Le preoccupazioni espresse anche da questo giornale sul pericolo che non adottando in tempo un piano per il rilancio e la riorganizzazione dell’attività scolastica si possa procedere ad una riapertura disordinata e abborracciata dei singoli istituti scolastici di ogni ordine e grado, lasciando sulle spalle degli insegnanti il peso di un procedere diseguale, trovano conferma autorevole nell’appello che il garante regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza ha rivolto pubblicamente al Presidente del Consiglio Cicale. Pubblicamente perchè sul piano dell’attività istituzionale il documento su “come ripartire” , che non è fatto solo da proposte organizzative ma anceh da suggerimenti metodologici che tengono conto di quello che la pandemia ha provocato sui ragazzi dal punto di vista psicologico e sociale, era stato già prodotto da mesi ed era una documento preciso, esaustivo,che aveva messo insieme gli esperti della scuola a tutti i livello sotto la regia di un Garante per l’infanzia che, diciamolo una volta per tutte, ha illuminato con la sua capacità di fatica, le sue energie e la sua creatività, questo organismo di supporto alla attività regionale. Il documento parte dalla premessa che “ la scuola ha oggi l’opportunità di essere ripensata, e la Basilicata può candidarsi come prototipo di una avanguardia educativa, sperimentando nuove forme di apprendimento e di socializzazione. ….
….Ripartire come se nulla fosse successo, pensando solo agli aspetti logistici per la ripresa, tutti importanti ma non esaustivi, sarebbe un errore grave. Come sarebbe grave considerare sbagliato tutto ciò che fino ad oggi si è fatto.
Occorre da subito prevedere:
- Linee guida che tengano conto dei bisogni e delle peculiarità delle differenti età e dei diversi cicli di studio, delle diverse caratteristiche/risorse territoriali materiale e umane, promuovendo sinergie, tra gli organi scolastici e gli enti locali, per la valorizzazione e l’efficientamento degli spazi pubblici esistenti aperti e chiusi, ripensando per il futuro le logiche di edilizia scolastica;
- Un ripensamento del concetto “classe” non come luogo fisico ma come gruppo interattivo che si muove in un ambiente di apprendimento flessibile; pertanto puntare anche ad arredi scolastici flessibili e in linea con il concetto di spazio come “terzo educatore” (banchi mobili, arredi creativi, utensili alla portata degli alunni.
- Utilizzare le risorse della didattica digitale come innovazione metodologica a servizio delle persone e dell’apprendimento efficace, e a possibilità come la realtà aumentata che ci permette di “uscire” pur stando fermi casa a o a scuola.
- Riorganizzare l’orario scolastico in ottica flessibile ed efficace puntando alla riduzione della didattica in presenza e utilizzando le ore tolte al lavoro ordinario in presenza per la formazione in merito all’innovazione della metodologia didattica
- Creazione per ogni istituto scolastico di un presidio socio-psico-pedagogico a sostegno degli alunni, delle famiglie e del personale docente e non docente, per attività di consulenza agli insegnanti sui rapporti con i genitori e sui rapporti tra i docenti e docente/alunno; attività di formazione mirata e di consulenza rivolta ai genitori, a livello di gruppo o individuale, riguardanti temi come qualità delle relazioni con i figli e i rapporti con la scuola;
- Opportunità, dal punto di vista didattico, in linea con quanto promosso da numerosi preziosi contributi pervenuti dai tantissimi comitati di genitori, costituitisi sul territorio regionale, di privilegiare, ove possibile, attività all’aperto, lezioni in spazi più ampi (outdoor education), efficientando la rete degli edifici scolastici (e non) ad oggi in disuso;
- Necessità di riduzione del numero degli alunni per classe, promozione del lavoro in piccoli gruppi e del team working;
- Urgenza di valorizzazione delle sperimentazioni DADall’interno di un approccio multicanale che continui a prediligere la didattica in presenza;
- “Apprendere dall’emergenza” promuovendo nuovi approcci all’integrazione scolastica;
- Un nuovo impegno per il contrasto alla povertà educativa;
- Incremento degli stanziamenti economici per promuovere i percorsi formativi di Minori con disabilità e potenziamento dei fondi per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione.
La funzione, che la Regione è chiamata ad operare per la crescita delle nuove generazioni consiste, per un verso, nel portare sul territorio la programmazione nazionale e comunitaria, adeguandola alle condizioni e alle potenzialità locali, e, per l’altro verso, nel coordinare gli Enti locali e le parti sociali, perchè l’azione coordinata e condivisa di tutti possa sortire i risultati sperati e perseguiti, ai livelli ottimali.
Vincenzo Giuliano chiude l’appello dicendosi convinto che in Basilicata il sistema istituzionale ha potenzialità eccellenti e che sono presenti le migliori condizioni personali, professionali, sociali ed economiche, per diventare , in questo settore, una regione modello