IL MAGICO MONDO DEI CARTONI ANIMATI!

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PATRIZIA BARRESE

Sin da piccoli i cartoni animati ci hanno accompagnato ed entusiasmato facendoci entrare in contatto con emozioni che, da adulti, ricordiamo ancora con curiosità e leggerezza: sono le animazioni che, da genitori, vengono impiegate come veicolo educativo e per affrontare gli scatti di ira e di rabbia incontrollata dei piccoli quando la gestione diventa ardua e difficoltosa. Come non ricordare Walt Disney che nel 1923, anticipava i cortometraggi animati ispirati alle fiabe popolari e alle storie per bambini, dalla nascita di Topolino agli innumerevoli successi quali Robin Hood, gli Aristogatti, la Sirenetta, la Bella e la Bestia, il re leone, Ratatouille…solo alcune citazioni nel magico mondo dei cartoni.

I cartoni animati, le vecchie fiabe e leggende sono stati pensati come intrattenimento dei bambini per la loro fonte di svago e divertimento, grazie a storie coinvolgenti interpretate da personaggi vivaci e fantasiosi che ancora ricordiamo nel nostro immaginario, quando era ben chiara la differenza del bene dal male e il corretto da ciò che è sbagliato. Per quasi tutti i bambini la TV ha da tempo sostituito le fiabe con racconti moderni creando il fenomeno della globalizzazione, per cui tutti vedono e sentono le stesse cose nello stesso periodo della loro vita ma, sebbene la Walt Disney abbia avuto un’audience planetaria per la sua visione ottimista e lo stile di vita più semplice e genuino, perché distingueva il modo di fare e di parlare dei personaggi buoni da quelli cattivi con la morale a regnare sovrana e il bene a trionfare sempre sul male, oggi sono proprio i cartoni del passato ad essere accusati di cattiva eduzione: spesso si dimentica che, molte serie animate attuali, progettate per insegnare ai bambini importanti lezioni di vita, valori morali e concetti educativi, pensate per affrontare temi come l’amicizia, la lealtà, il rispetto, la tolleranza, soprattutto per lo stereotipo maschile, prevedono personaggi tutti muscoli e potenza, impegnati in azioni di violenza no-stop.

Eroi ambigui che all’occorrenza dimostrano sì di saper far trionfare il bene, ma per mezzo della vendetta e dell’omicidio. I bambini si identificano spesso nell’eroe e, allo stesso modo se l’eroe è un ladro, un prevaricatore e un violento, tendono ad assumerne tutta la negatività. Senza dimenticare i cartoni giapponesi in cui i personaggi vivono le loro avventure in luoghi di sopraffazione: la violenza sembra l’unico linguaggio attraverso il quale è possibile comunicare, picchiare gli altri è questione di sopravvivenza e, anche se gli eroi sono paladini del bene, si permettono tutti i  comportamenti perché “il fine giustifica i mezzi”. Stessa stregua per i videogiochi e i loro mondi virtuali che mettono in competizione giocatori e personaggi in sfide diaboliche e competizioni sparatutto. Oggi più che mai, nell’epoca della figura dello psicologo, pronto a risolvere con la bacchetta magica ogni forma di disagio esistenziale, molti sono stati i dibattiti riguardanti l’impatto dei cartoni animati e di altri media sull’infanzia e la psiche dei giovani

con una valutazione critica dell’effetto che certi contenuti possono avere sui bambini a partire dai cartoni animati a cui spesso i genitori si affidano, a mò di babysitter casalinga passiva a portata di mano. Contenuti violenti, rappresentazioni stereotipate e messaggi subliminali possono influenzare il comportamento e le opinioni dei bambini in modo sottile ma significativo. Sembra però inverosimile che nel film Fantasia di Walt Disney sia giudicata raccapricciante la Pastorale di Beethowen ambientata nell’Olimpo o che Topolino stregone possa condizionare una giovane mente guardando le scope che per incantesimo allagano la casa o pensare ad un eccesso di violenza animalesca nell’episodio dedicato ai dinosauri. Il mondo dei dinosauri ha sempre affascinato i bambini, quasi proiettandoli nell’era in cui hanno dominato questi giganti, la loro valenza didattica in un film di animazione, non può essere condannata per un combattimento tra un tirannosauro e uno stegosauro che sicuramente combattevano per procacciarsi il cibo per la sopravvivenza. 

