
MICHELE PETRUZZO
Non un’estate tranquilla per la politica italiana, che negli ultimi giorni sembra vivere di tensioni e fibrillazioni. Già l’uscita del Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, dal Movimento Cinque Stelle aveva lasciato intuire qualcosa, preannunciando diverse reazioni e conseguenze politiche. Poi la temperatura è tornata a salire con lo strappo di Conte sul Dl Aiuti alla Camera. Nei giorni scorsi il Premier aveva precisato che non potesse esserci governo senza i pentastellati e che non fosse possibile pensare a un governo Draghi diverso da quello attuale. Il Movimento Cinque Stelle non ha votato il Dl Aiuti al Senato, disertando l’Aula durante lo scrutinio. Il governo Draghi ha ottenuto la fiducia con 172 voti favorevoli. Il Premier è salito al Colle per conferire con il Presidente della Repubblica. Ha poi fatto seguito il Consiglio dei Ministri, dove Mario Draghi ha annunciato le sue dimissioni, respinte da Sergio Mattarella. Mercoledì il Premier riferirà alle Camere.
La giornata del 14 luglio è stata lunga e concitata e non sarà dimenticata facilmente, anche e soprattutto per le conseguenze che ha innescato.
Questa complicata e strana legislatura, iniziata nel 2018, non riesce a trovar pace neanche nella sua fase finale. Viene da chiedersi cosa ne sarà. Gli interrogativi sono molti e le cose si complicano, e non poco. Sarà interessante anche capire la visione delle diverse forze politiche dell’arco parlamentare. Nei giorni scorsi Letta aveva parlato della necessità di un governo per l’Italia, Renzi riteneva preferibile un Draghi-bis senza grillini oppure le elezioni. Intanto Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, reputa conclusa questa legislatura e invoca nuove elezioni.
A prescindere da come andrà a finire, si può dire che questa legislatura non smette di riservare sorprese. E questo è sicuramente dovuto ai tanti limiti della politica italiana, che negli ultimi anni sono venuti a galla e si sono resi visibili.