IL DODICESIMO UOMO

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Giovanni Benedetto

Una galoppata durata 33 partite per staccare definitivamente la Cavese che, dalla seconda metà del girone di ritorno, è rimasta l’unica squadra a tenere testa alla capolista Potenza.

La partita contro il Taranto costituiva un duro ostacolo sia per la forza dell’avversario che per la necessità della squadra jonica di conservare il terzo posto, ma il Potenza come aveva già fatto contro il Picerno, spinto da 7000 tifosi, dopo i primi dieci minuti, ha premuto sull’acceleratore e nei successivi trenta minuti ha realizzato tre gol letali al  Taranto con Russo, Guaita e Franca.

Il secondo tempo il Taranto ha provato a reagire impegnando Breza sopratutto con tiri cross di facile presa per l’under del Potenza: attacco tarantino che si è affacciato piu volte nell’area di rigore lucana ma i difensori potentini, con Russo e Di Somma in prima fila, hanno saputo molto bene bloccare le puntate avversarie; il gol della bandiera pugliese è venuto al 89′, con Diakite’, quando i difensori rossoblu’ stavano già pensando ad una doccia calda. A partita terminata c’è stata l’invasione in campo della tifoseria che ha rincorso i calciatori ed il presidente per esprimere loro la gioia e l’emozioni che hanno scatenato la promozione in serie C.

La città era già pronta a festeggiare domenica scorsa sperando nella vittoria di Nardò, cosa che non è avvenuta. Un pò d’attesa, un pò di preoccupazione, ma poi la domenica di festa è arrivata come più bella non poteva essere.

In serata sono iniziati i caroselli di auto  per la città mentre un corteo di tifosi dallo stadio Viviani ha raggiunto piazza prefettura con fumogeni, Bandiere e striscioni che hanno colorato di rossoblu anche la principale piazza del capoluogo.

Festeggiamenti

È una data che rimarrà nella storia del club rossoblu’ che segna a distanza di dieci anni il ritorno in serie C, una promozione inaspettata e insperata. E pensare che  fino ad un anno  a stento il club rossoblu si salvò dalla  retrocessione solo alla penultima partita. La salvezza non basto’ a rasserenare l’ambiente che aveva bisogno di uscire dalle incertezze e trovare un management in grado di portare la società ad un livello più consono alla storia della città.

L’ artefice è stato Salvatore Caiata, ritornato in città dopo anni di impegni lavorativi in Toscana, che con passione, professionalità e determinazione ha deciso di iniziare l’avventura nella sua città con il dichiarato intento di riportare il club nel calcio che conta.

Ha avuto la capacità ed il merito di allestire, nel giro di un mese,   una squadra forte e competitiva che in pochi mesi ha conseguito risultati sportivi da record tanto da creare ” il fenomeno Potenza” che è stato tema di interesse dei mass media della tv e carta stampata di importanza nazionale.

Oggi il Potenza è stato seguito da una tifoseria che ha gremito gli spalti in ogni ordine di posto, tanti sono stati anche i tifosi silenziosi, che hanno seguito i rossoblu  in diretta  tv con lo stesso interesse e accanimento di chi l’ha vista dal campo.

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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