Il calcio italiano tra panchine girevoli e mercato low cost

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MICHELE PETRUZZO

        Cambia l’organizzazione del calendario, cambiano gli orari delle partite, cambia l’emittente che le trasmetterà. La prossima Serie A assumerà, inevitabilmente, una nuova fisionomia.

Dopo la vittoria azzurra degli Europei, il calcio italiano si appresta ad un’insolita stagione, provando a rinnovare il suo format con diverse novità, alcune condivisibili, altre meno.

Volendo tracciare un giudizio complessivo sullo stato dell’arte del campionato di club nostrano, occorre constatare che nel corso degli anni sono emersi, con una certa evidenza, diversi limiti. Durante il lungo dominio bianconero, molti hanno criticato la monotonia del torneo e l’incapacità delle altre squadre di strappare il titolo alla Juventus, vincitrice di nove scudetti di fila.

Inoltre, già da tempo, gli appassionati e i tifosi lamentano l’assenza di fuoriclasse nella massima serie italiana, cedendo ai ricordi e alla nostalgia delle domeniche di una volta, allietate dai goal e dalle giocate dei grandi campioni. In tal senso, qualcosa sembrava iniziare a muoversi con l’acquisto di Cristiano Ronaldo da parte della Juventus, che secondo molti avrebbe dovuto innescare un effetto domino, favorendo l’arrivo di diversi top-player nella penisola e sancendo l’inizio di una nuova stagione di gloria per calcio italiano. Non è andata proprio così. Se per la maggior parte dei club italiani non è stato possibile annunciare grandi nomi negli ultimi anni, figuriamoci ora! Dal punto di vista economico, infatti, le società sembrano accusare il colpo della pandemia. Difficile, dunque, pensare ad acquisti di un certo livello in un momento simile; più facile, invece, ipotizzare un mercato di svincolati e di occasioni dell’ultimo minuto. Tuttavia un vero e proprio cambio di rotta si è verificato sulle panchine: grandi ex e ritorni di fiamma. Questa estate le novità sembrano riguardare in primo luogo gli allenatori: da Mourinho a Spalletti, passando per Sarri, Inzaghi ed Allegri. Storie, carriere e percorsi sportivi che si intrecciano tra le diverse squadre, generando curiosità ed attesa tra i tifosi, sempre più impazienti. Le panchine sono diventate porte girevoli, le cui sorti appassionano il grande pubblico. C’è chi già scalpita per il derby romano tra Mourinho e Sarri, sfida di britannica memoria, chi si interroga su quello che sarà il campionato di Simone Inzaghi, che ha preso il posto di Antonio Conte sulla panchina dell’Inter campione d’Italia, e chi tenta di indovinare l’approccio e le tattiche, comunicative e non solo, di Luciano Spalletti in terra partenopea.

L’estate degli allenatori è già entrata nel vivo. Mentre prende avvio il ritiro pre-campionato, infatti, alcuni di loro hanno già cominciato a punzecchiarsi a distanza, scaldando i motori e gli animi dei tifosi. Un antipasto di quelli che saranno gli scontri diretti di alta classifica della prossima Serie A, a cui il blasone dei nuovi allenatori conferirà ulteriore prestigio.

Il 21 Agosto inizierà, quindi, una stagione particolarmente interessante, in cui il peso delle panchine giocherà sicuramente un ruolo cruciale negli equilibri di un campionato sempre più inedito ed imprevedibile che, dopo due complicate e tormentate annate, ha il dovere di rilanciarsi e di ridestare speranze e sogni della gente e dei tifosi, assopiti dall’incubo della pandemia.

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Sull' Autore

Michele Petruzzo

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

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