Dall’avvento dell’animazione computerizzata è inverosimile giudicare problematici classici come Biancaneve e i sette nani perché diseducativo che una donna conviva con sette uomini a lei ignoti ed instaurino esclusivamente dei rapporti di tipo amicale. Che dire del cartone animato di Pinocchio, fiaba nata dalla penna di Carlo Collodi, in cui è la “fatina” il personaggio estremamente negativo perché deturpa il volto al burattino, facendogli deformare il naso che si allunga a dismisura, costringendo il bambino a pensare sin da subito a ricorrere alla chirurgia estetica. Questa tendenza psichiatrica è sicuramente da compatire ma grazie ai suggerimenti degli specialisti DumboGli Aristogatti e Peter Pan, sono ormai cartoni vietati ai minori di 7 anni e inseriti all’interno della piattaforma Disney +, poiché alcuni contenuti includono rappresentazioni negative che rischiano di inculcare pensieri negativi come il razzismo o la disuguaglianza venendo etichettati come “contenuti scomodi”. Non dimentichiamo che l’utilizzo quotidiano di videogiochi ha mostrato, più dei cartoni animati,  livelli più elevati di aggressività, ansia, panico e agitazione oltre che livelli più bassi di impegno scolastico. Da Mortal Kombat a Carmageddon a Minecraft, cyberbullismo e contenuti inappropriati sono a portata di mano con spade, archi e frecce e gli ingredienti per un massacro ci sono tutti. 

Chissà cosa direbbe Biancaneve perché Walt Disney è adesso “reo” di aver promosso l’immagine di un bacio non consensuale e non si può parlare di vero amore se qualcuno non sa cosa sta succedendo, al punto che la Disney ha rivisitato alcune scene perché alcuni classici risultano politicamente scorretti. Ma siamo cresciuti con pellicole semplici ed educative che non hanno mai indotto ad emulare comportamenti negativi e pericolosi, potrebbero risultare rappresentazioni culturali obsolete ma è una situazione paradossale, quella che ha preso piede. Viviamo in un periodo di esuberanza in cui tutto è concesso e condannato, non fa discutere leggere o guardare taluni fumetti, serie televisive, film e videogiochi il cui contenuto influenza negativamente. Gli adolescenti hanno calciatori e personaggi televisivi, gli adulti scrittori o opinion leader, i bambini come primi modelli da emulare hanno i genitori che forse dedicano un tempo limitato al dialogo casalingo, i temi della scuola o nel gruppo di amici e dovrebbero spiegare loro la differenza e gli effetti degli atteggiamenti corretti o sbagliati. La società circostante gioca un ruolo significativo nell’influenzare i contenuti di cartoni e videogiochi che riflettono le tendenze e le tematiche sociali del tempo in cui vengono creati, anche in tema di moda, musica ed emozioni, le decisioni sulla produzione sono influenzate da considerazioni commerciali ma, incolpare esclusivamente i cartoni animati dinanzi ai problemi sociali è troppo semplicistico, perché guardati con la giusta considerazione e accompagnati da una valida discussione, dovrebbero ricordare che il bacio del principe a Biancaneve simboleggia un risveglio verso valori più genuini e profondi che la società odierna dimentica e, alcuni cartoni, rappresentano un’oasi di respiro e di fantasia, nel caos delle tematiche che si moltiplicano quotidianamente.

 

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Sull' Autore

Insegnante lucana con la passione per la scrittura. Amo la mia terra sebbene per lavoro io risieda a Milano. Scrivere e condividere la passione per la scrittura e poter divulgare anche da lontano per rendere "maggiormente visibile" il nostro paese è uno dei miei desideri. Il mio paese natio è Rionero in Vulture.

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