LUCIO TUFANO
Quando si capì come i colori fossero l’anima poliedrica della luce, lo spettro delle tonalità che vanno dall’infrarosso all’ultra viola e caratterizzano il raggio della luce dentro il suo diametro scomposto dal prisma di cristallo, si pensò – come accade per le scoperte più importanti – all’immensa complessità del progetto che la divinità ha posto in essere nel chiamare luce il giorno e ombra la notte.
Con la luce e il giorno, colore supremo, furono dipinte tutte le cose ammirabili: di oro il sole, d’argento la luna, l’aurora rosata, le stelle, i segni dello zodiaco ed il rinnovarsi delle nuvole, i circoli celesti maestosi e veloci. Da allora la storia stessa della luce è quella di un lento, progressivo mutamento di colore in sintonia con i colori del cosmo: dal blu del fuoco originario al rosso ed oltre, dove la luce diventa tiepido calore.
Su di uno sfondo mitico riferito alla fecondazione e alla nascita, la donna assume una dimensione cosmica, che la mette in connessione con il giorno e con la notte come perno essenziale. Il colore e la donna al centro della conoscenza cosmologica, psicologica, mistica, religiosa simbolica quindi e di cui hanno parlato i profeti e i poeti, hanno operato pittori e musicisti nella esaltazione di lei, della sua funzione distaccata dalla quotidianità e proiettata sullo schermo vario e grandioso della natura.
Ecco perché l’idea di accostare il colore alla donna è pregna di ispirazioni e di stimoli filosofici e poetici, surreali e metafisici “Il colore delle donne” riapre pagine e paragrafi di un nuovo e nel contempo antichissimo e misterioso libro sul colore delle divinità, sull’aspetto e le chiome femminili tramandati negli affreschi e nelle tele più celebri, quelle sacre e quelle cosiddette profane, le Maye desnude, i visi, le membra e gli sguardi delle mitologiche statue di carne, di silfidi, figure in onice e in alabastro, quelle che a più riprese hanno popolato i poemi, epici e cavallereschi, ariosteschi, i poemi romantici e moderni come i raffinati aeroliti di Cibele, Astarte, Afrodite, Anaetis, Berecinzia, Iside, Demetra, Ecade, Persefone, Urania Luna. Venus coelestis, Anna perennis, Bellona …
Colore insomma, non nel senso contingente dell’ambito pittorico, bensì come universalità, come desiderio delle donne di dare colore alla vita, di dare colore alla notte, a colorare l’amore e le vicende cui esse sono intimamente legate. Funzioni vitali e ritmi dell’universo? Respiro naturale legato ai cicli astronomici del sonno e della veglia, migrazioni, riproduzioni, metamorfosi?
