VICO ADDONE E IL SOGNO DI CELLULOIDE, CASE POPOLARI 1928-29

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LUCIO TUFANO

Italia Volpiano frequenta il terzo anno dell’istituto Magistrale, Franco Cantore, violino; Francesco Faranda, chitarra; Eduardo Laurita, cantante, ogni sera serenate. Italia era la fidanzata di Maffezzoni, e Cantore era il direttore tecnico del Dopolavoro per la musica. Anche allora si costituì una compagnia del Dopolavoro Postelegrafonico, il presidente era Inerio Merenda. La filodrammatica con Fifì Gavioli direttore artistico, con Giuseppe Bompresa di Potenza, Giuseppe Destefano e Alberto Petracca, Maria Cantore, Italia Volpiano, Antonietta Volpiano, con, in seguito, Italo Squitieri, Lelio Manta, la figlia di Granata. Nel 1930 al ;Teatro Savoia di Messina rappresentano: “Il nostro Prossimo” di Testoni e “L’antenato”. Nel 1932, al Teatro Stabile di Potenza, tra le varie commedie recitate da Italia Volpiano, “La nemica”; di Dario Nicodemo. In tale periodo Franco Cantore era il primo violino del “Circolo del Pubblico Impiego”. Ai concerti capitò un certo ingegnere Orno di Budapest (violinista) che si esibì al Circolo dell’Impiego, biondo e bello, Italia se ne innamorò, sposandosi e partendo – poi divorziò – pare diventasse l’amante di Marinetti o la sua amica. Vi erano allora Italo Squitieri e Palamone. Italia ritornò da declamatrice nel 1938-39 alla Cattedra Oraziana della provincia. Poi andò al Cinema con il nome d’arte di Neda Naldi, risposata con Santoni, artista teatrale e cinematografico. 
DA GAVIOLI A CRISCI: 1930-1935-1936
Nel peristilio del teatro Stabile si organizzano le pesche di beneficenza per l’Opera Nazionale Balilla e si proiettano i film sonori, anche se ancora si proiettano i film muti come Donna divina, Terra madre, Luci della città con Charlie Chaplin, Troika, un dramma della rivoluzione russa, con Olga Tschechova e Hans Schettow, Grand Hotel e Anna Kareina con Greta Garbo e Fredric March, della Metro, i cartoni animati e le visioni dell’istituto Luce e del Cines. E dopo che Emma Gramatica viene applaudita a scena aperta per Fascino Azzurro e La Duchessa del tabarin vengono le soubrette, le girls, le Bradley Babys Ballet della Compagnia Fleurville. Né mancarono Nicola Maldacea e Anna Fougez. Ma nel frenetico frastuono di vita, di arte e di spettacolo, ecco che il talento dei potentini esplode con la Brigata dell’Arte, costituita dai filodrammatici del Dopolavoro provinciale di Potenza, per le opere assistenziali del Partito Fascista, e che rappresenta Largaspugna di Arnaldo Franaroli e Topaze di Marcel Pagnol. È un successo! Applausi al Teatro Stabile per gli attori locali Lelio Manta, Maria Corneo, Italo Squitieri, Guido Ciranna, le signorine Dara Tassin, Ida Pomponio, Rosa Stolfi, i giovani Nicola Torio, Francesco Cocca, Giuseppe Bonpresa, Ugo Squitieri, Mimì Palamone, Attilio Viola, Tonino Costabile, A. F. Forlenza. Anima ed organizzatore, intelligente e creativo, il dottor Federico Gavioli. Da suggeritore il dott. Vincenzo Montesano ed animatore instancabile il cav. Domenico Bavusi. Non mancano i concerti vocali strumentali a beneficio dell’O. N. B.
ARIE DI VICOLI
Vico Addone, ramo grigio, braccio inerte, confuso intrigo di povera urbanistica, multiplo di dita articolate, falangette divaricate del Santo locale, sottovicoli stretti pieni di vociare, sventolio di stracci, di panni stesi su fili tesi da una finestruccia ad un balconcino, vico famiglia aperto, segnato dai lampioni e dalle frasche. Gira il boccale di porta in porta per l’assaggio delle botti spillate. Ma le cantine di sera si riempiono di mulattieri che giocano al tressette, professionisti registi della fatica e dell’arguzia. Cantine di granoni, di tavole e di muffe, calde di fiato, appena illuminate. Nei veglioni della sede alla sede dell’Unione, Angelo Marchese è il direttore dell’orchestrina Cantore.
1924 – caccia, pesca, musica e pranzo … sigg.: Michele Riviello, Mario Armento, Eugenio Druda, Gerardo Arleo, Fulvio Mascariello, Giovanni Guna, Vittorio Cerverizzo, Rocco Albano, Giuseppe Germino, Giovanni Cerverizzo
Vico Addone di grate sui davanzali delle finestre, lucerne di un piano, abitati sottani, vestiti di toppe. Uapparia di gruppi e di passi, Napolicchio, subspicchio di città. I giovani corteggiatori svernano al caffè Caselli, frangibevono cicoria catalogna, parole di guascogna. Tra studenti e studentesse, le zitelle soldatesse. I balconi traboccano gerani, strizzatine d’occhi, lettere con bacioni. Il postino, domani, porta un altro salutino domani! Vico leggenda, cupo di notte, tenebroso portone. Vico lungo a quattro gambe con spalliera, vico per chiasso. Si migra nell’armonica di Attilio Cacciamano. A casa di donna Checchina si balla sugli abbaini. Don Luigi Manta gestisce l’Appennino, i servizi, i cristalli, i diurni e vieta l’ ingresso ai disturbi notturni. Si sposano tutte, belle e brutte. Con la luna passa la ronda. La mastaredda usa la sonda. I pennacchi, mantello e sciabola, si contendono i passi rivali, scattano colpi di stivali. Ecxema, maestro di banda, guida i pasticcieri per i matrimoni nazionali.
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Sull' Autore

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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