IL COLORE DELLE DONNE

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LUCIO TUFANO

Quando si capì come i colori fossero l’anima poliedrica della luce, lo spettro delle tonalità che vanno dall’infrarosso all’ultra viola e caratterizzano il raggio della luce dentro il suo diametro scomposto dal prisma di cristallo, si pensò – come accade per le scoperte più importanti – all’immensa complessità del progetto che la divinità ha posto in essere nel chiamare luce il giorno e ombra la notte.

Con la luce e il giorno, colore supremo, furono dipinte tutte le cose ammirabili: di oro il sole, d’argento la luna, l’aurora rosata, le stelle, i segni dello zodiaco ed il rinnovarsi delle nuvole, i circoli celesti maestosi e veloci. Da allora la storia stessa della luce è quella di un lento, progressivo mutamento di colore in sintonia con i colori del cosmo: dal blu del fuoco originario al rosso ed oltre, dove la luce diventa tiepido calore. La vita stessa della donna si colorò dei sogni della sua fiaba fino ai colori dell’incon­scio collettivo, al mondo dell’infanzia di bambole e di giochi, da Cappuccetto Rosso, a Biancaneve, a Rosatea, alla Bella Addormentata, alle fiabe turchine, verdi, rosse, alle ninfe, alle divinità che popolavano le acque, il mare, i monti, e le creature del bosco, alle tortore, alle colombe, ai fiori dei giardini incantati. Dalla fiaba antica di Apuleio che narra l’amore forte e appassiona­to per Psiche, ad Antigone, Ifigenia, Cipride, a quella di Anacreonte e Teocrito, Minnermo, Ovidio e Catullo. Una forma di tenero amore, un bisogno di tenerezza, sempre più accentuato nelle donne e che al massimo grado per ciascuna di esse può estendersi a tutte le cose possibili: alle stoffe, alle rose, alle orchi­dee, ai velluti, alle penne degli uccelli più rari e più belli, ai cusci­ni rigonfi, ai prati e ai divani, ai fazzoletti ed agli abiti, alle pietre dure, alle gemme più preziose. È insomma un modo di riferirsi ai gusti, al piacere, all’Eros originario ed elementare, al dio pagano della vanità e alla brama della sempiterna giovinezza.

Su di uno sfondo mitico riferito alla fecondazione e alla nasci­ta, la donna assume una dimensione cosmica, che la mette in con­nessione con il giorno e con la notte come perno essenziale. Il colore e la donna al centro della conoscenza cosmologica, psicologica, mistica, religiosa simbolica quindi e di cui hanno parlato i profeti e i poeti, hanno operato pittori e musicisti nella esaltazio­ne di lei, della sua funzione distaccata dalla quotidianità e proiet­tata sullo schermo vario e grandioso della natura.

Ecco perché l’idea di accostare il colore alla donna è pregna di ispirazioni e di stimoli filosofici e poetici, surreali e metafisici “Il colore delle donne” riapre pagine e paragrafi di un nuovo e nel contempo antichissimo e misterioso libro sul colore delle divinità, sull’aspetto e le chiome femminili tramandati negli affreschi e nelle tele più celebri, quelle sacre e quelle cosiddette profane, le Maye desnude, i visi, le membra e gli sguardi delle mitologiche statue di carne, di silfidi, figure in onice e in alabastro, quelle che a più riprese hanno popolato i poemi, epici e cavallereschi, ariosteschi, i poemi romantici e moderni come i raffinati aeroliti di Cibele, Astarte, Afrodite, Anaetis, Berecinzia, Iside, Demetra, Ecade, Persefone, Urania Luna. Venus coelestis, Anna perennis, Bellona …

Colore insomma, non nel senso contingente dell’ambito pittorico, bensì come universalità, come desiderio delle donne di dare colore alla vita, di dare colore alla notte, a colorare l’amore e le vicende cui esse sono intimamente legate. Funzioni vitali e ritmi dell’universo? Respiro naturale legato ai cicli astronomici del sonno e della veglia, migrazioni, riproduzioni, metamorfosi?

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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