel comparto della salute,della insignificanza nelle politiche industriali a partire da Stellantis (,meno 2000 occupati in un anno ) continua la sfida al buon senso e alle situazioni di fatto.
Forse ci sono cose e vicende che non vengono ancora valutate nella loro portata distruttiva presente e futura: la deliberazione continua, sul modello autocratico a livello dirigenziale che ipoteca l’assalto alle risorse finanziarie per i prossimi 15 anni.
Le recenti sentenze nazionali delle autorità preposti segnalano le violazioni ma non paiono bloccare gli abusi continui sanzionati anche dalla Corte dei Conti.
In assenza di piani di programmazione,di controlli e di verifica,si può fare di tutto e di più.
Mentre vengono mal utilizzati la prima trance del progetto GOL,complessivamente 50 milioni nel triennio,per recuperare e dare lavoro a trentamila persone,si continua a sostenere una gestione della Universita’ che ha conquistato il penultimo posto nella graduatoria del Censis per gli Atenei con meno di 10.000 iscritti: imbottita di finanziamenti regionali, con pochi servizi e iscritti, l’Unibas veleggia verso i 90 milioni di spesa annua.
E’ evidente la gravità di questa situazione, non monitorata da chi è preposto a farlo ,nè tantomeno dalle opposizioni politiche che si sono specializzate in mozioni e Odg al puro scopo di salvarsi l’anima .Nè desta attenzione l’uso e la spesa dei petrolieri: circa 250 milioni anno per manutenzioni,discariche,rifiuti speciali,comunicazioni ed altro.
Un mondo a parte,a sovranità limitata, che ha prodotto sversamenti,inquinamenti e processi,alcuni ancora in corso. L’ultima trovata, del circuito degli attendenti di campo e comunicatori, e’ la delibera a futura memoria. La regione si impegna,per esempio,nel quadro della tecnica del transizione definita verde,a delegare le compagnie ad utilizzare le risorse delle compensazioni, e non solo, per realizzare impianti di energia chiamati alternativi.
In una parola le risorse destinate alla regione rimangono alle Compagnie che diventano automaticamente appaltatori degli impianti altrimenti da mettere a gara.
Una transizione lucana per un mini bonus,che già esiste in altre regioni con modalità diverse. Da noi diventa “acqua gratis”.
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