IL M5S CERCA I GILET GIALLI PER (EURO)DISPERAZIONE

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Marco Di Geronimo

Il Movimento 5 stelle corteggia i gilet jaunes. Ma è una mossa che rischia di trasformarsi in un boomerang. Perché i giornali italiani hanno demonizzato i ribelli francesi. E d’altronde i pentastellati, in crisi esistenziale, devono trovare temi e simboli da agitare per le europee. E alleati. Visto che il loro gruppo minaccia di sciogliersi presto.

I vertici del Movimento 5 stelle hanno incontrato alcuni esponenti del movimento dei gilet gialli. La protesta francese va avanti da settimane, tutti i sabati. Il popolo d’Oltralpe detesta l’attuale inquilino dell’Eliseo. La tassa sul carburante è stata percepita come la tassa sul macinato di un centinaio d’anni fa. L’élite che vuole sbranare i portafogli della povera gente.

Non è un caso che Di Maio e Di Battista abbiano voluto interloquire coi ribelli transalpini. Da mesi ormai il Movimento 5 stelle è scomparso dai radar dei mass-media. Le uniche notizie che rimbalzano su Internet sono le gaffe di Toninelli e Bonafede. La subalternità alla Lega si fa sentire a tutti i livelli: Consiglio dei ministri, Parlamento, talk-show. E, soprattutto, sondaggi.

L’elettorato a cinque stelle confidava nel Movimento. Confidava nelle sue capacità di scardinare il sistema di potere. Adesso che la star è Salvini, l’emorragia è forte. E se quel 20% di affezionati votanti ancora non abbandona la barca, tutti i voti in più ricevuti a marzo 2018 sono in bilico. In larga parte trasferiti in quota Lega.

Non è un caso che la parte «gialla» del Governo è terrorizzata dalle elezioni europee. Che l’incubo di maggio attanagli le teste dei vertici lo testimonia Conte in persona. Il Presidente del Consiglio fu paparazzato al bar con la Merkel mentre discorreva degli equilibri interni al Governo. E osservava: «Loro [i 5Stelle, ndr]si chiedono: quali temi possiamo usare per le elezioni europee?».

Tentare di recuperare l’aura di «spaccatutto» e «masanielli 2.0». Questa potrebbe essere la strategia della Casaleggio Associati. D’altronde l’incontro con i gilet jaunes è stata la prima notizia veramente politica a firma M5s di cui si è parlato ai TG da mesi e mesi. Se l’Internazionale sovranista di Salvini si è già sgretolata, l’Internazionale populista di Di Maio potrebbe ancora veder la luce. Anche perché l’EFDD (il gruppo europarlamentare di cui fa parte il M5s) sta per morire. Visto che il suo principale azionista – l’UKIP – potrebbe non esserci in Parlamento europeo dopo maggio. Dopotutto, la Brexit “scade” il 29 marzo prossimo.

Ma per avere successo, un’operazione simile non dovrebbe limitarsi a un incontro di questo genere. Eppure il movimento dei gilet gialli stenta ancora ad avere un’organizzazione solida vera e propria. È passata acqua sotto i ponti prima che gli Indignados si trasformassero in Podemos. E deve evidentemente passarne ancora prima che i gilet gialli diventino un vero partito.

In più, dal nostro lato delle Alpi la questione dei gilet gialli è vista con una certa freddezza. Non si può dire che lo scontro con Macron abbia appassionato il Paese. Né che il ritiro dell’ambasciatore francese abbia messo in crisi gli italiani. I quali, verosimilmente, non hanno neanche una grande opinione dei gilet gialli. Specie dopo la campagna martellante dei mass media per denigrarli.

Insomma, la mossa dei 5Stelle in terra francese è una mossa disperata. La ricerca di alleati in sede europea si fa sempre più difficile. D’altronde per un partito che non vuole definirsi partito e non vuole avere una linea politica, discutere con gli altri è davvero difficile. Non è un caso che non sia riuscito a procurarsi  solide relazioni politiche a Bruxelles. E che si stia facendo fagocitare da un alleato con meno della metà dei suoi seggi.

Il quale, dopo il botto delle elezioni di maggio, avrebbe tutto il diritto di pretendere un rimpasto.

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Sull' Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all'Università degli Studi di Pisa. Ho militato nella sinistra radicale, e sono tesserato all'Associazione "I Pettirossi". Mi occupo di politica (e saltuariamente di Formula 1) per Talenti Lucani. Scrivo anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le rubriche sulla IndyCar e sulla Formula E; collaboro pure con Leukòs (https://leukos.home.blog/). In passato ho scritto anche per ItalianWheels e per Onda Lucana.

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