IL M5S: IN TRE ANNI LE ROYALTIES AL 50 PER CENTO!! ALL’ENI TREMANO LE ZAMPE

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I cinquestelle non ci stanno a far passare una vera e propria azione di dinsinformazione sulla loro proposta di aumentare i anoni dei titoli minerari petroliferi. Non è una contropartita al lasciar fare alle compagnie, nè cambia l’atteggiamento del Movimento verso la questione petrolifera, attività che comunque va ridimensionata drasticamente. E forse con i canoni alti si mette in moto un meccanismo di scoraggiamento alla perforazione, Il fatto è questo, spiega Antonio Materdomini, del Movimento:  ” “Con i vecchi costi, che andavano da un minimo di 3 euro al km quadrato, a un massimo di 88 euro, a seconda dell’attività industriale in atto,  il totale racimolato dallo Stato, è  di circa 1 milione e 400 mila euro all’anno. Con i nuovi prezzi, stabiliti dall’emendamento di Mirella Liuzzi, i cui limiti vanno adesso da 2000 euro a 25 mila euro sempre al km o  miglia marine quadrate, l’incasso per lo Stato, dal 1 gennaio 2019, passerebbe, se l’emendamento viene approvato,  a circa mezzo miliardo di euro all’anno. Questi costi, sono entrate fisse per le casse dello Stato. Dunque, o si estrae o non si estrae, o piove o nevica o c’è o non c’è un fermo tecnico, le compagnie petrolifere sono obbligate – senza alcuna franchigia – a pagare giustamente e adeguatamente l’occupazione di suolo pubblico, ottenendo in tal modo, per lo Stato, un gettito più alto. Ma i cinquestelle non rinunciano neanche all’aumento delle royalties, cosa che riguarda gli enti locali. Il Movimento prevede  di alzarle al 50% in 3 anni, finalizzandole però al ripristino ambientale.
Per il M5S, questa richiesta di aumento del gettito fiscale, che non sta escludendo anche altre misure di aumento della fiscalità in ambito petrolifero, come la tassazione degli inquinanti prodotti, altro non è che un sistema per intervenire sul rapporto costo beneficio di queste multinazionali del petrolio. Sempre attente a questo bilancio, anche in Kuwait, dove il petrolio abbonda e affiora, e a maggior ragione in Italia e in Basilicata, dove i giacimenti sono di piccola entità, di scarsa qualità e a profondità elevate. Finanche a 4 km. Per cui, estrarre in Italia ha costi di per sé elevati. Se poi gli si regalano le concessioni minerarie e si sospende ogni precauzione e ogni controllo, è chiaro che per i petrolieri diventa tutto più conveniente, finanche a non porsi alcun problema nel perforare anche nel giardino di casa di italiani e lucani. Il provvedimento a firma Liuzzi, è tra l’altro preso dal modello norvegese, – dice il rappresentanre del Movimento- come segnalato più volte nei post della ricercatrice americana, paladina della lotta al petrolio, Maria Rita d’Orsogna, al fine proprio di essere un deterrente verso le estrazioni non convenienti . Si tende insomma ad ottenere indirettamente una prima e volontaria chiusura della maggior parte dei pozzi minerari, proprio perché al limite della convenienza produttiva, proprio come accade nel Mare del Nord, dove le compagnie si guardano bene dal perforare giacimenti di petrolio delle dimensioni di quelli che si trovano generalmente in Italia”.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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