UNA CASA PER LE PERSONE FRAGILI. UN PROGETTO SU POTENZA

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La volontà di accompagnare persone che vivono in situazioni di fragilità e di svantaggio in percorsi di autonomia di reddito e riacquisizione della fiducia: è questa la costante nei 10 progetti selezionati attraverso il bando “Benvenuti a casa! – Iniziativa di Social Housing”. In ciascun progetto, infatti, la casa è solo l’inizio di un percorso che porterà coloro che si trovano in condizione di povertà ed esclusione sociale a reimmettersi nel contesto socio-lavorativo, in una logica di comunità e mutuo aiuto.
Selezionati tra 50 proposte, i progetti sono stati presentati da reti composte da organizzazioni del Terzo settore e istituzioni locali, che hanno risposto al bando sperimentale della Fondazione Con il Sud, proponendo iniziative che puntano a diminuire il disagio abitativo nelle regioni meridionali attraverso soluzioni abitative temporanee. All’interno di queste saranno attivati meccanismi in grado di consentire ai beneficiari di mantenere nel tempo una propria autonomia. «Benvenuti a casa, adesso possiamo dirlo, alle tante persone che saranno coinvolte dai progetti che abbiamo scelto di sostenere», ha detto Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud. «Benvenuti in un percorso che vi sarà donato, ma che dovrete cogliere. Come ogni bando, la scelta dei progetti è stata dura ma attenta, per questo abbiamo fiducia nella buona riuscita di ciascuno».

Povertà abitativa e povertà economica sono profondamente connesse. La disponibilità di una casa di qualità rappresenta uno dei pilastri su cui costruire la qualità della vita dell’individuo e la sua inclusione nella società.
L’anno scorso in Italia 5 milioni di persone si trovavano in situazione di povertà assoluta (l’8,3% della popolazione residente). In oltre 1 milione di famiglie, tutti i componenti in età da lavoro erano disoccupati: 4 famiglie su 100 nel 2017 hanno vissuto senza alcun reddito da lavoro. Di queste, il 56% è residente nel Meridione.

Per chi si trova in queste condizioni, diventa molto difficile permettersi un alloggio dignitoso. Nonostante l’elevata percentuale di proprietari di casa (71,9% delle famiglie), il disagio abitativo risulta drammaticamente attuale. La ripresa dell’economia, che sta trainando anche il settore edilizio, non coinvolge tutti i cittadini perché i prezzi delle case crescono più velocemente di quanto non facciano i redditi. Le spese abitative rappresentano la voce di uscita più consistente nei bilanci familiari dei cittadini europei: in Italia il 24% del reddito disponibile lordo, una quota superiore alla media Ocse, pari al 20%. L’11,3% della popolazione europea risulta sovraccaricata dai costi abitativi, percentuale che sale al 39,3% per chi si trova a rischio povertà. La serietà dell’emergenza abitativa è dimostrata anche dall’aumento del numero dei “senza tetto”, tra cui si registra un nuovo e sensibile aumento dei giovani e delle famiglie con bambini. Sono in aumento le richieste di alloggi a canone ridotto, con liste di attesa municipali che contano circa 650 mila persone.

Tre progetti interesseranno la Sicilia, 2 la Calabria, la Campania e la Puglia, 1 la Basilicata. In particolare, le città dove si svolgeranno le azioni di progetto sono: Catania, Foggia e Lucera (Fg), Potenza, Castiglione Cosentino (Cs), Salerno e Baronissi (Sa), Gela (Cl), Avellino e Solofra (Av), Crotone, Bari, Palermo. Saranno coinvolti migranti, giovani in uscita da comunità terapeutiche o da comunità residenziali, nuclei familiari disagiati, detenuti, ex tossicodipendenti, ex pazienti psichiatrici, padri separati in difficoltà economica e donne in uscita da percorsi di separazione o da situazioni violenza.

All’interno delle abitazioni, che dovranno essere ristrutturate o adeguate, si sperimenteranno forme di co-housing e di aiuto reciproco. Inoltre è previsto anche l’avvio di attività, che faranno della casa stessa la fonte di sostentamento per le persone coinvolte, per esempio attraverso la realizzazione di fattorie sociali.

COS’è IL COHOUSING

Il termine coresidenza[1][2] (in inglese cohousing) definisce degli insediamenti abitativi composti da alloggiprivati, corredati da ampi spazi comuni (coperti e scoperti) destinati all’uso collettivo e alla condivisione tra i coresidenti (in inglese cohousers). Tra i servizi collettivi vi possono essere ampie cucine, lavanderie, spazi per gli ospiti, laboratori per il fai da te, spazi gioco per i bambini, palestra, piscina, internet cafè, biblioteca e altro.

Le abitazioni private sono di solito di dimensioni più limitate rispetto alla media delle normali abitazioni (più piccole dal 5 al 15%). Il motivo è duplice: contenere i costi complessivi dell’intervento (poiché a carico di ciascun proprietario vi è anche una quota della spesa per la realizzazione degli spazi collettivi) e cercare di favorire in questo modo un più intenso utilizzo delle aree comuni.[3]

Di solito un progetto di coresidenza comprende dalle 20 alle 40 famiglie che convivono come una “comunità intenzionale” di vicinato (vicinato elettivo) e gestiscono gli spazi comuni in modo collettivo ottenendo in questo modo risparmi economici e benefici di natura ecologica e sociale.

La coresidenza si sta affermando come strategia di sostenibilità: se da un lato, infatti, la progettazione partecipata[4] e la condivisione di spazi, attrezzature e risorse agevola la socializzazione e la mutualità tra gli individui, dall’altro questa pratica, unitamente ad altri approcci quali ad esempio la costituzione di gruppi d’acquisto solidale, l’auto condivisa o i diversi servizi utilizzati in comune, favoriscono il risparmio energetico e diminuiscono l’impatto ambientale della comunità[5].

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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