IL MERCATO CAPTIVE DEL PORTO DI TARANTO

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DI RICCARDO ACHILLI

L’economista Riccardo Achilli ha condotto uno studio che esamina la potenzialità dei rapporto tra le Regioni Basilicata, Molise e Puglia con il porto  di Taranto e la relativa ZES. Il rapporto completo è in PDF. Noi per agibilità della lettura abbiamo stralciato la parte relativa alla basilicata, il cui quadro imprenditoriale ed economico è qui riassunto

L’agricoltura ha un ruolo importante nell’economia lucana. Particolare rilevanza hanno i seminativi, ed in particolare le coltivazioni cerealicole (grano e frumento) nella collina materana e nella montagna potentina e l’ortofrutta nella pianura metapontina.

Rilevanti anche le superfici adibite a prati permanenti e pascoli, riflettendo l’importanza del settore zootecnico, soprattutto degli ovini e dei suini, ma anche dei bovini. Tale settore è sviluppato ovunque in regione, ma soprattutto nelle zone montane interne del potentino.

La produzione vitivinicola è di piccola dimensione, ma di alta qualità (Aglianico, nell’area del Vulture).

La presenza del polo Fca-SATA di Melfi condiziona fortemente l’economia lucana, poiché il settore automotive ha un indice di specializzazione, rispetto alla media nazionale, di 8,2. Seguono i servizi per l’estrazione petrolifera, la lavorazione di prodotti in calcestruzzo, cemento e gesso per l’edilizia, e la relativa industria estrattiva a monte. Anche il taglio e piallatura del legno fa parte di tale filiera, che è diffusa in tutta la regione, con particolare rilevanza nel potentino.

Un ruolo di un certo livello ha l’industria alimentare, soprattutto quella olearia e quella del pane e dei prodotti da forno, oltre al lattiero-caseario, senza trascurare quella delle bevande (essenzialmente acqua minerale). Il grosso dell’industria alimentare regionale è ubicato nell’area del Vulture, cioè nel nord della regione (acqua minerale, stabilimento di Atella di produzione di prodotti da forno, stabilimento Barilla) e nell’area industriale di Balvano (Ferrero e produzione di birra analcolica). Rilevante è la produzione di pane nell’area di Matera.  

Il distretto del mobile imbottito di Matera è in forte ridimensionamento produttivo, e non costituisce più, come in passato, un polo produttivo di riferimento. Così come le costruzioni ferroviarie, sempre a Matera, trascinate verso il basso dalla crisi della Ferrosud, e la chimica, oramai pressoché scomparsa.

Il settore commerciale è rilevante, perché spesso collocato nella fascia periferica di corona della regione, e quindi a servizio di un bacino di utenza pugliese, campano e calabrese.

Il turismo non appare come settore di specializzazione, ma è protagonista di una forte crescita in questi anni, soprattutto nelle aree di Matera e del Metapontino, ma anche a Maratea e, in misura minore, nelle zone interne.

L’analisi per numero di addetti ed imprese porta ad identificare ulteriori settori, che non emergono dall’analisi per indici di specializzazione: la produzione di articoli in plastica, concentrata nelle aree industriali del materano ed in parte, come componente dell’indotto automotive, nel Vulture, la produzione di elementi per l’industria delle costruzioni in metallo, diffuso, spesso in forma di micro imprese artigiane, su tutta la regione, nonché il turismo, un settore così rilevante da assorbire un numero di addetti addirittura superiore a quello dell’automotive.

La produzione di prodotti da forno è il terzo settore per assorbimento occupazionale (ed il primo per numero di imprese, in gran parte forni artigianali disseminati su tutto il territorio, in aggiunta alla presenza di Barilla), seguita dalla filiera della fabbricazione di calce, cemento e gesso e loro derivati.

La fabbricazione di elementi metallici per l’industria delle costruzioni è invece il secondo settore per numero di imprese, pressoché tutte piccole o piccolissime imprese artigianali.

Rilevante è anche la presenza di esercizi e di addetti nel commercio.

I dati sulla competitività dei settori sono in una certa misura “schiacciati” dai numeri riferiti al settore automotive, incommensurabili rispetto ai dati medi del resto del tessuto produttivo regionale. Al netto del settore degli autoveicoli, un livello di investimenti per unità locale superiore alla media si riscontra nei settori della lavorazione dei minerali non metalliferi e dell’industria delle bevande.

Tali settori, insieme all’industria della plastica, a quella alimentare e a quella estrattiva hanno poi un valore aggiunto per unità locale, cioè una redditività media, nettamente più alti del dato complessivo dell’economia regionale.

L’agricoltura ha sofferto di una riduzione del numero di imprese e di addetti che, però, negli ultimi anni, si sta invertendo, con una sorta di fenomeno di “ritorno alla terra” legato alle diminuite opportunità occupazionali in altri settori. La crescita della produttività e del valore aggiunto sono il riflesso di una migliore redditività per alcune tipologie di coltivazioni, a più alta qualità/tipicità. Il settore rimane comunque importante nel contesto economico regionale, con oltre 18.000 imprese attive e quasi 30.000 unità di lavoro.

Riccardo Achilli. il mercato captive del porto di Taranto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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