IL M5S SI SCAVA LA FOSSA: TRADITI I VALORI CHE AVEVA

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Marco Di GeronimoIl Movimento 5 stelle salva Salvini dal processo. La pagina più nera del partito «giallo» si apre adesso. I risultati del voto online stravolgono la linea politica del principale azionista del Governo Conte. E aprono una crisi di identità che inciderà pure sulle europee. Certificando l’inizio della fine del partito più assurdo d’Italia.

Sulla piattaforma Rousseau gli iscritti si sono espressi. Il 60% dei grillini ha votato contro l’autorizzazione a procedere richiesta per Salvini. Solo due iscritti su cinque hanno mantenuto la linea storica del Movimento: nessun ostacolo tra politici e giudici. Ma non è bastato. Adesso il Segretario della Lega ha una maggioranza a suo favore, e l’autorizzazione a procedere sarà respinta.

Forse Di Maio sperava che a salvare Salvini fosse qualcun altro. Chi, di preciso, non ci è dato saperlo. Non era nell’interesse del Partito democratico correre in supporto del leghista (dipinto come il diavolo in persona a sinistra dei grillini). E di certo non poteva bastare Giorgia Meloni, che sull’opposizione da destra ai giallo-verdi sta costruendo la finestrella di Fratelli d’Italia.

Se i voti siano stati manipolati, a monte o a valle (nelle iscrizioni o nell’elaborazione dei voti), non possiamo saperlo. Ma queste polemiche non ci interessano: la spiegazione più semplice è che il voto online ha certificato una mutazione genetica dei 5Stelle. La stessa mutazione che sul lungo periodo azzopperà i “gialli” come azzoppò il PD alle elezioni dello scorso marzo.

Un Movimento che ha costruito la sua fortuna politica su proposte manettare e anti-casta, finisce per salvare poltrona e fedina penale al Ministro dell’Interno più discutibile degli ultimi vent’anni. C’è da aspettarsi una gigantesca manovra diversiva nelle prossime settimane. Di Maio cercherà di mettere in campo tutte le sue carte per far dimenticare agli italiani cos’è accaduto oggi.

Gli elettori grillini, però, non dimenticano. Sono già pochi e l’elettorato d’opinione, conquistato il 4 marzo scorso, sembra già evaporato. Con un consenso stabilmente al di sotto del 30%, il Movimento basa gran parte della propria forza sugli elettori storici. E se una buona parte li sta convertendo alle politiche leghiste, un’altra continua a soffrire.

Il distacco tra ciò che i 5Stelle proponevano e ciò che stanno facendo diventa ogni giorno sempre più tangibile. E la divergenza di interessi tra i due alleati di governo a sua volta aumenta la tensione e l’imbarazzo all’interno della maggioranza. Un partito che è stato incapace di maturare una visione filosofico-politica di lungo periodo e di formare una classe dirigente seria era destinato a schiantarsi. Questo scoglio aprirà una falla che nei prossimi mesi farà imbarcare parecchia acqua.

C’è da aspettarsi una perdita secca di consensi in questa settimana. Cui seguirà un lavoro certosino di recupero, da qui alle europee di maggio. Che però non basterà a riconfermare il dato delle politiche. A quel punto, Di Maio dovrà fare i conti con l’exploit di Salvini e la frazione più a sinistra del Movimento in aperta ribellione. Qualcuno dovrà pagare il prezzo della débâcle: se ci sarà un rimpasto, occhi puntati su Bonafede e Toninelli.

Ma oggi si è certificato un tradimento dei (già pochi) valori fondanti del Movimento 5 Stelle. E non basterà rimpasto o parlamentarie a sanare le ferite che si sono aperte. Quella tra partito ed elettori, tra correnti interne, tra pratiche e valori. Da questo momento in poi, un centimetro di diga è saltato. I voti pentastellati sono pronti a sfondare lo sbarramento e inondare la valle sottostante. Adesso è tempo, a destra come a sinistra, di preparare i pozzi da riempire con la futura inondazione.

(E teniamo presente che il voto di oggi ha sostanzialmente sbarrato la strada a un’alternativa, già di per sé improbabile. Ovvero: un Governo in coalizione tra 5Stelle e centrosinistra, per scongiurare le nuove elezioni che il centrodestra stravincerebbe. Ma se già prima appariva improbabile, con quale faccia il PD e LEU potrebbero sostenere un’intesa con i salvatori di Salvini?).

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Sull' Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all'Università degli Studi di Pisa. Ho militato nella sinistra radicale, e sono tesserato all'Associazione "I Pettirossi". Mi occupo di politica (e saltuariamente di Formula 1) per Talenti Lucani. Scrivo anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le rubriche sulla IndyCar e sulla Formula E; collaboro pure con Leukòs (https://leukos.home.blog/). In passato ho scritto anche per ItalianWheels e per Onda Lucana.

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